sabato 2 ottobre 2010

La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano


 

I Contenuti

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

La Recensione

Il libro si presenta compatto, di una lunghezza di circa 30 cm e con un'altezza di circa 5 cm. (ci si scusa per l'approsimazione); presenta una sovracoperta di carta plastificata raffigurante un'immagine di donna all'interno di un fitto boscame. Se andiamo a togliere la copertina possimano notare che la parte sottostante è rigida e verde con stampigliato a lato il titolo del libro.
Possiamo altresì notare che le pagine sono di carta e numerate, l'inchiostro di stampa è nero, se andiamo a considerare l'olfatto possiamo ben constatare che odora di libro. Purtroppo non ci è dato sapere quali e quanti alberi sono stati impiegati nella sua rilegatura, così quali macchine sono state adoperate per l'assemblamento dello stesso, possiamo però scoprire il luogo dove è stato stampato, particolare che tralasciamo in quanto poco rilevante. Così come le persone impiegate in tale sforzo.
Possiamo notare che facendolo cadere risponde perfettamente alla forza di gravità e facendo vari test da varie altezze possiamo evincere che non cade sempre dalla stessa parte.
Gli usi che si possono fare di tale volume sono molteplici, è utile come spessore per sedie e tavoli sbilenchi, può essere usato (ma solo una volta) come "starter" da camino, altresì possiamo usarlo (con uso limitato dal numero della pagine) come carta da vario utilizzo: da culo, assorbente, per vari tipi di pulizie (consigliata quella per lavare i vetri grazie al petrolio che svolge egregiamente tale funzione), come striscioline per arrotolare sigarette (per chi fuma), come coriandolini per carnevale o similari feste (si si ha pazienza e manualità).
Rimane completamente incomprensibile comunque come tale oggetto che ha così tante funzioni come da sopra esposto posso essere nato come strumento da lettura, tale uso non solo è sconsigliato ma effetivamente completamente inutile.
Possiamo anche notare come tale compendio di sfiga planetaria, potrebbe rendere persino Murphy un ottimista, alterare in varie forme e stadi le persone che dovessero incautamente venirne a contatto e renderlo così altamente nocivo in forma di lettura.
Se ne raccomanda pertanto l'uso come consigliato sopra e Mai come forma/strumento di lettura. Altamente Nocivo.



Voto:  1/5
 

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