domenica 8 marzo 2009

L’occhio del ciclone - Jack Higgins (Sean Dillon #1)


 

I Contenuti

Sean Dillon è un assassino. Ha lavorato al soldo di tutti - l'IRA, la RAF, l'ETA per citarne solo alcuni - non per principio, ma in base alle cifre del compenso. In vent'anni di attività non ha mai conosciuto il carcere, tanto è abile a sfuggire alla giustizia, tanto geniali sono i suoi camuffamenti e la sua affinata capacità di far perdere le proprie tracce. Un arabo, Michael Aroun, miliardario con amici influenti, lo contatta all'inizio della guerra del Golfo perché organizzi una serie di azioni terroristiche contro gli Alleati su ordine di Saddam Hussein. Martin Brosnan è un uomo dai trascorsi poco puliti, che si è lasciato alle spalle guerriglie e omicidi, ma quando Dillon, durante un attentato a Margaret Thatcher, uccide accidentalmente una persona che gli è cara, si accendono in lui propositi di vendetta. Per i Servizi di Sicurezza britannici Dillon è l'uomo nel mirino: ingaggiano un killer per dargli la caccia e costui è proprio Brosnan, eroe delle Forze Speciali americane che lo ricorda fin dai tempi in cui erano insieme nell'IRA. Ora più che mai Brosnan è deciso a regolare il conto in sospeso.


La Recensione

Aprendo questo libro la prima cosa che dovrebbe salire agli occhi del lettore dovrebbe essere una nube di fumo.

Non ho mai visto così tanti personaggi (tutti e dico tutti) accendersi una sigaretta prima o poi nel libro, alle volte due nella stessa pagina. Se non fosse un thriller (?) bisognerebbe credere che se non fossero le palottole ad uccidere qua e la qualche comparsa ci penserebbe il fumo di sigaretta, non che io sia di principio contrario al fumo, ma un'esagerazione è un'esagerazione.

A parte questa considerazione, che forse è una delle poche che si possono fare visto la bruttezza del libro in se, ho trovato la narrazione davvero poco avvincente sotto tutti i punti di vista. Personaggi davvero poco credibili, quasi macchiette di se stesse, stereotipi a gogo, storia messa in piedi e tenuta su con le "graffette", ambientazione che sembrano dei teloni dipinti e anche male tenuti in piedi.

Un peccato perchè ho trovato gli altri libri di Higgins abbastanza gradevoli anche se sempre molto semplici nell'intreccio.

Da stare sicuramente alla larga.  


Voto: 1/5
 

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