lunedì 1 settembre 2008

La chimica della morte - Simon Beckett (David Hunter #1)


 

I Contenuti

Quando il corpo bizzarramente mutilato di una giovane donna viene ritrovato nelle paludi che circondano il villaggio di Manham, sperduto nel Norfolk, il dottor David Hunter non piange solo la perdita di un'amica, ma è costretto a fare i conti con il proprio doloroso passato. Un tempo autorevole antropologo forense, David si è seppellito nella sonnolenta Manham per lasciarsi alle spalle la tragedia famigliare che gli ha reso impossibile guardare con distacco clinico la macabra specialità cui doveva la propria fama: l'interpretazione dell'alchimia rovesciata della morte - che trasforma l'oro della vita nelle vili materie prime da cui è costituita - per risalire alle cause del decesso e all'assassino. Costretto con un velato ricatto morale a dare il proprio contributo alle indagini, il dottor Hunter viene trascinato in un intricato labirinto di sospetti dalla diffidenza e dal panico che cominciano a serpeggiare in paese dopo la seconda, misteriosa, sparizione, scatenando una caccia alle streghe sobillata delle prediche infuocate del reverendo Scarsdale. Mentre la spirale di raccapriccianti delitti sembra stringersi intorno allo stesso dottor Hunter, una più sinistra e sconvolgente scoperta lo attende al varco... Tra Thomas Harris, Jeffery Deaver, Patricia Cornwell il thriller, teso sulla corda di un incalzare paralizzante, che la stampa, inglese e tedesca, ha accolto come la rivelazione dell'anno.


La Recensione

Reputo che un buon giallo/thriller sia quello che mi induca a curiosare qualche paginetta più in là, tanta è la voglia di vedere cosa succede; quella smania di saltare le pagine e arrivare a vedere cosa succede "dopo". Questo libro mi ha proprio indotto a cercare di sbirciare le pagine più avanti (ho dovuto farmi forza per non farlo davvero) e credo che questa smania sia meglio di molte parole e di tante stelline.

Buoni i personaggi, il protagonista è ben costruito e la trama è accattivante, merito soprattutto dell'ambientazione (un piccolo paesino delle Broads inglesi) che ha un suo fascino davvero particolare e lega benissimo con la storia truce che vi si svolge.

Beckett ha una scrittura molto elegante, il suo punto forte è lo stile narrativo che coinvolge il lettore nella trama grazie a delle descrizioni meticolose e al tratteggio dei personaggi che risultano essere verosimili.

Molto interessanti anche le parti di antropologia forense" mai pesanti, digiribilissime e davvero curiose.

Menzione anche per i sensazionali colpi di scena finali: quello che si dice a sorpresa.

Consigliato.


Voto: 4/5

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