giovedì 22 ottobre 2009

L'ultima equazione - Mark Alpert


 

I Contenuti

David Swift, docente di storia della scienza alla Columbia University, viene chiamato d’urgenza al St. Luke’s Hospital di New York: Hans Kleinman, il suo vecchio professore di fisica, è stato aggredito e torturato da uno sconosciuto e adesso è in bilico tra la vita e la morte. L’uomo che David trova è ben diverso da quello che, cinquant’anni prima, era considerato uno dei più brillanti assistenti di Albert Einstein e che poi era diventato uno scienziato ammirato da tutti. Kleinman è in stato confusionale e ripete in maniera ossessiva due termini tedeschi – Einheitliche Feldtheorie – e una serie di cifre. David intuisce quale significato dare a quelle parole: il professore si sta riferendo alla «teoria unitaria dei campi», quella che spiegherebbe tutte le forze della natura, dalla gravità all’elettricità alla potenza nucleare. E sa pure che Einstein ha dedicato gran parte della vita a formularla, ma senza riuscirci. O forse no?

La Recensione

Da quando ho la mia biblioteca su Goodreads e da quando scrivo le recensioni nel mio blog, nel mentre che leggo un libro penso sempre a come verrà la recensione che ne scriverò, trovo molto utili quelle degli altri e voglio che anche le mie possono essere d'aiuto per chi cerca di farsi un'idea del libro in oggetto.

Con questo mi trovo in grande imbarazzo perchè veramente non mi viene in mente nulla da dire se non che: questo libro è orribile. Proprio è inutile che mi metto in qualsiasi modo a descrivere qualche personaggio, la storia... non ci riesco proprio, figuriamoci ad esaltarlo ma neanche a difenderlo.

L'autore è un giornalista divulgatore scientifico, ma diamine amico mio perchè non continui a fare quello che fai? Voglio dire non ho letto niente di tuo, ma posso immaginare che qualsiasi articolo scientifico tu abbia scritto sia migliore di questo collage di schifezze. Ascoltami bene ti prego, non è che devi per forza scrivere un thriller per esporre ai più delle teorie scientifiche affascinanti, magari avrai meno pubblico, una cerchia più ristretta che acquista solo saggi scientifici, ma se scrivi queste nefandezze secondo me perdi gli uni e gli altri.

Per amore degli scrittori, lascia perdere i thriller, ok?



Voto: 1/5
 

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