mercoledì 16 novembre 2011

Il processo - Franz Kafka





I Contenuti

Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.


La Recensione

Kafka, un maestro indiscusso della narrativa, o meglio della letteratura del novecento. Credo che non ci si possa annoverare tra le schiere dei lettori se non si è letto almeno un libro di questo autore così tormentato e nichilista.
La storia sembra irrevocabilmente un incubo, dove il protagonista si muove con ansia e disperazione crescente, verso una schiacciante verità: l’uomo è solo e in balia del destino, che lo troverà sempre per portarlo verso una tragedia di portata cosmica.
Libro che ha molte chiavi di lettura è claustrofobico, asfittico, angosciante: il protagonista e gli altri attori sono spersonalizzati, appena citati, foschi e criptici, dello stesso personaggio principale non conosciamo neanche il cognome, tutti elementi che confondono il lettore per non dare nessun punto di riferimento come l’attore stesso di questa tragedia, accusato e poi condannato per una colpa di cui non gli è dato conoscere il perchè, ma che non è nota neppure al "tribunale" stesso.
Sembra sempre di brancolare nel buio, l’aria è soffocante, calda e stantia, opprimente fino al finale dove sarà tersa e beffarda, come gli antagonisti che sembrano quasi diabolici che si passano il testimone velocemente per trascinare sempre più a fondo l’uomo verso il suo baratro personale e angosciante.
La colpa e il giudizio davanti al quale nessun uomo può sottrarsi: Kafka parte crea l’assurdo partendo da semplici elementi di vita comune; ancora una volta come nella “Metamorfosi”, vediamo la mostruosità che si cela nella quotidianità e nella così detta normalità
Leggere questo romanzo è un’esperienza unica e irripetibile che lascia storditi davanti all’ineluttabilità dell’uomo davanti al proprio destino e delle proprie colpe per infine morire come un cane!.


Voto: 5/5


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