mercoledì 15 novembre 2017

L'ignoto ignoto. Le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi - Mark Forsyth


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I Contenuti

Il libro perfetto è sullo scaffale in alto, nell'angolo, a portata della tua mano. L'ignoto ignoto, ciò che non sapevi di non sapere, è lì che ti aspetta in fondo alla libreria. 
Mark Forsyth, giornalista ed blogger, è autore di diversi bestseller sull'origine e il significato delle parole della lingua inglese. Ha scritto questo testo per l'Independent Booksellers Week.


La Recensione

"Ci sono cose che sappiamo di sapere. Ci sono cose che sappiamo di non sapere. Ma c'è anche l'ignoto ignoto cioè le cose che non sappiamo di non sapere"

Ovvero come farsi le pippe mentali quando si entra in una libreria (questo è il mio sottotitolo personale). Oddio, non fraintendetemi, l'idea è anche carina, ma scrivere sul fatto che non so una determinata cosa e mi accorgo di non averla saputa nel momento stesso in cui la scopro, va beh, mi sembra così stupida dal risultare genial... stupida.

Personalmente ho trovato ancora più bello leggere i commenti di chi ha letto il libricino in questione in formato digiatale esaltandone i contenuti, quando per tutto il testo l'autore non fa che esaltare la carta rispetto all'ebook e le librerie fisiche rispetto al web. Io che ormai, per questioni di spazio, leggo quasi esclusivamente in digitale rimpiango raramente la carta. E ricordo a Mr. Forsyth che anche un ebook si può "aprire" ad una pagina a caso per leggerne una riga qua e là.

Legato alle librerie ci vengono forniti talcuni esempi letterari, geografici e storici di incontri casuali legati al "non sapere" e al piacere di scoprire cosa si è perso fino ad allora non sapendo che esistesse. Ok, va bene, a me continua ad apparire come una pippa mentale.

Qualsiasi lettore che entri in una libreria, a meno che non sia mandato da qualcun altro con un bel bigliettino in mano con su scritto titolo e autore, sa bene cosa voglia dire aggirarsi per degli scaffali riempiti di libri ed essere attratti inevitabilmente e senza motivo apparente da uno di essi che stava lassù in alto, o laggiù in basso. Il piacere della scoperta.

Tralascio la parte sul fatto di essere schiavi dei propri desideri e quello di non sapere di voler desiderare una cosa finchè non mi scopro di desiderarla, questa è ancora più pippa delle altre pippe.


Voto: 2/5

    lunedì 13 novembre 2017

    La colonna di fuoco - Ken Follett


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    I Contenuti

    Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti.
    Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra.
    Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno.
    Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque.
    In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso.
    Dopo il successo straordinario de I pilastri della terra e Mondo senza fine, la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all’attualità di oggi.


    La Recensione

    La colonna di fuoco, in originale "A Column Of Fire" è un romanzo di Ken Follett, seguito ideale de "I pilastri della Terra" e "Mondo senza fine", pubblicato in Italia il 12 settembre 2017; terzo volume della Serie di Kingsbridge, ovvero la trilogia di romanzi di Follett ambientati nella città immaginaria di Kingsbridge, in Inghilterra, che ripercorre le vicende storiche inglesi dal XII al XVI secolo. 

    Dopo il successo straordinario de "I pilastri della terra" e "Mondo senza fine", la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall'Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all'attualità di oggi.

    Il libro ha inizio nel Natale del 1558 e attraversa gli anni dei conflitti tra le fazioni religiose cristiane in seguito alla riforma protestante, con particolare attenzione alle ripercussioni sulla monarchia inglese. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l'Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso. 

    Ci sono libri che ti fanno sentire a casa, che ti fanno desiderare una poltrona, una coperta, un buon tè e una luce da dietro che illumini bene le pagine; Ken Follett è un affabulatore sopraffino, ha dentro di sè l'arte del raccontare, dell'intrattenere, ha il potere di far pensare alla propria storia anche quando il lettore non è chino con il naso tra le pagine di un suo libro. Attraverso un linguaggio fluente, mischiando personaggi storici realmente vissuti come: Maria Tudor, Elisabetta Tudor, Sir William Cecil, Sir William Allen, Enrico II, Caterina De Medici, Maria Stuarda e altri, con personaggi creati da lui ben delineati e costruiti alla perfezione, Follett dà vita ad un romanzo storico di grande spessore, capace secondo me anche di catturare i non amanti del genere. Un grande affresco di personaggi, intrighi, vendette, congiure, riscatti, amori, guerre e battaglie.

    L'autore si dimostra abilissimo nel presentare le vicende di decine di personaggi creando un intreccio serrato, ben costruito e quindi avvincente. L'opera è corredata da minuziose descrizioni 
    nonché da dialoghi ben calibrati e bilanciati tra loro, intrecciando abilmente problematiche quali il conflitto religioso, le guerre ivi relative, gli odi, la questione femminile e le lotte di potere.

    Una degna conclusione per una eccelsa trilogia. Unico neo che ho rilevato è stata la leggera flessione del pathos nelle ultime ottanta pagine, dove si ha la sensazione che si voglia chiudere in fretta la storia, riallacciando tutte le trame con una fretta che non appartiene a tutto il resto del romanzo. Nondimeno, questo è un bellissimo romanzo, scritto da un grande autore che sa raccontare e intrattenere stupendo e coinvolgendo il lettore come pochi altri sanno fare.


    Voto: 5/5

      mercoledì 27 settembre 2017

      Banda di fratelli - Stephen E. Ambrose


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      I Contenuti

      Banda di fratelli è la ricostruzione delle vicende militari dei 147 volontari che durante la seconda guerra mondiale, formarono la compagnia Easy, 506° reggimento fanteria paracadutista della celebre 101a divisione aviotrasportata dell'esercito americano. Nel corso dei 1095 giorni di storia della compagnia quei ragazzi divennero uomini, ma soprattutto nacque fra loro un legame destinato a durare per sempre: diventarono una banda di fratelli, pronti a dare la vita l'uno per l'altro. Stephen Ambrose ci racconta la loro storia eccezionale, trasportandoci al loro fianco nel vivo dell'azione, e restituendoci le paure, le emozioni e le gioie che provarono.


      La Recensione

      Banda di fratelli, in originale "Band of Brothers: E Company, 506th Regiment, 101st Airborne from Normandy to Hitler's Eagle's Nest" è un saggio storico, scritto da Stephen Ambrose nel 1992, che tratta delle vicende accorse alla Compagnia Easy durante la seconda guerra mondiale. Il libro ha avuto una trasposizione televisiva nella miniserie prodotta da Tom Hanks e Steven Spielberg Band of Brothers - Fratelli al fronte del 2001.

      Il saggio narra alcune azioni militari avvenute durante il secondo conflitto mondiale. Il testo analizza i 1095 giorni (dicembre 1942 - luglio 1945) dei 147 soldati che hanno formato la Compagnia Easy del 506º Reggimento di Fanteria Paracadutista della 101ª Divisione Aviotrasportata. La narrazione del libro parte dall'addestramento, per seguire le operazioni militari, per finire con le carriere post-belliche.

      La maggior parte dei paracadutisti erano volontari e ragazzi giovanissimi: agricoltori, minatori, boscaioli, pescatori: erano tutti gente comune, la maggior parte senza né moglie né figli, ma con un sogno: quello di appartenere a un gruppo con cui identificarsi. Durante questo saggio sono illustrati tutti quei momenti che trasformarono questi ragazzi in uomini e quel legame che durerà tutta la vita e li farà diventare una banda di fratelli, indivisibili. Sottoposta a pesanti addestramenti, e divenuta un corpo d'élite della fanteria, la Compagnia Easy ebbe il battesimo del fuoco il 6 giugno 1944, il D-Day, in Normandia. Combatté successivamente in Olanda e in Belgio, guidò il contrattacco sulle Ardenne, entrò in Germania e conquistò il «Nido dell'aquila» di Hitler a Berchtesgaden. 

      Nel corso dei 1095 giorni di storia della compagnia quei ragazzi divennero uomini, ma soprattutto nacque fra loro un legame destinato a durare per sempre: non è una semplice unità militare, è una famiglia, una casa, un luogo sicuro in cui i soldati trovano l’affetto e l’unione grazie al cameratismo, condividono storie, esperienze, sofferenze, amicizie ed emozioni. Alcuni moriranno, altri sopravvivranno, ottenendo riconoscimenti e anche promozioni. Un libro che sta a metà fra il saggio storico e la monografia sull’argomento: i fatti sono presentati attraverso gli occhi dei suoi personaggi, vengono riportate le loro testimonianze in seguito alle interviste dell’autore, che ha ascoltato i racconti dei sopravvissuti e ricostruito i fatti in base a quanto sentito. 

      La lettura è semplice, scorrevole e molto coinvolgente e anche la serie tv che ne è stata tratta, è fatta molto bene, che vi consiglio di vedere perchè fedele a questo libro. E' una lettura appassionante e assolutamente necessaria per chi è appassionato di storia moderna e della seconda guerra mondiale, per conoscere una parte, dalle dirette testimonianze dei ragazzi di allora, di quella che fu una delle più profonde tragedie del novecento.


      Voto: 4/5

        lunedì 4 settembre 2017

        Vademecum per perdersi in montagna - Paolo Morelli


        Vademecum per perdersi in montagna

         

        I Contenuti

        In questo manualetto di filosofia di montagna, Morelli considera una fortuna che la terra sia corrugata e continui in futuro a corrugarsi e a generare rilievi, nonostante le acque lavorino per rendere i continenti lisci, adatti alle strade asfaltate e alla civiltà della ruota. Da pochi lustri si è appreso che le principali catene montuose, contorcendosi come vertebrati, salgono ogni anno di qualche decimillimetro. Questo libro è per chi gode di tale notizia, e spera invece che il mare si allontani, assieme alle spiagge, alle cabine e ai bagnanti, che sono concettualmente agli antipodi. Il libro si vedrà che è al fondo un po' stoico, anche un po' scettico (forse taoista, anche se l'autore certo non lo direbbe); il che serve a moderare i furori alpestri e la foga ascensionale degli zotici, ma anche a far sorgere la voglia di una fuga definitiva e felice tra i monti, con tutto l'indispensabile. 

        La Recensione

        E' colpa mia. 

        Qualunque richiamo, sia fotografico, disegnato, scritto o anche solo promesso vagamente dove compaia la parola o l'immagine di una montagna, farà da catalizzatore, da richiamo sirenico di Ulissiana memoria e mi farà tendere le mani e aprire il portafoglio.

        Va da sè che, come prima o poi a camminare per prati in montagna lo scarpone in qualche buascia di vacca ce lo infili, anche in questo caso non è che sia molto diverso.


        Voto: 1/5

          giovedì 31 agosto 2017

          Le otto montagne - Paolo Cognetti


          Le otto montagne by Paolo Cognetti

           

          I Contenuti

          La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all'altro, silenzio, tempo e misura. Lo sa bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo. Una storia di amicizia tra due ragazzi - e poi due uomini - così diversi da assomigliarsi, un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi.
          «Si può dire che abbia cominciato a scrivere questa storia quand'ero bambino, perché è una storia che mi appartiene quanto mi appartengono i miei stessi ricordi. In questi anni, quando mi chiedevano di cosa parla, rispondevo sempre: di due amici e una montagna. Sì, parla proprio di questo».
          Paolo Cognetti
          Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo «chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso» ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, «la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui». Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: «Eccola lì, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino». Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno. Paolo Cognetti, uno degli scrittori più apprezzati dalla critica e amati dai lettori, entra nel catalogo Einaudi con un libro magnetico e adulto, che esplora i rapporti accidentati ma granitici, la possibilità di imparare e la ricerca del nostro posto nel mondo.


          La Recensione

          Le otto montagne di Paolo Cognetti, scrittore italiano classe 1978, autore di raccolte di racconti per Minimum fax tra l'altro di "Sofia si veste sempre di nero", "Manuale per ragazze di successo", "Una cosa piccola che sta per esplodere", e anche di alcuni saggi sulla montagna con "Il ragazzo selvatico" e un paio su New York come "New York è una finestra senza tende". L'8 novembre del 2016 è uscito per Einaudi il suo primo romanzo in senso stretto: Le otto montagne, appunto, venduto in 30 paesi ancor prima della pubblicazione e con il quale si è aggiudicato il Premio Strega 2017.

          La trama del romanzo: È la storia di Pietro, nato in città, silenzioso, figlio di un uomo e una donna appassionati alla montagna. Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. Un piccolo paese, Grana, sotto il Monte Rosa diventa il luogo dove passeranno le loro estati, dove Pietro conoscerà Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". La storia diventa doppia, vedremo crescere i due amici con vite diverse, quasi diametralmente, con scelte che solcheranno come sentieri montani le loro vite, vedremo invecchiare i genitori di Pietro e l'entrata in scena di nuovi personaggi, fino a scoprire l'eredità che la montagna lascerà a tutti loro.

          Quando esce un libro con una copertina o un rimando nel titolo (a parte quelli nello scaffale sport) che ha a che fare con la parola "montagna", io non resisto, finisce immancabilmente nel carrello anche se fosse la storia di un sasso che non si è mai mosso da una cengia per millenni. E' una mia deformazione passionale, per me le montagne sono un richiamo troppo forte, ho una parte del cervello che probabilmente è a forma di una catena montuosa e tutto ciò che attiene ad esse sono per me un'attrattiva troppo forte; ma questo libro rimane sui miei scaffali per parecchio tempo... prima perchè un amico me ne parlò e lo liquidò in maniera spiaccia dicendomi che non gli era piaciuto molto e questo m'influenzò, poi perchè quando vinse il premio Strega me lo fece diventare antipatico nell'attimo stesso in cui lessi la notizia. Non per una sorta di snobismo letterale, ma perchè so come vengono assegnati questi premi e dunque di default li setto come “pura operazione commerciale”. Senonché quelle montagne con la baita sotto, con le nuvole basse a circondarla e sotto un cielo stellato erano un richiamo troppo alto per la mia sezione del cervello adibita ai monti e guarda la copertina oggi e guardala domani…

          Appena ho cominciato a leggerlo ho capito che mi avrebbe catturato e che non mi avrebbe lasciato per molto tempo: la montagna, nella sua forma più reale e anche in quella più astratta che ci sia (intesa come calderone di emozioni ed esperienze), è custode e a sua volta protagonista di questa storia, che tratta di formazione, affetti familiari e di amicizia. E’ da un po’ che non mi capitava di leggerne di così belli, intimi, lirici e selvaggi, sebbene il romanzo sia breve.
          Ho adorato da subito la descrizione della vita scandita dal duro lavoro e dai ritmi dettati dalla natura in montagna, dai due personaggi così diversi seppure affini, dalla loro amicizia che si rinnova ad ogni estate quando Pietro lascia la città per fare ritorno insieme alla famiglia tra quelle montagne e, ogni volta, Bruno è lì ad aspettarlo, come se non fosse passato che un giorno. Perché le parole non contano, come non conta la distanza che li separa.

          Quello che prende vita dal libro è il racconto della vita: le avventure, i giochi, le incomprensioni, le prime difficoltà e i sensi di colpa; i due bambini che diventano ragazzi e il diventare adulti, sbagliando, cadendo, riprovando e le loro famiglie, diverse ma entrambe imperfette, ma soprattutto si racconta di padri, fragili o brutali e delle donne che gli stanno accanto.

          Ma sopra tutto, lei, la montagna, protagonista assoluta. Un atto d’amore verso di lei come la intende Cognetti, lontana dal consumismo di massa dello sci invernale o dei paesini ricostruiti e finti che richiamano i turisti per pochi mesi l’anno. Una montagna vera, rude, spietata e selvaggia, indifferente alle vite degli uomini.

          Questo è anche un libro sulla solitudine che è comune a chi in montagna ci va, ancor più a chi ci vive, fatta di silenzi, della difficoltà ad aprirsi verso gli altri, di sacrificio, ma anche di gioia quando si riesce a raggiungere una vetta intesa anche come obbiettivo di vita. La forma e le parole di questo romanzo sono essenziali, dirette, eppure evocative ed intense in cui senza dubbio si avverte l’eco di una persona che in montagna ci ha vissuto e ci vive.

          Considero quasi essenziale questa lettura a chi ama la montagna, perché saprà ritrovarsi in molte parole e gesti comuni a tutti quelli che si perdono in pratoni, pietraie e ghiacciai, ma al contempo, essendo un bellissimo romanzo di formazione, lo consiglio a tutti per la potenza evocativa dei legami famigliari che porta con sé.

          «Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa.»


          Voto: 5/5