giovedì 31 luglio 2008

La zona morta - Stephen King


 

I Contenuti

Al risveglio da un coma durato quattro anni, Johnny scopre di possedere un dono meraviglioso e nello stesso tempo tremendo: è capace di conoscere il futuro e i segreti della mente altrui con un semplice contatto, anche solo un tocco della mano. E questa facoltà lo conduce dentro un'avventura agghiacciante, in cui è sempre più solo.


La Recensione

Accidenti che libro! Ogni volta che leggo King, rimango folgorato.

Ho conosciuto questo autore solo ultimamente e ogni tanto prendo in mano un suo libro e mi metto a leggerlo, come un buon vino che si tiene solo per le occasioni speciali.

I temi toccati in questo racconto, pieno di ritmo come il King prima maniera sapeva fare, sono tanti. Per citarne due, forse i più sentiti: la diversità e la nostalgia.

Il protagonista principale mi ha colpito tantissimo, costruito alla perfezione, forse uno dei personaggi che più mi hanno affascinato e commosso di tutte le mie letture. Una storia calamitante ed abbagliante di un uomo che si risveglia da un coma dopo cinque anni con il/la dono/maledizione di vedere il futuro delle persone solo toccandole.

Una storia scritta meravigliosamente che ti porterà piano piano in un finale struggente, commovente e degno di un libro così bello. Consigliato a tutti, imperdibile.


Voto: 4/5

    domenica 20 luglio 2008

    Mad dogs - James Grady


     

    I Contenuti

    È soprannominato 'il Castello', una struttura fantasma in un luogo sperduto nel Maine. Ospita quelli che si sono fritti il cervello operando come spie sui fronti più caldi del mondo: le giungle della Malesia, le risaie del Vietnam, lo scannatoio dei Balcani. Come Victor, Russell, Zane, Eric e Hailey, quattro uomini e una donna. Sono agenti 'ritirati' della CIA, merce avariata, andati fuori di testa per ciò che hanno visto, fatto o subito nel corso del loro lavoro sporco, ovvero nell'espletamento del patrio dovere. E l'unica persona che credeva nel loro recupero, lo psichiatra che li aveva in cura, adesso giace morto stecchito, e la sua ha tutta l'aria di non essere una morte naturale. I cinque ex agenti hanno troppo mestiere alle spalle per non sentire puzza di bruciato. Chi meglio di un gruppo di pericolosi paranoici può fare da capro espiatorio per quell'omicidio? La prospettiva è rimanere seppelliti vivi lì dentro in eterno. Quel poco di lucidità mentale che è rimasta loro consiglia di tagliare la corda... Come una muta di cani impazziti, Victor, Russell, Zane, Eric e Hailey riescono a evadere dal Castello.


    La Recensione

    Dall'autore dei "Sei giorni del Condor", dunque una colonna portante per il genere spy, abbiamo questo libro, che secondo me non tiene fede alle aspettative e soprattutto siamo lontani dai fasti del Condor.

    L'idea non era affatto male, ma secondo me è stata sviluppata in maniera errata, dando troppo risalto ai problemi dei protagonisti, invece di dedicare un più di pagine all'azione e alla trama, portando poi ad un finale abbastanza scontato e chiuso troppo in fretta.

    Diciamo che parte molto bene e le premesse lasciano ben sperare. Però man mano si perde lo slancio iniziale per dare risalto, troppo, all'interiorità dei personaggi, tralasciando lo sviluppo dell'azione che deraglia troppo presto.

    Alcuni personaggi sono stati ben disegnati a discapito di altri che erano un po' la macchietta di loro stessi. Belle le parti in cui alcuni protagonisti rievocano il loro passato inserendo praticamente dei racconti brevi all'interno del romanzo, in una sorta di antologia nello stesso, ma che probabilmente non bastano per fare in modo che la storia sia veramente godibile.

    Sinceramente non ne consiglierei l'acquisto e per chi non lo avesse fatto direi di recuperare, magari in qualche bancarella dell'usato, i "sei giorni del condor", decisamente di un altro calibro.


    Voto:  2/5

      giovedì 10 luglio 2008

      Non è un paese per vecchi - Cormac McCarthy


       

      I Contenuti

      Siamo al confine tra Texas e Messico, in un paese che ha abbandonato i vecchi valori per cadere in preda a una violenza cieca e incontrollata. Tale violenza si incarna in Anton Chigurh, un assassino psicopatico munito di un'arma micidiale e di una pericolosa filosofia della giustizia. Il suo avversario, un uomo del passato che non sa farsi una ragione della ferocia del presente, è lo sceriffo Bell. Entrambi sono alla ricerca di Llewelyn Moss, un reduce del Vietnam che mentre cacciava antilopi sul Rio Grande si è ritrovato sul luogo affollato di cadaveri di una battaglia fra narcotrafficanti, e ha colto al volo un'occasione che si è rivelata troppo grande per lui. L'inseguimento si svolge lungo e oltre il confine, in un crescendo di suspense e violenza. Il destino di Moss, erede di tutti i cowboy di McCarthy e dei loro valori di dignità e onore, dipende da quale dei due inseguitori lo troverà per primo.
      Scritto in uno stile veloce e asciutto, crudo e implacabile come una premonizione di tragedia, con i dialoghi incisivi che rendono unica la scrittura di McCarthy, questo romanzo riporta il lettore nei paesaggi del Sudest degli Stati Uniti, popolati da uomini che, "se uno li ammazzasse tutti, toccherebbe costruire una dépendance dell'inferno". Non è un paese per vecchi sarà portato sugli schermi cinematografici da Joel ed Ethan Coen.



      La Recensione

      In questo libro probabilmente si muove uno dei personaggi più cattivi della letteratura moderna.

      I personaggi sono tre, impegnati in una corsa senza tregua alcuna, che lascia incollati alle pagine. Moss è l'uomo qualunque, che si trova suo malgrado ad affrontare qualcosa di più grande di lui; lo sceriffo Bell, uomo che ancora crede alla giustizia ma che si rende conto che il mondo è cambiato e lui è rimasto troppo ancorato a quello che adesso non c'è più, e adesso i cattivi, oltre a essere cattivi sono anche crudeli e di una spietatezza sconosciuta. Infine Chigurh, il killer psicopatico, quello che secondo me è il personaggio più riuscito, dotato di una sua morale che va della mera brutalità.

      Un killer spietato ma con una sua "morale" ben definita. Un personaggio nero, violento allo stato puro, che uccide senza pietà ma offre la possibilità di salvarsi lasciando il caso ad una monetina, ma non a tutti viene offerta questa possibilità, solo a chi forse merita di vivere secondo la sua logica impazzita. Un uomo che non ha nemici, semplicemente perchè come da lui citato "non permetto che esistano". Si muove in un ambiente duro e crudo, siamo nel Texas al confine con il Messico, vaste pianure di terra brulla spaccata dal sole contornato da trafficanti di droga, uno sceriffo che sembra sospeso da questa realtà che non gli appartiene più e un uomo che decide "di fare una cazzata, ma la farò lo stesso".

      La prosa di McCarthy non è certo facile da seguire: veloce, dura e senza respiro ma densa di immagini evocative. Il libro è scritto con una prosa scarna e immediata, senza orpelli ne fronzoli. Un'opera che ti prende e ti butta a forza dentro questo mondo impazzito, dove non c'è speranza di sfuggire al proprio destino, dove ti aspetta un uomo con una monetina che volteggia in aria e ti dice di scegliere...


      Voto: 4/5
       

        lunedì 7 luglio 2008

        Sunset limited - Cormac McCarthy


         

        I Contenuti

        Quella mattina Bianco ha tentato di uccidersi, Nero l'ha salvato prima che si gettasse sotto la metro. Ora i due uomini sono in un piccolo appartamento di New York, seduti intorno al tavolo di una modesta cucina. Sul tavolo una Bibbia. Attraverso il loro dialogo, lentamente emergono le loro convinzioni e il loro passato, da prospettive, lingue e colori antitetici, fra picchi di comicità e abissi di disperazione. Non ci sono approdi, prese di posizione, risposte. C'è solo una domanda: che cosa ti divide dal tuo "sunset limited"?


        La Recensione

        Questo libricino è davvero un colpo duro. Stringato, essenziale, spartano negli ambienti, spartano nei personaggi, niente fronzoli, niente compromessi, come McCarthy ci ha abituato.

        Una sola convinzione: "o hai una ragione per vivere, «zuccherino», o il Sunset Limited è la fuori che ti aspetta". Passa tutti i giorni e sfreccia a centotrenta all’ora. Un uomo, Nero, pregno della fede di Dio, «sa che c’è Gesù in questa stanza» perchè si è ritrovato con il corpo cucito a metà e Dio l'ha salvato; un altro uomo, Bianco, sa che «Sopra ogni gioia pende l’ombra dell’ascia» e «Non vedo l’ora di strofinare il naso contro la sua guancia ossuta», perché «tutta questa storia di Dio è una gran cazzata» e il mondo è solo «un lazzaretto dello spirito».

        Un dialogo drammatico tra queste due persone, un uomo che tenta di salvare l'altro. Geniale e profondo per 108 pagine che ti fanno riflettere, davvero.

        Per pensare al significato della vita. Consigliato.


        Voto: 4/5

          domenica 6 luglio 2008

          La vittima designata - Lee Child (Jack Reacher #7)


           

          I Contenuti

          Xavier Francis Quinn: un nome rimasto nella memoria di Jack Reacher sin daitempi in cui era maggiore della Polizia militare. Un criminale, un traditoredel suo paese e, soprattutto, un sadico assassino che ha ucciso barbaramenteuna collega di Jack che stava indagando su di lui ed era vicina a incastrarlo.Sono trascorsi dieci anni e, dopo una sparatoria di incredibile violenza,Reacher si trova, come sempre, nel posto sbagliato al momento sbagliato. Oforse no. Perché adesso Reacher è tornato a lavorare con l'FBI, convinto daSusan Duffy, un'affascinante e coraggiosa federale, a infiltrarsi in una bandadi trafficanti. L'obiettivo è cercare di salvare un'agente sotto coperturasparita da più di due settimane. Ma Reacher sa per certo che dietro tuttal'organizzazione c'è il suo nemico, Quinn, e vuole due cose sole: giustizia evendetta. Per ottenerle è disposto a giocare il tutto per tutto, anche la suastessa vita... Lee Child si conferma ancora una volta maestro del thrillerd'azione con un romanzo ad alto tasso di adrenalina e un eroe credibile erealistico anche nelle azioni più spericolate.


          La Recensione

          Dopo due libri evidentemente sotto tono, il penultimo "A prova di killer", ma soprattutto questo mi hanno fatto ricredere del mio pensiero che purtroppo Jack Reacher era diventato la macchietta di quello che era un tempo.

          Per fortuna in questo romanzo ritroviamo la sua figura "tutta azione", il suo senso investigativo e quelle freddure alla Reacher che mi piacevano così tanto nei suoi primi romanzi. Insomma un ritorno a quel misto di azione pura e "caso da risolvere" che hanno decretato un così grande successo di questi libri poco impegnati è vero, ma ad "alto contenuto di divertimento e di adrenalina".

          Ho scoperto recentemente poi che sono moltissimi i fan di Jack Reacher e che i libri con lui protagonista vendono davvero molto. Credevo che fosse questo genere, quello dell'action-thriller, per lo più snobbato dagli altri lettori.


          Voto:  2/5

            venerdì 4 luglio 2008

            La luce fantastica - Terry Pratchett (Discworld #2)


             

            I Contenuti

            Lentamente ma inesorabilmente il Mondo Disco si sta avvicinando a un'antipatica stella rossa; la collisione sembra ormai inevitabile. Di fronte a tale sventura uno solo può essere il salvatore: Scuotivento, ovviamente. Peccato che, l'ultima volta che l'hanno visto, il campione universale dell'incapacità magica stesse precipitando oltre l'orlo del Mondo Disco...


            La Recensione

            Secondo libro della saga del "Mondo Disco", bello, forse ancor più del primo, commovente alla fine e divertente per tutte le pagine.

            Sono dei rari gioiellini questi libri di Pratchett che ho deciso di gustarmi piano negli intermezzi tra altri volumi, al posto di leggermeli tutti in fila come avevo pensato prima dell'acquisto di tutta la saga; sì perchè questi sono "vini di pregio" da assaporare piano e diluiti nel tempo, di intermezzo per "rifarsi la bocca" tra una portata e l'altra, perle rare e meravigliose da inserire tra piatti meno prelibati. Sarebbe un peccato non centellinarli e "berseli" tutti d'un fiato.

            I personaggi sono meravigliosi, ma quello di Duefiori è il più riuscito secondo me, questo suo modo di vedere "rosa", di sentire "rosa", di avere un cervello "rosa", dove niente può andare male e tutto è fonte costante di meraviglia, tutto si può risolvere con una chiaccherata qualcosa da bere e le foto dei nipotini, è disarmante nel suo pensiero sul mondo.

            Un fantasy che diverte ma che offre tanti spunti, come per esempio quello dove impariamo che è bello avere tanti ricordi, ma bisogna anche avere un posto dove ricordarli, dove il bello di viaggiare alla fine è quello di tornare a casa.

            Meraviglioso. Consigliato anche ai non amanti del genere fantasy.


            Voto: 4/5