sabato 29 gennaio 2011

Il terzo Reich - Roberto Bolaño


 

I Contenuti

Appena mette piede, in compagnia della fidanzata, nella sua stanza d'albergo sulla Costa Brava, il giovane Udo Berger ottiene, dopo molte insistenze, che gli venga portato un grande tavolo, sul quale piazza il war game di cui è campione assoluto e di cui intende elaborare nuove e più audaci strategie: Il Terzo Reich. L'atmosfera è delle più beatamente, ottusamente balneari. Eppure, quasi subito, sentiamo che non tutto è luce, e che nell'ombra sono in agguato fantasmi inquietanti. Né ci vorrà molto perché la liscia superficie della routine vacanziera si incrini: e dalle fenditure vedremo apparire qualcosa in cui non potremo che riconoscere il Male. A mano a mano che l'estate si spegnerà, l'albergo, svuotandosi, assomiglierà pericolosamente a quello di Shining - mentre noi, insieme a Udo (sempre più ossessionato dal suo gioco, e risoluto a trovare il modo di portare alla vittoria l'esercito tedesco nella seconda guerra mondiale), cominceremo a interrogarci sugli eventi ominosi a cui andiamo assistendo: a chiederci, per esempio, a che cosa miri davvero Frau Else, l'affascinante ed enigmatica proprietaria dell'albergo; e perché il Bruciato, l'uomo dal corpo e il volto coperti di cicatrici ripugnanti che vive sulla spiaggia, abbia ingaggiato contro Udo una lunghissima partita di Terzo Reich, più simile a un duello o a una resa dei conti - e che potrebbe anche concludersi nel sangue; e soprattutto per quali tortuose vie quel che avviene nel gioco influenzi gli avvenimenti del mondo reale?
 

La Recensione

Si sa che quando uno inizia l'anno nuovo, mette già in conto che qualche libro insulso lo dovrà pur incontrare durante la stagione letteraria. Magari non così presto, visto che è appena il quinto libro finito. Certo è che questa storia vola dritto nella mia top ten delle bruttaggini della letteratura.
Dall'inizio la storia intriga, anche se parte un po' lenta, peccato che poi s'impantata sempre di più, senza che succeda più nulla, per poi alla fine tradire anche la promessa iniziale.
Sono stato per tutto il libro a pensare "adesso succederà sicuramente qualcosa, l'autore adesso mi sorprenderà con questo o con quello" e invece non succede un bel niente. Niente di niente, anche il finale, speravo che arrivava un finale a sorpresa, un finale che risollevasse le sorti di tutto e invece il nulla più assoluto.
Ho chiuso il libro e mi sono ritrovato ad aver letto le vacanze di quattro giovani tedeschi, con la puzza sotto il naso, in Spagna, e l'unica cosa interessante, la passione di uno di essi per un gioco strategico, che poteva essere il fulcro di tutto come l'accostamento tra gioco e realtà, si è trasformata nell'essenza della noia.
Il libro è anche scritto bene, molto bene, ma descrive il niente. Trecento e passa pagine di noia assoluta. Il mio più grosso rammarico è aver preso anche "2666", considerato il capolavoro dell'autore. Dopo una simile premessa, chi lo leggerà più?



Voto: 2/5
 

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