domenica 27 dicembre 2009

Il paradiso degli orchi - Daniel Pennac (Malaussène #1)


 

I Contenuti

Un eroe, Malaussène, che come lavoro fa il "capro espiatorio". Una famiglia disneyana, senza mamme e babbi, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una "zia" maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una "zia" femmina super-sexy, ritratto irresistibile del giornalismo alla Actuel, una misteriosa guardia notturna serba e un cane epilettico. Questa esilarante banda di personaggi indaga su una serie di oscuri attentati, sull'orrore nascosto nel Tempio del benessere, un Grande Magazzino dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima.
Un'altalena tra divertimento e suspence, tra una Parigi da Misteri di Sue e una Parigi post-moderna dove proliferano i piccoli e grandi "orchi" che qualcuno crede estinti.
Degli orchi si può ridere o si può tremare. Uno scrittore d'invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarli con l'arma che lui stesso così definisce nel libro: "l'umorismo, irriducibile espressione dell'etica".

 

La Recensione

Non ho mai avuto feeling con gli autori francesi. Sicuramente è una mia mancanza, un mio limite, un muro che non riesco a superare. Confesso che ho capito poco di questo libro e ammetto senza vergogna che non mi sono sforzato più che tanto, in quanto questo scritto mi ha annoiato dalla prima pagina all'ultima. Non ne ho capito il senso, non ho capito questo sforzo di "bel stile" applicato ad una storia... poliziesca... thriller... gialla? Mah. Personalmente non ho capito molto di questi personaggi fuori dalle righe "per forza" dal primo all'ultimo; se nel libro, per esempio, "Cent'anni di solitudine" ho amato tali iperbole di stranezze, qui mi hanno reso antipatica la lettura, che a sprazzi molto radi, mi ha fatto, lo ammetto, sorridere. Ma era come il sole d'inverno, esce poco e scalda ancora meno. Ma infine non ho certo rimpianto la chiusura della quarta di copertina. A me sembra che il sole continui a sorgere e a tramontare intorno alla Francia solo nella mente degli scrittori francesi, insomma i tempi di Luigi XIV sono finiti da un pezzo. O forse sono io a partire prevenuto, ciò non toglie che a volte insisto e infatti ho aperto da poco "L'eleganza del riccio" e mi sto odiando perchè mi si stanno rivoltando i neuoroni adibiti alla lettura, ancora una volta. Ma prima o poi... non si sa mai... Scusate se in questa recensione non ho praticamente analizzato personaggi, storia, ambientazione ed ho espresso esclusivamente i miei pensieri, ma proprio non ce l'ho fatta ad analizzare un libro che mi ha annoiato in maniera così totale.


Voto:  2/5
 

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