venerdì 16 ottobre 2009

I sussurri della morte - Simon Beckett (David Hunter #3)


 

I Contenuti

All'interno del bungalow, la vittima giace nuda, supina su un tavolo, legata mani e piedi, con evidenti ferite d'arma da taglio, inferte quando, forse, era ancora in vita. La temperatura all'interno dell'edificio supera i 43 gradi. Una sedia davanti al corpo fa pensare che l'assassino abbia assistito allo spettacolo degli ultimi attimi di vita della vittima. Ma un particolare risulta incoerente: l'avanzato stato di decomposizione del corpo induce a pensare che il decesso sia avvenuto da almeno 6 giorni. Eppure il bungalow risulta affittato solo da 4 giorni. Le uniche impronte sulla scena, inoltre, risalgono a un certo Dexter, morto sei mesi prima. Almeno così registra l'anagrafe. È chiaro che l'assassino non solo è molto astuto e non lascia tracce; non solo è molto cattivo; è anche, scientificamente, molto preparato. Dopo La chimica della morte e Scritto nelle ossa, continua la saga di David Hunter. Stavolta lo scenario è la Body Farm di Knoxville, nel Tennessee, l'unico laboratorio al mondo dove si utilizzano autentici cadaveri umani per studiarne il processo di decomposizione all'aperto. E stavolta Hunter conduce l'indagine con il suo maestro, Tom Lieberman. Insieme affrontano una nuova, sconcertante avventura nel regno del male e della scienza.


La Recensione

Questa opera terza di questo nuovo autore che ci porta all'interno di storie thriller attraverso gli occhi del protagonista David Hunter, antropologo forense (che si occupa di risalire attraverso l'analisi dei cadaveri vittime di omicidi, all'omicida stesso) mi è parsa sottotono rispetto ai due folgoranti libri precedenti, di cui soprattutto ho apprezzato il secondo.

Spero sia solo un intermezzo e non un calare di cui soffrono molti autori dopo le prime prove. Come nei precedenti anche in questa storia troviamo dei degni colpi di scena che si avvicendano nel dipanarsi della trama, ma manca quel qualcosa che ha reso davvero avvincenti gli altri libri. Insomma come se fosse una prova intermedia per qualcosa di più grande che deve ancora avvenire.

Ho trovato anche molto più convincenti e da atmosfera gli scenari inglesi che questi americani, forse più adatti al personaggio e alle storie stesse. Una prova che delude un poco anche se la scrittura rimane sempre bella e scorrevole, anche i personaggi di contorno sono come sempre ben delineati e caratterizzati.

Credo che le due stelle siano un apprezzamento più che adeguato a questo romanzo, che non si capisce bene se è un'opera intermedia venuta non troppo bene o se è l'inizio di un declino.

Speriamo nella prossima avventura di David Hunter.


Voto: 2/5
 

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