lunedì 25 ottobre 2010

La regola Machiavelli - Allan Folsom


 

I Contenuti

Sulle tracce degli assassini del suo primo amore, l'ex commissario dell'unità anticrimine della polizia di Los Angeles Nicholas Marten arriva a Washington, dove la famiglia di un chiacchierato membro del Congresso è stata massacrata dopo che quest'ultimo ha scoperto un massiccio programma di sviluppo di armi batteriologiche. Il presidente degli Stati Uniti John Henry Harris, in partenza per l'Europa per una serie di incontri bilaterali con i capi di Stato di altri paesi membri della NATO, rischia di fare la stessa fine per mano di una società segreta se si rifiuta di eseguire l'ordine di assassinare il presidente francese e il cancelliere tedesco. Temendo per la sua vita, non potendo contare su nessuno, Harris unisce le sue forze a quelle di Nicholas Marten e della bella ed enigmatica fotoreporter francese Demi Picard. Insieme dovranno affrontare una spietata organizzazione segreta, i cui membri sono pronti a tutto, dagli omicidi politici agli attacchi con armi di distruzioni di massa contro i civili, pur di realizzare il loro progetto di dominio assoluto. 

La Recensione

Anche uno dei miei autori di thriller fantyapolitico preferito non supera la prova del terzo/quarto libro, dove casca pesantemente nelle idee, anche se si salva per quanto riguarda la scrittura e la velocità della narrazione.
Come molti autori di questo genere, una branchia del thriller, dove il grande complotto oscuro la fa da padrone (solitamente unico personaggio con comprimari che si accorge/viene a conoscenza/viene travolto in un complotto a livello mondiale che vuole sopprimere l'ordine delle cose), al primo libro ti prende e anche tanto, il secondo non vedi l'ora che esce per leggerlo e il terzo lascia un po' il segno, al quarto ti rimane solo un po' di mal di pancia.
All'autore si rimproverava di non essere affatto prolifico, mi sembra che abbia fatto passare qualcosa come cinque/sei anni tra il primo e il secondo e un tre dal terzo, un paio per l'ultimo; ecco caro Follsom, forse è meglio che chi ci metti cinque anni a scriverne uno, piuttosto che mettercene due e partorire carta per avvolgere il pesce.
Il tutto mi è sembrato un po' troppo stiracchiato e veramente poco credibile in molte parti, dove solitamente ci sapevi fare, mi coinvolgevi, mi facevi divorare le pagine con la tua scrittura adrenalinica e anche se tutto era incredibilmente troppo sopra le righe come un film di Mission Impossible ci credevi perchè era bello crederci e mi entusiasmavi, adesso mi hai fatto venire solo un gran sbadiglio.
E poi la "sceneggiata" del tempio con tanto di monaci incapucciati, di lingua sconosciuta e rituali misteriosi... e dai su... è vecchio prima ancora di averlo scritto.
Ho in libreria il tuo quarto libro, comperato sulla scia dell'entusiasmo del primo e del secondo e prima della lettura di questa Machiavellonica Vaccata, attento a te adesso mi faccio passare il mal di pancia ma ti aspetto al varco.



Voto: 2/5
 

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