sabato 5 novembre 2011

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare - Luis Sepúlveda





I Contenuti


Dopo essere capitata in una macchia di petrolio nelle acque del mar Nero, la gabbiana Kengah atterra in fin di vita sul balcone del gatto Zorba, al quale strappa tre promesse solenni: di non mangiare l’uovo che lei sta per deporre, di averne cura e di insegnare a volare al piccolo che nascerà. Così, alla morte di Kengah, Zorba cova l’uovo e, quando si schiude, accoglie la neonata gabbianella nella buffa e affiatata comunità felina del porto di Amburgo. Ma come può un gatto insegnare a volare? Per mantenere la terza promessa, Zorba dovrà ricorrere all’aiuto di tutti, anche a quello di un uomo. In una storia che ha la grazia di una fiaba e la forza di una parabola, il grande scrittore cileno tocca i temi a lui più cari: l’amore per la natura, la generosità disinteressata e la solidarietà, anche fra «diversi».

 

La Recensione

Una storia che si legge in un pomeriggio, magari piovoso come questo in cui sto scrivendo, con una predisposizione d'animo malinconico e pensieroso, dove si accoglie volentieri un abbraccio morbido come può esserlo quello di un gatto acciambellato sulle gambe.
Si vede l'attaccamento dell'autore suo gatto Zorba (morto prematuramente) e la dedica ai figli la dice lunga su quanto un uomo o una famiglia possa considerare un animale come parte di essa. Un tributo, un ricordo ad un gatto a cui si è voluto bene, emozioni che per un romanziere di professione è facile trasformare e trasmettere ad una pagina, fino a diventare storia e condividierle con il lettore.
Favola che intenerisce, fa sorridere e commuove nel finale, che insegna e punta il dito anche sull'ambiente che ci circonda e sui nostri errori che si ripercuotono sulla natura in cui tutti viviamo.
Bellissima la frase che sintetizza molto questa storia e cioè che "vola solo chi osa farlo", una parabola che spinge ad inseguire un sogno e a realizzarlo, perchè niente probabilmente è impossibile: anche un gatto può insegnare a volare ad una gabbianella.
Troppo candido ed ingenuo? Probabilmente sì, ma va letta come una fiaba dedicata ad un gatto e a dei bambini che lo amavano. Limitiamoci a questo
.



Voto: 3/5


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