sabato 16 agosto 2008

La scomparsa dell'Erebus - Dan Simmons


 

I Contenuti

Il 19 maggio 1845, l'"Erebus" e la "Terror", due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall'Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico. Sulla base di un documentato episodio storico, Simmons racconta, con la consueta forza immaginativa, un'allucinante avventura. Gli equipaggi delle due navi, bloccati nella morsa del freddo e sprofondati nel silenzio spezzato solo dagli scricchiolii del ghiaccio e dalle tempeste di fulmini, si ritrovano a lottare contro gli elementi, ma anche contro la disperazione e la follia, sempre pronta a insinuarsi nelle menti dei marinai dispersi. Quando, alla morte di Franklin, prende il comando della spedizione Crozier, capitano della "Terror", il terzo inverno sulla banchisa è vicino e i superstiti si preparano ad affrontarlo nella speranza di resistere fino al disgelo. La situazione è prossima al disastro: le provviste scarseggiano e lo scorbuto comincia a mietere vittime. Tra ammutinamenti, crisi ed episodi di cannibalismo, l'isolamento non sembra però la minaccia peggiore. Mentre una giovane esquimese muta, soprannominata Lady Silence, si muove indisturbata sulla "Terror" e sparisce per giorni, insensibile a freddo e fame, sembra fare la sua apparizione una creatura sconosciuta, intelligente e malevola, che si aggira tra i ghiacci e dà la caccia agli uomini dell'equipaggio, uccidendoli a uno a uno... Con "La scomparsa dell'Erebus", Dan Simmons crea un ibrido letterario perfettamente riuscito, che fonde ricerca storica, romanzo horror e narrazione mitologica, lasciando con il fiato sospeso fino all'epilogo geniale e imprevedibile.


La Recensione


Amo questo autore, nella sua veste di scrittore di fantascienza dalla saga di Hyperion, una perla rara. Un esempio massimo di science-finction.

Appena ho visto questo libro in libreria non ho potuto esimermi dal comperarlo, anche attratto dalla storia (vera e poi romanzata) che narra di quel 19 maggio 1845, quando l'Erebus e la Terror, due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall'Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest; verranno ritrovati anni dopo intrappolati nel ghiaccio artico.

L'aspetto veramente positivo di questo libro per me è stato il fatto di appassionarmi a questa fantastica avventura delle due bombarde: la "Erebus" e la "Terror" che mi ha fatto passare delle ore su internet per leggere di Francis Crozier (capitano della Terror) e delle sue imprese in Artide.

Da sottolineare, ancora una volta, l'incomprensibile traduzione del titolo originale "Terror" in "La Scomparsa dell'Erebus"; ma questo è un discorso già fatto molte volte in passato.

Per il resto ho fatto davvero fatica a completare la lettura, non per lo stile di scrittura di Simmons che trovo sempre molto particolare,  suggestivo ed evocativo ma perchè il libro è davvero troppo lungo in quanto infarcito di troppe "romanzature" come la comparsa del mostro mitologico esquimese e le troppe descrizioni marinare (per me indigeste e solo per esperti marinari); personalmente avrei trovato la storia meravigliosa se fosse stata lunga la metà.

Diciamo che l'idea dell'ibrido letterario, che fonde ricerca storica, romanzo horror e narrazione mitologica non mi ha convinto più che tanto, avrei preferito un romanzo che parlasse solo dell'avventura in sè, soprattutto visto la spettacolare e particolare ambientazione.

Anche il finale poi mi ha lasciato molto, molto perplesso; ho trovato decisamente più affascinante il finale nella realtà dei libri di storia.

Uno spunto per conoscere un pezzo di storia e nulla più.


Voto:  2/5

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