martedì 1 novembre 2011

Gli inganni di Locke Lamora - Scott Lynch (The Gentleman Bastard #1)





I Contenuti


Piccolo di statura, deboluccio e un po' imbranato con la spada, Locke Lamora ha però un grande punto di forza: nessuno lo può battere quanto ad astuzia e abilità truffaldina. E benché sia vero che ruba ai ricchi nessun povero ha mai visto un soldo bucato dei suoi furti. Tutto ciò su cui mette le mani lo tiene per sé e per i Bastardi Galantuomini, la sua banda. A suo modo, Locke è il re di Camorr, una città che sembra nata dall'acqua, ornata di migliaia di ponti e di sontuosi palazzi barocchi e popolata da mercanti, soldati, accattoni e, ovviamente, ladri. In realtà, Camorr è il dominio di Capa Barsavi, perversa mente criminale, che da qualche tempo è impegnato in una lotta senza quartiere con il Re Grigio, altro personaggio decisamente poco raccomandabile. Impiccione per natura, Locke si ritrova suo malgrado in mezzo a questo scontro di titani e rischia di lasciarci le penne. Anche perché il suo misterioso passato nasconde un segreto che può mettere in pericolo l'intera nazione camorrana...
 

La Recensione

Un fantasy assolutamente fuori dal comune, una ventata d’aria fresca in un genere letterario che troppe volte sforna fotocopie a ripetizione.

Questo è il primo pensiero che viene in mente leggendo questo libro, che è prima di tutto originale, soprattutto la trama, molto ben congegnata e per i personaggi che sono insoliti per un fantasy, che si discosta molto dagli stereotipi comuni a questo genere.

Menzione particolare anche per i dialoghi: briosi, a volte scurrili e mai banali, ben descritte anche le parti dedicati ai combattimenti. Altro fatto che fa di questo libro un’eccezione nel genere per lo più dominato da buone azioni contro il cattivo di turno e una “violenza” volta al bene. Un fantasy, che sembra una grossa truffa dei giorni nostri, ma ambientata in un mondo inventato.

Anche l’ambientazione, sebbene il mondo dove si svolge la vicenda richiama in qualche modo un mondo di stampo medievale (dunque non proprio aria fresca), con gilde, nobili, dei, commercianti e la città principale Camorr suddivisa come una tipica città stato delle signorie di un tempo, vengono inseriti parecchi spunti affascinanti e insoliti: il vetrantico per esempio, enormi strutture lasciate dagli “avi” di un materiale che all’avvento della sera si illuminano, o alla conformazione della cittadina, che sembra una Venezia ingigantita, ma cupa, nebbiosa e tenebrosa; dove i mercati vengono svolti sull’acqua su enormi chiatte mobili e il tempo è caratterizzato di giorno dal Vento fresco che viene dal Mar di Ferro e la sera dal Vento del Boia, che porta afa e il tanfo dei campi e delle paludi, ma tutti e due smuovono i cadaveri appesi davanti al Palazzo della Pazienza o fanno muovere le gabbie del Corvo dove i prigionieri vengono appesi per espiare le proprie colpe.

Anche i personaggi sono ben caratterizzati e anche qui originali, soprattutto ovviamente Locke Lamora, orfano truffatore iniziato al culto del Tredicesimo Ingannatore: in questo caso le figure protagoniste sono i “cattivi”, anche se non lo sono fino in fondo e in ogni caso vengono contrapposte a figure ancora più cattive e alla fine il buonismo fantasy non manca, ma per lo meno non annoia mai e non sembra di leggere la solita fiaba a lieto fine.

Consigliato a chi ha voglia di sperimentare un genere un po’ diverso e respirare una boccata d’aria nuova.



Voto: 4/5

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