martedì 22 settembre 2009

Fuga di mezzanotte - Billy Hayes, William Hoffer


 

I Contenuti

Una breve vacanza si trasforma in un incubo quando, all'aeroporto di Istanbul,il giovane americano Billy Hayes viene beccato con due chili di hashishincollati al corpo. Il console statunitense interviene immediatamente epresto anche i genitori di Billy arrivano nella capitale turca percercare di aiutare il figlio. Tutto è inutile: il governo turco vuolemandare un segnale forte contro gli spacciatori di droga e Billy vienecondannato all'ergastolo. Basato su una storia vera, "Fuga di mezzanotte"è il libro da cui è stato tratto l'omonimo film di Alan Parker.


La Recensione

Ho sempre adorato il film "Fuga di Mezzanotte", è uno dei miei film preferiti, quelli che riguardo ogni tanto per rispolverare i ricordi che ne ho. Non per niente ha vinto due Oscar e tra le varie firme si può leggere Oliver Stone, insomma non stiamo parlando dell'ultimo "Vacanze di Natale".

Quest'estate ero in Svizzera, gironzolavo tra le bancarelle di Lugano e da lontano ho visto la copertina di questo libro, non sapevo neanche che prima del film ci fu il libro, potevo immaginarlo certamente, ma ci sono delle cose che dai per scontato e basta. Ammetto che ho tenuto da parte questo libro per un po' perchè avevo una paura folle che mi offuscasse uno dei miei film preferiti. Ma come ormai è regola poteva essere il libro inferiore al film? Certo che no, perchè se il film è maraviglioso, il libro è stupendo e ci sono voluti solo due giorni per leggerlo.

Siamo ai livelli di Papillon; anche questo è una storia vera: William Hayes, uno studente americano, cercò di contrabbandare hashish fuori dalla Turchia nel 1970. Condannato a quattro anni e 2 mesi prima e all'ergastolo poi, nel durissimo carcere di Sagmacilar, riuscì a scappare nel 1975 in Grecia per poi fare ritorno a casa.

Una storia incredibile, il libro trasuda di amicizia, disperazione, luridume, pazzia, torture, giovinezza, oppressione e voglia, tanta voglia di libertà, di quanto a volte diamo per scontato il sole che ci batte sulla testa, del fatto che possiamo prendere la porta di casa e cominciare a camminare senza fermarci, senza trovarci di fronte ad un muro dopo pochi passi. E' la storia di uomini imprigionati che sono costretti a sopravvivere nonostante tutte le angherie, le privazioni, le torture e il sistema legale della Turchia negli anni settanta.

Questo è un libro che ti colpisce duro e tu sei lì che ad un certo punto gridi "dai Billy, non mollare, il confine è lì, dai ancora un poco e ce la fai...". Storie di vite vissute al limite estremo della sopportazione, parole e pagine che ti entrano dentro e cominciano a sedimentare, ti danno consapevolezza, perchè sai che è vero quello che stai leggendo, quasi non ci credi, ma lo sai che è vero.

Memorabili, certi libri sono davvero così, senza ma e senza se.


Voto: 5/5
 

    sabato 19 settembre 2009

    Scritto nelle ossa - Simon Beckett (David Hunter #2)


     

    I Contenuti

    Anche i morti raccontano storie... David Hunter arriva nella minuscola isola di Runa per valutare se i resti inceneriti di un cadavere siano frutto di un casuale incendio, un fenomeno paranormale di autocombustione - come la piccola comunità già inizia a vociferare - o l'esito di un orrendo delitto. Hunter, grazie alla competenza scientifica di cui dispone, non ha dubbi: si tratta di un omicidio e col fuoco se ne volevano solo mascherare le tracce. Il caso viene così ufficialmente affidato all'ispettore in pensione Brody, che ha trovato il cadavere; ma le indagini della polizia non risolvono nulla e si rivelano più macchinose del previsto: una serie di incidenti apparentemente casuali rallenta le ricerche e, via via, la serie di potenziali testimoni viene eliminata con efferatezza e un gusto macabro e lucidissimo per la violenza. Hunter, esaminando i resti della prima vittima, scopre che appartengono a una prostituta, Janice Donaldson, che ha avuto relazioni con la figlia di un miliardario che controlla l'isola. Fra traffici sporchi, sesso, droga, scienza forense, la curiosità spingerà Hunter nel cuore del mistero. A rischio della vita.


    La Recensione

    Secondo appuntamento con il Dottor Hunter, quanto mai gradito in un genere, il thriller, dove molto è stato scritto e ormai ci si riesce raramente a "stupirsi".

    Con questo secondo libro di Beckett invece riusciamo ad avere ancora quei colpi di scena caratteristici più di un giallo che di un thriller, ma che abbinati sapientemente con una buona storia, una bellissima ambientazione (un isola delle Ebridi esterne in Gran Bretagana) e degli ottimi personaggi, il tutto miscelato con delle scene da thriller di ottima efficacia, rendono davvero meravigliosa la lettura di questo libro.

    Ricordo per chi si fosse perso il primo (La chimica della morte, ndr) che il protagonista principale è il dottor David Hunter, antropologo forense, disciplina che analizza le prove sui cadaveri da omicidio e tenta di dare un volto agli assassini tramite le prove raccolte dagli stessi.

    Sorprendono e divertono molto i vari colpi di scena finali, che lasciano un ottimo retrogusto al lettore, invogliando sicuramente l'acquisto del terzo della serie.


    Voto: 3/5
     

      martedì 8 settembre 2009

      L'ala del drago - Margaret Weis, Tracy Hickman (The Death Gate Cycle #1)


       

      I Contenuti

      Sono ormai passati diversi millenni da quando i potenti esseri primordiali plasmarono i misteriosi quattro segni del mondo: acqua, fuoco, cielo e pietra, e gli uomini che vivono in ognuno di essi si sono ridotti a conoscere solo il proprio, ignorando tutti gli altri. Ad Arianus, il regno dell'aria, gli uomini sono costretti a combattere per difendere le proprie riserve d'acqua dagli elfi e dagli gnomi. Nel corso di questa guerra si muovono strani personaggi, come lo spietato assassino Hugh Manolesta, un astuto mercenario pronto a servire qualsiasi padrone e ad eseguiure qualsiasi incarico. Questa volta però la vittima designata è il figlio di un re e Hugh, per eseguire la sua micidiale missione, sarà costretto a varcare tutti i confini conosciuti dal suo popolo e a penetrare in nuovi misteriosi universi…


      La Recensione

      Il mondo è bello, soprattutto quello abitato dai lettori,  perchè si possono trovare pareri talmente contrastanti sullo stesso libro che molte volte ci si domanda se si è letta la stessa opera.

      Quasi tutti i lettori e fans dell'accoppiata Weis-Hickman, trovano il ciclo di DeathGate migliore di quello di Dragonlance; per me non è così, Dragonlance rimmarrà sempre al di sopra di tutto, soprattutto dopo aver letto questo primo capitolo di DeathGate. Sarà perchè letta (Dragonlance) durante l'adolescenza dove gli occhi e la mente sono più aperti verso il fantastico, sarà per i personaggi che non mi sono mai usciti dalla mente (Raistlin su tutti), questo DG non mi sembra affatto migliore di DL.

      Fatto è che credo interromperò la lettura dei sette libri che compongono la saga a partire da questo. Non mi ha preso, non mi ha coinvolto e sebbene i mondi e i personaggi creati non possono essere certo considerati manchevoli di nulla, quel "pathos" che serve per affrontare una lunga saga fantasy non mi è salito. Incredibilmente per me oltretutto, la lettura mi è costata quasi due mesi di tempo, considerando che sono sulla media di quattro libri al mese mi viene da domandarmi quanto ciò sia imputabile al libro stesso e dunque ad un impaltamento cerebrale o alle lunghe giornate estive passate all'aperto.

      Passo volentieri la palla agli estimatori di DeathGate, io mi tengo DragonLance per tutta la vita, senza per questo declassare due dei miei autori fantasy preferiti!


      Voto: 1/5