giovedì 2 giugno 2011

Che la festa cominci - Niccolò Ammaniti


 

I Contenuti

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

Un romanzo spericolato dove Niccolò Ammaniti riunisce tutte le caratteristiche che ne fanno il beniamino di milioni di lettori. Il divertimento più scatenato insieme all'amore incondizionato per personaggi che non lasceremo più, fino all'ultima pagina. L'immaginazione anarchica insieme a una lucidità senza scampo che fruga e rivela ogni nostro più vergognoso segreto

 

La Recensione

Ammaniti scrive bene, inutile stare a pensarci troppo. Anche la fantasia non manca e i suoi libri sembrano non stancare mai il lettore; anche se qui sembra ci siano quel poco che “stroppia”.
Ho amato moltissimo i suoi libri precedenti, anche “Come Dio Comanda”, stroncato dai più, qui l’autore si discosta parecchio dalle opere precedenti per tornare ai suoi primi scritti: le situazioni sono volutamente grottesche, volontariamente eccessive e paradossali. Soprattutto i personaggi, così sopra le righe da sembrare anche troppo reali; devo dire che molti passaggi mi hanno ricordato un autore come Palahniuk.
Venato di comicità, l’inizio è molto accattivante e ti porta veloce al centro della storia, che diventa sempre più grottesca, comica e disperata, a tratti fantascientifica.
una fitta schiera di personaggi vuoti di umanità in maniera disarmante, dove l’apparenza è tutto e i contenuti (dell’anima) sono nulli o sono così grandi da non poter essere contenuti e l’esplosione/implosione è dietro l’angolo.
Alla fine però, persa la novità, diventa un po' ripetitivo e decisamente sarebbero bastate molte pagine in meno.
Surreale alla fine ma sicuramente godibile, anche se gli scritti di Ammaniti migliori sono decisamente altri.



Voto: 3/5
 

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