giovedì 23 dicembre 2010

Bambini nel tempo - Ian McEwan


 

I Contenuti

Sulla vita tranquilla e felice di Stephen Lewis, affermato scrittore di libri per ragazzi, si abbatte un'improvvisa tragedia: mentre è con lui al supermercato, la figlioletta Kate, di tre anni, scompare (forse rapita, forse fuggita, forse svanita in una smagliatura temporale), per non ricomparire mai più. Il trauma è ovviamente terribile per lo scrittore e per la moglie Julie: si separano, prendono a inseguire nella loro solitudine chimere spirituali e bilanci fantasmatici delle loro esistenze, si riducono in uno stato di pura sopravvivenza, finché - proprio quando il dramma dovrebbe assumere tinte più fosche che mai -la vicenda si scioglie in un inopinato lieto fine.
Bambini nel tempo, uscito nel 1987, è certamente il romanzo più complesso e più profondamente simbolico di un autore che, nonostante sia poco più che cinquantenne, si è già abbondantemente segnalato come una delle voci più importanti della narrativa europea contemporanea: all'indagine commossa e sottilissima sui sentimenti e sulla difficile elaborazione di un lutto estremamente grave, si affianca e si intreccia infatti un impietoso affresco dell'Inghilterra post-thatcheriana, insieme a un'acuminata riflessione sul tempo, sul suo illusorio fluire, sugli ingorghi che si possono determinare fra passato, presente e futuro.
Ed è straordinaria la capacità della scrittura di tenere insieme istanze tanto diverse e contrastanti, riconducendole a un grumo indivisibile di disperazione e umorismo, rassegnazione e rabbia, pianto e ironia, speranza e depressione: un grumo che in definitiva rassomiglia terribilmente alla vita di ognuno di noi.



La Recensione

Le valutazioni di questo libro sono molto alte, anche le recensioni presenti sono entusiastiche per lo più. Io non ho trovato tutta questa bellezza in questo libro, che diciamolo subito e chiaramente, è scritto in maniera perfetta: la narrazione è esteticamente di altissimo livello, una scrittura forte e stilisticamente nulla da eccepire. Magnifico.
Solo che a volte è lento, a volte fuori dal contesto della storia, le divagazioni politiche del luogo e del momento poi sono a tratti insopportabili appunto perché messe ma non legate alla storia; l’idea, anche se non è al massimo dell’originalità (la sparizione di una bambina all’interno di un supermercato) è buona, i protagonisti sono portati al lettore in maniera divina e raffinata, a tratti poetica.
Però il libro si perde troppe volte, diventa noioso quando si discosta dall’idea principale e lo fa precipitare e risollevare di continuo stancando il lettore che vuole vedere come va a finire senza ulteriori indugi.
Decisamente si poteva fare meglio avendo a disposizione una scrittura così potente e un’idea che anche se non originalissima, molto buona.



Voto: 2/5
 

    Nessun commento:

    Posta un commento