martedì 20 gennaio 2009

I fiori blu - Raymond Queneau


 

I Contenuti

Un personaggio, il Duca d'Auge, che attraversa l'intero evo moderno, ricomparendo nel romanzo ogni 175 anni; un altro, Cidrolin, che negli anni Sessanta del XX secolo vive nella più totale inattività su un barcone ancorato nei pressi di Parigi; e poi due cavalli parlanti, Sten e Stef, e campeggiatori che si esprimono invece in una lingua inesistente, e alchimisti, e abati che studiano graffiti preistorici... Alla sua quinta comparsa, il Duca s'imbatte proprio in Cidrolin, e lo strano sodalizio che si crea fra i due li indurrà infine a salpare in una sorta di nuovo diluvio universale, alla fine del quale il barcone andrà ad arenarsi sulla cima di una torre.
Romanzo sul sogno, e fatto di sogni, I fiori blu spiazza continuamente il lettore con una fantasmagorica girandola di situazioni improbabili e irrelate, che trascorrono l'una nell'altra come in un grande caleidoscopio onirico, sostenute da una scrittura freschissima e scattante - perfettamente resa dalla splendida traduzione di Italo Calvino - che fa largo uso di giochi di parole.



La Recensione

Ed è solo l'Inconscio che ha preso coscienza di se stesso attraverso i sogni che può sbloccare la barca e guidarla attraverso il recupero dell'innocenza... questa tra le tante è l'intepretazione finale al libro che più ho trovato appropriata tra le molteplici che sono state date a questo scritto surreale che vanta la traduzione di Italo Calvino, un lavoro impervio ma appassionante, come da lui stesso dichiarato, che è riuscito a trasporre non solo tutti i giochi di parole e i molteplici sottintesi presenti, ma a dargli quell'esatta malinconia, comicità e surrealismo voluto dall'autore.

Anche il titolo che compare solo un paio di volte all'interno del libro, ma che riesce a spiegare così propriamente ciò che racchiude ossia il romanticismo, l'idealismo e la purezza perduta è una chicca da gustare a lettura finita.

Un piccolo grande capolavoro, che si legge in poco tempo ma che consente al lettore attento di rileggere intere frasi o capoversi per entrare meglio nei mille significati ed interpretazioni che si possono dare alle vicende narrate. Bellissimi tutti i personaggi a partire dai due cavalli parlanti, per finire con lo stesso Duca d'Auge. Qualsiasi interpretazione gli si voglia dare, rimangono indubbiamente dei capolavori di scrittura sperimentale.

Per citare solo un paio, ma ce ne sarebbero tantissime, due passaggi geniali di scrittura: quelli dei giocatori del Totip (gioco che consiste nel puntare sulle corse dei cavalli, una variante del Totocalcio, ndr), che il Duca vede come moderni alchimisti, per il fatto di cercare di trasformare i cavalli in oro; oppure quella della figura del Passante, che si sente interpellato e in dovere di rispondere ad ogni qualsiasi discussione fatta fra sè e sè dal protagonista.

Insomma un libro che contiene molti spazi di lettura e molte interpretazioni, ma che diverte, stupisce e conquista ad ogni pagina.

Consigliatissimo.


Voto: 4/5
 

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