martedì 22 novembre 2011

Agent 6 - Tom Rob Smith (Leo Demidov #3)





I Contenuti

1965. Leo Demidov, ex agente della polizia segreta, è costretto dal granitico apparato sovietico a restare a Mosca mentre la moglie e le figlie partono per New York in missione diplomatica. Il viaggio finisce in tragedia e Leo chiede di indagare sul terrorista che ha attaccato la sua famiglia. La risposta è di nuovo e sempre una: NIET. Assetato di giustizia e di verità, Leo inizia allora la sua personale ricerca, da Mosca all’America degli anni Sessanta fino all'Afghanistan tormentato dall'invasione russa degli anni Ottanta, in un’odissea che svela i lati nascosti della storia, della politica e, in ultima istanza, della natura umana.


La Recensione

Terzo libro della serie con Leo Demidov protagonista, l'ormai famoso agente della polizia segreta Staliniana protagonista di "Bambino 44" prima e di "Il rapporto segreto", poi. Personaggio che si muove nella Russia Staliniana prima e che con questo romanzo arriverà a coprire un lasso temporale di vent'anni, portandoci direttamente agli anni ottanta.
Il folgorante esordio del primo libro (ancora adesso il più bello e quello che consiglierei caldamente di leggere, potete trovare la mia recensione qui su Gr) e il seguito un po' più appannato rispetto al primo (sempre recensito da me), portano a questo terzo libro, che esce dai soliti schemi narrativi, temporali e di ambientazione: se infatti i primi due libri si svolgevano nella Russia degli quaranta/cinquanta, in un arco temporale breve, qui ci troviamo con un arco temporale di vent'anni, e andremo a toccare non solo la Russia, ma anche gli Stati Uniti e l'Afghanistan.
Forse quello che è il difetto in questa terza opera dell'autore è proprio questo, infatti sembrano esserci due romanzi con due storie staccate all'interno dello stesso libro. Come ogni thriller, o romanzo spionistico che si voglia, storico o meno, dove il protagonista è un agente ci troveremo per forza con un "mistero" da risolvere, un'indagine da seguire, la cattura del cattivo: anche qui infatti partiamo dagli stessi presupposti, solo che a metà del libro, probabilmente per giustificare lo stacco temporale dal primo evento all'ultimo parte questa storia parallela (il protagonista esiliato volontario in Afghanistan) che sembra proprio una storia a se stante, con nuovi personaggi e nuova trama, e il lettore rimane un po' spiazzato perchè decisamente vuole tornare alla risoluzione del primo evento. E invece dovrà aspettare quasi il finale del romanzo.
Decisamente si potevano fare due libri e allungare la vita all'agente Demidov, strana soluzione questa per uno scrittore seriale che usa lo stesso personaggio per i suoi libri, solitamente si cerca di produrre più libri possibili se il personaggio piace.
Per il resto la trama, i personaggi, l'ambientazione è al livello degli altri libri, dunque ottima e anche questa storia ha come punto di forza di volere sempre avere in mano il libro per leggerne qualche pagina, anche se devo ammettere in alcuni punti s'impantana un poco e l'azione va scemando pericolosamente.
Consiglio questo libro a chi ha letto i primi due e si è affezzionato all'agente segreto Demidov, agli altri decisamente consiglio di recuperarsi "Bambino 44" e cominciare da lì.


Voto: 4/5


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