lunedì 29 dicembre 2008

Paragon hotel - David Morrell (Frank Balenger #1)


 

I Contenuti

La mole del Paragon Hotel si staglia contro il livido cielo autunnale di Asbury Park, cittadina fantasma sulla costa del New Jersey. Inaccessibile ormai da decenni, l'edificio fu fatto costruire da Morgan Carlisle, eccentrico milionario che lo aveva dotato di ogni genere di comfort per viziare i suoi illustri ospiti. Un piccolo gruppo di archeologi urbani, appassionati di vecchi edifici, sta per intrufolarsi al suo interno per esplorarlo prima che venga demolito. Ma man mano che si addentrano lungo i corridoi illuminati solo dalle loro torce, la sensazione di non essere soli si fa sempre più soffocante e li getta nell'inquietudine. Fatti inspiegabili iniziano a susseguirsi e la minaccia di qualcosa di orribile segue da vicino ogni loro passo. Finché non sarà chiaro che la loro salvezza è un flebile barlume in quella notte nera come la pece.


La Recensione

Molto carino questo libro, mi è piaciuto davvero tanto e letto in due giorni. Quello che si dice una storia che "ti tiene col naso incollato tra le pagine".

Mi ha tenuto con il fiato "sospeso" per una lettura davvero veloce ed incalzante. Scritto bene, buoni i personaggi (anche se un po' stereotipati), molto bella l'ambientazione che è davvero originale e fa da contesto a tutta la storia diventando anche lei una protagonista di tutto rispetto.

Siamo alle prese con una esplorazione di un hotel abbandonato da tanti anni che riserverà ai protagonisti delle sorprese niente affatto gradevoli. Altro merito di questo libro è stato l'avermi fatto conoscere il mondo degli "esploratori urbani" gruppi che un po' per avventura, un po' per amore per la storia si avventurano in condomini, hotel, ospedali, prigioni abbandonate da anni. Cercando su google si trovano davvero tanti gruppi dediti a questa attività che esplorano come degli "archeologi del passato recente", dei moderni Indiana Jones, queste strutture abbandonate.

Un plauso a quest'autore canadese, che ricordiamo è universalmente noto per aver scritto il libro "First Blood" da cui Stallone ci fece Rambo, che a mio parere con questa ambientazione e questa storia ha scritto qualcosa di davvero originale.

Consigliato.


Voto: 4/5
 

    venerdì 26 dicembre 2008

    La variante di Lüneburg - Paolo Maurensig


     

    I Contenuti

    Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L'esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un'altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto e animati da un odio inesauribile, che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia l'ebreo e l'altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema.


    La Recensione

    Molte volte capita che prendi in mano un libro e sai più o meno cosa aspettarti, per lo meno credi di averne intuito il genere, in alcuni casi invece, come questo, ti ritrovi a leggere tutt'altro da quello che ti eri immaginato e allora puoi o rimanerne deluso oppure contento. Colpa delle quarte di copertina che non sempre rispecchiano fedelmente il contenuto della storia?

    In questo caso ne rimango deluso, perchè pensando di aver preso in mano un giallo mi sono ritrovato a leggere per metà libro un elogio al gioco degli scacchi (che per carità non disdegno in quanto giocatore) e per la parte finale ad uno scorcio su di una realtà storica nefasta (non descrivo più di questo per non togliere sorpresa al lettore).

    Di per sè non posso affatto dire che il libro non sia frutto di una buona idea o che sia scritto male, tutt'altro a dire la verità, ma mi è rimasta quella "defenestrazione" di essermi ritrovato al leggere un libro che parte con un "assassinio" e finisce in maniera completamente diversa. In ogni caso comunque la parte iniziale e centrale del libro secondo me è troppo incentrata non tanto sulle regole degli scacchi ma sull'amore incondizionato che l'auotre sembra possedere per essi.

    Diciamo che di buono ha un'ottima tecnica narrativa, e uno stile accattivante. L'idea poi della rivalità tra un ex nazista e un ebreo è quanto di più ovvio si potesse immaginare.

    Al contrario degli altri pareri fin qui letti, non posso esprimermi positivamente su questa storia.


    Voto: 2/5

      mercoledì 24 dicembre 2008

      Il sergente nella neve - Mario Rigoni Stern


       

      I Contenuti

      Pubblicato per la prima volta nel 1953 in una collana diretta da Elio Vittorini, Il sergente nella neve è stato inizialmente apprezzato soprattutto per il valore di testimonianza, ma in seguito, con la progressiva distanza temporale dai drammatici avvenimenti raccontati, ha dimostrato le sue grandi qualità espressive ed è ormai giustamente considerato un classico del Novecento: non solo per la lingua intensa e sempre concretissima, ma anche per l’alta moralità di fronte a esperienze estreme e per la totale assenza di qualsiasi enfasi retorica.


      La Recensione

      Giuanin c'è arrivato a Baita e come lui altre centinaia di migliaia di nostri alpini che tentarono la fuga dalla Russia occupata.

      Sopravvivere a quella campagna piena di vento, di neve, di disperazione e di freddo, davvero troppo quel freddo, e le invocazioni dei compagni che cadevano... ogni giorno la morte a vent’anni, ogni giorno a pensare ad un piatto di pastasciutta, un bicchiere di vino e i propri cari lontani. Ogni giorno un passo più avanti mentre le ginocchia scricchiolano e i tuoi compagni rimangono indietro.

      Bellissimo questo libro su un pezzo così tragico della nostra storia, di quella che fu laseconda guerra mondiale, che esalta la follia degli uomini ma anche la combattività dei nostri militari in fuga verso casa e circondati dai russi.

      Ci sono perle di rara bellezza in questa vicenda raccontata da chi l'ha vissuta in prima persona, piccole immagini che conserverò a lungo nel mio cuore. Non si possono davveror recensire libri come questo, si può solo consigliare di leggerli.

      Davvero magnifico, per quello che porta con sè, perchè non accada mai più.


      Voto: 5/5
       

        domenica 21 dicembre 2008

        La strada della libertà - David L. Robbins


         

        I Contenuti

        "Caricateli!" Un grido che divenne il motto della Red Ball Express: per i soldati americani che avevano il compito di trasportare approvvigionamenti al fronte dopo il D-Day del 6 giugno 1944 significava accendere i motori e cominciare estenuanti marce in colonna, con qualsiasi tempo. Loro dovevano "solo" guidare i camion e consegnare i materiali. Ma per Joe Amos, giovane autista nero del battaglione trasporti, è impossibile tenersi lontano dagli scontri per liberare la Francia dai tedeschi: spingersi in battaglia è una sfida da vincere davanti a quei bianchi che lo vedono come uno al quale l'America, causa il colore della pelle, nega il diritto di poter imbracciare un fucile. La storia dell'eroico battaglione si identifica col dramma di una generazione stravolta dalla guerra: il fanatismo razzista di cui è oggetto Joe Amos ha il suo corrispettivo nella tensione del rabbino Kahn, veterano del primo conflitto mondiale sulle tracce del figlio pilota disperso: il suo sarà un continuo duello con Dio, un'incessante domanda sulla necessità di quella carneficina, ma anche un'ininterrotta richiesta di grazia e, al tempo stesso, di perdono per aver ucciso. La liberazione di Parigi coinciderà con la fine di uno spietato traditore americano di nome Chien Blanc, arricchitosi con la borsa nera. I destini di questi tre uomini, incrociandosi, diventano la dolorosa testimonianza di una storia che nessuno è mai riuscito a spiegare veramente.


        La Recensione

        Siamo lontani dal bellissimo libro "Fortezza Stalingrado" sempre di questo autore da cui è stato tratto anche l'incantevole film "Il nemico alle porte" e anche dal suo successore "La fine della guerra", ma ereditiamo comunque una vicenda godevole, ben strutturata e con alle basi un ampia ricerca storica.

        Siamo in Francia, nei giorni successivi al D-Day (lo sbarco alleato in Normandia) in piena seconda guerra mondiale e come sempre ormai l'autore di questo libro ci racconta gli avvenimenti di questa immane tragedia tramite gli occhi di tre personaggi che si muovo nella trama di questa storia accavallando le loro vicende, i loro sentimenti, le loro storie.

        Protagonisti assoluti sono i "Red Ballers" i ragazzi di colore che trasportarono quintali di materiali dalle spiagge dello sbarco ai ragazzi impegnati in prima linea durante l'avanzata alleata nel cuore della Germania nazista. Buoni i personaggi, buono l'intreccio e colpo di scena finale che non può non lasciare impressionato piacevolmente il lettore.

        Tuttavia mi sento di consigliare questo libro agli appassionati del genere "guerra", perchè troppo impregnato e legato alle vicende storiche narrate per interessare un più etereogeneo pubblico.

        Una prova minore dell'autore rispetto ai primi due scritti, che probabilmente appassionerà soltanto gli amanti del genere.


        Voto: 4/5
         

          lunedì 15 dicembre 2008

          I cavalieri medievali - La vita, le armi, i tornei, le tecniche di combattimento - Christopher Gravett


           

          I Contenuti

          La vita, le armi, i tornei, le tecniche di combattimento.


          La Recensione

          Libretto di poche e molte di queste di solo illustrazioni, per una panoramica sui cavalieri medievali, di certo non un'opera di grande ricerca e serità, ma un leggero compendio che da un'infarinatura sull'argomento. Belle le illustrazioni, un po' meno i testi.

          Non eccelso, ma neanche da buttare.


          Voto: 3/5

            lunedì 8 dicembre 2008

            Il ritorno delle furie - Richard K. Morgan (Takeshi Kovacs #3)


             

            I Contenuti

            Da tempo immemorabile, Harlan's World - un pianeta ricoperto dagli oceani e con soltanto II cinque per cento di terra abitabile - è dominato da un'unica famiglia: gli Harlan, appunto. È questo il luogo in cui è nato Takeshi Kovacs e in cui l'ex mercenario è tornato. Ma New Hakkaido, la fredda, insensibile e labirintica capitale, è un posto molto pericoloso, soprattutto per Takeshi, che prima di diventare un soldato era un elemento di spicco nelle gang locali. Così, in un ambiente in cui si aggirano criminali e cacciatori di teste, predicatori religiosi e politici senza scrupoli, Takeshi affonderà in un vortice di intrighi e violenza, e dovrà confrontarsi con un nemico inaspettato: in una società che ha sconfitto la morte - la coscienza può essere digitalizzata e trasferita in un altro corpo -, Takeshi dovrà affrontare una versione di se stesso molto più giovane, forte e determinata. Una cosa soltanto è sicura: uno dei due Takeshi Kovacs deve morire...


            La Recensione

            I primi due libri con il protagonista "Tak" Kovacs li ho divorati, ed ho aspettato la traduzione di quest'ultimo con ansia crescente.

            Smania che è andata purtroppo scemando durante la lettura. Ho trovato questo libro troppo infarcito di analisi politiche sul contesto del mondo della storia (contrapposizione tra le Grandi Famiglie e il Quellismo) a discapito della "detective-story" del primo libro e dell'"action-story" del secondo.

            Insomma secondo me si è rilegato un po' troppo il personaggio in un contesto sociologico che sarebbe stato meglio affrontare in maniera più bassa per lasciare più spazio all'azione. In fondo stiamo leggendo un libro di fantascienza, non di sociologia e l'autore nei due precedenti infatti era riuscito a creare quel mix detto in precedenza che era perfetto.

            Questo è l'unico appunto che mi sento di fare a questa storia, in quanto comunque l'ambientazione è fantastica come sempre, come anche tutti gli altri personaggi del libro.

            Insomma non mi sento di andare oltre le tre stelline, in attesa (credo lunga in quanto l'autore si è dato al fantasy) di un quarto episodio.

            Per gli amanti della fantascienza.


            Voto: 3/5