venerdì 9 maggio 2008

Bambino 44 - Tom Rob Smith (Leo Demidov #1)


 

I Contenuti

Unione Sovietica, 1953. Il regime di Stalin è al vertice, con l'entusiastica collaborazione del Ministero della Sicurezza e dell'MGB (precursore del nefando KGB), l'organismo di polizia segreta la cui brutalità e la continua pratica di torture non sono un segreto. La popolazione è costretta a credere che il crimine è stato debellato in tutto il paese, che tutti sono felici e che il governo rappresenta il punto di riferimento e di ispirazione morale per ogni cittadino modello. Quando tuttavia il cadavere di un ragazzino viene ritrovato sui binari di un treno, l'ufficiale dell'MGB Leo Demidov si sorprende che i genitori del piccolo morto siano convinti si tratti di omicidio. I superiori di Leo gli ordinano di non indagare né su questa morte né sulle altre che seguiranno. Leo obbedisce, anche se sospetta che qualcuno di molto importante possa essere implicato. Smetterà di obbedire nel momento in cui alla giovane moglie Raisa arriveranno minacce affinchè diventi lei stessa garante e spia dell'operato di Leo. Da agente inquisitore allineato con i diktat governativi, Leo diventerà un nemico pubblico da snidare, inquisire e sicuramente eliminare. Costretti a fingere di non amarsi per non nuocersi a vicenda, Leo e Raisa, dovranno proteggersi dal nemico ufficiale e potentissimo, e dai tanti nell'ombra di cui ignorano l'identità.


La Recensione

Nell'unione sovietica di Stalin, il crimine non può esistere. Dunque non può esserci anche un distretto di polizia che se ne occupa; i delitti semplicemente non avvengono. Ora però dei bambini cominciano a morire. Contro le istituzioni in cui ha sempre creduto e difeso e che lo hanno trasformato come uomo, Leo decide lo stesso di investigare contro tutti, anche con chi gli sta vicino.

Una bellissima sorpresa questo libro di Tom Rob Smith, un grande esordio da cui sarà tratto un film che sperò colga appieno tutte le sfumature di questo romanzo, che non è solo thriller ma anche una ricostruzione storica dettagliata degli avvenimenti e della vita nella Russia degli anni 50 a cavallo della morte di Stalin e dei suoi anni di terrore.

La narrazione è vibrante, veloce, tesa e con vari colpi di scena che accompagnano il lettore per tutta la storia.

Un bellissimo romanzo che mette a nudo le anime degli uomini costretti a "sopravvivere" in determinate situazioni. Rende bene l'asfissia del Pensiero di Stato. Bella la storia, bella l'ambientazione. Personaggi solidi e ben costruiti, risulta particolarmente sorprendente che si tratti di un'opera prima. Colpisce l'ingegnoso colpo di scena finale.

Lo consiglio caldamente a tutti e per quanto mi riguarda non resta che attendere il prossimo.


Voto: 4/5
 

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