domenica 16 marzo 2008

La via del samurai - Barry Eisler (John Rain #4)


 

I Contenuti

John Rain, killer di professione esperto in arti marziali, sa bene che dopo aver ucciso non si è più uguali a prima. La sua specialità: omicidi che sembrano morti naturali, utilizzando tecnologie d'avanguardia. Nel tempo Rain ha imparato a convivere con la morte e a non farsi scrupoli. A patto, però, di rispettare tre regole fondamentali: non uccidere donne e bambini, non colpire uomini innocenti e mantenere l'anonimato. Questa volta ad avere bisogno di lui è il Mossad. L'incarico è di quelli che scottano: eliminare Levi Manheim, un israeliano corrotto che vende ai terroristi islamici informazioni preziose. Per i servizi segreti israeliani è fondamentale che l'omicidio avvenga nella più totale discrezione, senza lasciare tracce. Un compito impossibile per chiunque, ma non per Rain. Eppure, dopo aver raggiunto il bersaglio a Manila, qualcosa va storto: all'improvviso irrompe sulla scena il figlio di Manheim. Rain ha un attimo di esitazione, che si rivela fatale. Un fallimento, ma soprattutto l'inizio di grossi guai. Braccato dalla CIA e dal Mossad, Rain capisce che ogni sua mossa potrà essere l'ultima.


La Recensione

Mi sono piaciuti tutti i libri di Eisler e diciamo che anche questo rientra nelle mie valutazioni globali positive sull'autore.

Ma diciamo che non è tutto oro ciò che luccica: non ho apprezzato molto la svolta più "psicologia-riflessiva" a quella "tutta azione". Infatti in questo libro vediamo un Rain più umano, si moltiplicano le pagine introspettive/amorose/amicizia e si assottigliano quelle di pura azione. E secondo me quando si perde questa parte in questo genere di libri, si finisce per scrivere altro e il lettore che si vuole svagare con dei buoni action-thriller finisce per andare a leggere altro.

Affiancato dal personaggio di Dox che a quanto sembra è destinato a fare coppia fissa con il protagonista nei prossimi libri, anche qui un cambio diametralmente opposto al solito Rain introspettivo e letale, solitario killer alle prese con le sue missioni. Qui lo vediamo aprirsi a lati umani a lui impensabili nei primi romanzi a discapito di quella freddezza e di quella letalità che lo contrastingueva nei primi libri. Semplice crescita del personaggio?

Anche la trama tira un po' la corda, anche se ho apprezzato molto il finale e quello che comporterà, immagino, nei prossimi libri. Tutto sommato spero che l'autore sia in una fase transitoria del personaggio e che nel prossimo libro torni un po' di più nelle vesti precedenti.


Voto: 4/5 

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