domenica 13 giugno 2010

City - Alessandro Baricco


 

I Contenuti

Questo libro è costruito come una città, come l'idea di una città. Mi piaceva che il titolo lo dicesse. Adesso lo dice. Le storie sono quartieri, i personaggi sono strade. Il resto è tempo che passa, voglia di vagabondare e bisogno di guardare. Ci ho viaggiato per tre anni, in "City". Il lettore, se vorrà, potrà rifare la mia strada. È il bello, e il difficile, di tutti i libri: si può viaggiare nel viaggio di un altro? Quanto ai personaggi - alle strade - c'è un po' di tutto. Ci sono uno che è un gigante, uno che è muto, un barbiere che il giovedì taglia i capelli gratis, un generale dell'esercito, molti professori, gente che gioca a pallone, un bambino nero che tira a canestro e ci becca sempre. Gente così.

La Recensione

Decisamente sotto i precedenti da me letti. Forse tra tutti quello che mi è piaciuto meno. Di certo non potrei consigliare ad un neofita di Baricco di iniziare da questo, probabilmente troverebbe faticoso avvicinarsi agli altri suoi libri. Non che ci sia una vera ragione, è che in molti punti il libro non si è fatto leggere come succedeva con "Castelli di Rabbia" od "Oceano Mare", solo per citarne due come esempio. La scrittura è sempre ricca, i personaggi sono meravigliosi e come sempre c'è quell'amaro edulcorato che contraddistingue i libri dell'autore... ma non saprei, ecco in alcuni punti mi succedeva di accelerare l'occhio sulle righe, come a voler saltare paragrafi. Questo non è un buon sintomo, quando si legge. Forse però perché sono partito con grandi attese perché mi accingevo a leggere uno dei miei autori preferiti e non ho trovato in quest’opera quello che mi aspettavo e la storia non è riuscita a trasportarmi fino in fondo negli intrecci delle storie (forse troppe?) raccontate in City. Un calderone che è troppo ribollente, ridondante, soffocante, stordente, troppa, troppa, troppa carne al fuoco. Qualche pezzo è rimasto crudo, indigesto. Siamo ai soliti esercizi letterari questo sì, ad alcuni disturbano e criticano l’autore per questo, a me piacciono, mi piace ogni tanto leggere chi riesce con il suo genio ad inanellare idee e pensieri stupendi e scriverli con uno stile aulico, mi piace seguire tali pensieri e vedere dove vanno a parare. Ripeto, forse qui ce ne sono troppi slegati uno dall’altro. Forse è solo che a me le “City” non piacciono.


Voto: 2/5
 

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