martedì 30 settembre 2008

I libri di Luca - Mikkel Birkegaard


 

I Contenuti

Nel cuore di Copenaghen, c'è una libreria antiquaria con un curioso nome italiano: I libri di Luca. Quando il proprietario, Luca Campelli, muore di morte improvvisa e violenta, il negozio passa al figlio Jon, un promettente avvocato che da anni non aveva più contatti col padre. Nello scantinato della libreria, dopo il funerale, Jon apprende dal vecchio commesso Iversen un segreto: Luca era stato a capo di una Società Bibliofila e dei cosiddetti Lectores, persone dotate del particolare potere di influenzare gli altri mediante la lettura. Nella libreria Jon incontra anche Katherina, la ragazza tuttofare dagli occhi verdi, apparentemente fuori posto tra la carta stampata, perché dislessica. Un giorno il negozio subisce un attentato incendiario: nella morte di Luca c'entra forse la lotta di potere all'interno della Società Bibliofila? Il compito di Jon sarà quello di venire a capo del mistero. C'è un traditore fra i Lectores? C'è qualcuno che vuole acquisire i loro eccezionali poteri?


La Recensione

Certo che è così facile rimanere delusi da un libro dalle alte aspettative, pompato dall'editore come un nuovo trascendentale talento contemporaneo!

Che accozzaglia di nefandezze, gente! Credo che la cosa che mi rimarrà impressa di questo libro (?) sia solo "[Il Protagonista] unisce le mani con uno scrocchio", ripetuto credo qualche decina di volte qua e là per il libro. Probabilmente in Danimarca hanno problemi di artrite molto seri, sarà il freddo.

Fatto sta che a me ad ogni scrocchio mi aumentava il mal di testa, la nausea e l'insopportazione verso i personaggi di questo romanzo(?). L'idea iniziale è buona e il libro parte bene, ma poi cade tutto a scatafascio dopo i primi capitoli e continua giù a rotolare verso la china per finire a schiantarsi nel burrone delle bestialità.

Ad un terzo del libro(?) t'immagini il resto e il finale, a metà lo sai di per certo e quando sei a tre quarti preghi i tuoi Dei che finisca alla svelta. Non capisco la spinta della casa editrice verso questa storia(?), ideata male e scritta peggio, che è proprio di livello nefando.

La storia è un insieme di stereotipi come i personaggi stessi (il buono/buonissimo, il cattivo/cattivissimo, l'amico/amicissimo "ti aiuto sempre io", la sperduta ragazza/trombata dal protagonista, la setta/settissima e perfidissima) che si muovono come macchiette all'interno di questa narrazzione che è davvero indigesta.

Ci sono dei passaggi di pattume letterario che è davvero raro trovare. Vi consiglio caldamente, statene lontani.


Voto: 1/5
 

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