mercoledì 4 maggio 2011

Un cantico per Leibowitz - Walter M. Miller Jr.


 

I Contenuti

Una Terra devastata, radioattiva, ripiombata nella barbarie dell’ignoranza. Ma fra travi contorte e case bruciate si eleva il monastero dell’ordine di San Leibowitz, dove viene preservata la scienza. Una cittadella della luce in cui il lettore segue affascinato le vicende lungo un arco di secoli e poi millenni, nella pericolosa odissea per restituire la conoscenza all’uomo. Un vasto affresco futuro e uno degli autentici capolavori letterari della SF in una nuova, indispensabile edizione. 


La Recensione

Noia, noia e ancora noia.
Cercavo della buona fantascienza per alleggerire la mente e mi ritrovo con un polpettone indigesto su quanto sia stupida l’umanità a incappare nei suoi stessi errori.
Ma che sorpresa! Mi basta prendere in mano qualsiasi libro di storia, o aprire la finestra di casa mia.
E non solo, ma è anche bello infarcito di cultura cattolica, di quella del tipo “soffri, perché sarai ricompensato nei cieli”. Con tutto il rispetto ci mancherebbe, ma per questo mi basta prendere in mano i Vangeli o la Bibbia.
Per tutto il libro non succede praticamente nulla, se non l’esaltazione della bravura di questi monaci a conservare stralci di libri scampati alla devastazione di una guerra nucleare, per poi finire con il ripetersi del tutto e i bravi portatori di Cristo che veleggiano su Alpha Centauri a portare la bella novella a tutti. Ma quanto scontata e banale è questa storia?
Forse non negli anni sessanta quando è stato scritto e potrei vederlo bene come lettura scolastica di affiancamento ai classici di crescita, ma questa non è buona fantascienza.
Rivoglio Asimov, solo per dirne Uno, il solo rammarico è quello di aver già letto tutto.



Voto: 1/5
 

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