giovedì 13 novembre 2008

Il gioco dell'angelo - Carlos Ruiz Zafón


 

I Contenuti

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.


La Recensione

Il gioco dell'angelo avvince e ti tiene con il fiato sospeso. Punto. Basterebbero questa breve descrizione a rendere perfettamente l'idea di questa storia.

La narrazione ti prende praticamente da subito e ti conduce nella città misteriosa di Barcellona al fianco del protagonista: figura dipinta in maniera eccelsa e straordinariamente viva. Anche l'antagonista di questa storia è caraterrizzato da un senso del mistero che esce dalle pagine per ammaliarti come una spira di fumo che avvolgendoti ti conduce direttamente nelle pagine del libro.

Davvero molti gli spunti di riflessione e le ideologie eofferte nelle varie discussioni sulla religione tra i due personaggi principali. Volendo fare un appunto e lo faccio (non dando così la quinta stellina) trovo forse che i riferimenti all'opera precedente (la libreria e il cimitero dei libri dimenticati) sembrano essere stati messi ad arte per emettere un canto delle sirene ai lettori del libro precedente in quanto probabilmente superflui perchè la storia sembra filare già di per se; trovo anche il finale non all'altezza e sottotono rispetto alla trama magistralmente intrecciata.

Una scrittura molto profonda, coinvolgente, tratteggiata e descrittiva, con splendidi passaggi e metafore da annotare man mano che si procede nella lettura che non risultano appesantire la fluidità della storia.

Attendo con ansia la terza prova di questo scrittore, per capire se entrerà a far parte della mia personale classifica dei miei autori preferiti.


Voto: 4/5
 

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