giovedì 22 gennaio 2009

Le benevole - Jonathan Littell


 

I Contenuti

Nato in Alsazia da padre tedesco e madre francese, Maximilien Aue dirige sotto falso nome una fabbrica di merletti nel nord della Francia. Svolge bene il suo lavoro, è un uomo preciso ed efficiente. Preciso ed efficiente, del resto, lo era stato anche negli anni del nazismo, quando, fra il 1937 e il 1945, aveva fatto carriera nelle SS in Germania. Pur essendo un nazionalsocialista convinto, il giovane e brillante giurista era entrato per caso nel corpo, punta di diamante del Reich hitleriano: fermato dalla polizia dopo un incontro omosessuale, aveva accettato di arruolarsi per evitare la denuncia, grazie anche all'intercessione di Thomas Hauser, un giovane ufficiale che in seguito sarà sempre al suo fianco nei momenti decisivi. Nel 1941 Max è sul fronte orientale, dove nell'ambito delle Einsatzgruppen dà il suo contributo al genocidio di ebrei, zingari e comunisti. Trasferito nel Caucaso e poi nella Stalingrado accerchiata dall'Armata rossa, sopravvive miracolosamente a una grave ferita alla testa. Durante la convalescenza ristabilisce per la prima volta dopo molti anni i contatti con la madre che vive in Costa Azzurra con il secondo marito, un uomo d'affari francese.


La Recensione

Un libro difficile. Ricco. Angosciante. Scorrevole. Esasperante. Perverso. Visionante. Puro. Sconvolgente.

Una storia coronata da una moltitudine di consensi che ha vinto innumerevoli premi e che è diventato un caso editoriale in tutti i paesi in cui è uscito. Littell propone un romanzo complicato e dalle mille sfaccettature, amalgamando storia e fantasia.

Un passaggio perverso che dalla fine ti porta all'inizio e viceversa, sotto la guida delle "Benevole" mitiche Eumenidi, cantate da Eschilo nell’Orestea che proteggono il personaggio principale, Maximilien Aue, uno dei più complessi che fosse mai uscito dalle pagine di un libro per entrarmi dentro e farmi soffocare dalla sua complessità, dalla sua malvagità, dalla sua cultura, dalle sue sfaccettature cangianti.

Gemello incestuoso, omosessuale, probabilmente matricida, preciso ed efficiente, politicamente convinto anche se non del tutto, persona di grande cultura: filosofo, amante della musica, letterato. Opera e vive
durante la Seconda Guerra mondiale in piena Shoah, in un clima distorto di allucinata criminalità, dove tutto è lecito e dove non pagherà nessuna delle sue colpe, riuscendo a far cadere nelle pieghe della storia ogni suo delitto. Narra dalla Francia dove dirige con successo una fabbrica di merletti e ripensa al suo passato di ufficiale delle SS nel periodo che parte dal 1937 al 1945.

Un'anima oscura, perversa, narcotizzata fino all'inumanità.

E la parte più dura per l'anima nella lettura arriva dall'incessante domanda che l'autore pone: "se tu lettore ti fossi trovato al mio posto, cosa avresti fatto?". Io sono sicuramente colpevole, ma se fossi stato al mio posto, in quel contesto, cosa avresti veramente fatto? Ti saresti comportato diversamente?

Un libro che ti lascia senza fiato, devo dire che il finale mi ha sconvolto come non mi succedeva da tempo e mi ha annichilito per la sua incredibile svolta. Un dramma a pagine aperte che vi colerà dentro piano piano, vi sommergerà fin quasi a farvi dubitare delle cose come sempre le avete pensate.

Non fatevi scoraggiare dai gradi tedeschi e da tutti i dipartimenti e gli acronimi di guerra, dallo spessore documentaristico eccelso, fidatevi andate avanti anche se diventerà arduo portarlo a termine perchè questo libro merita di essere letto.

Una libro che come dice l'autore "rischia di essere un po' lungo, in fondo sono successe tante cose, ma se per caso non andate troppo di fretta, con un po' di fortuna troverete il tempo. E poi vi riguarda: vedrete che vi riguarda."

Un capolavoro assoluto.


Voto: 5/5
 

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