mercoledì 7 gennaio 2009

Il turista - Olen Steinhauer (The Tourist #1)


 

I Contenuti

Milo Weaver ha trascorso anni a guardarsi intorno sospettoso come un corriere della droga paranoico, anni a ingollare anfetamine e a osservare il tremito continuo delle sue mani, e a sentire Grainger, il suo ex capo, declamare incipit di capolavori letterari per comunicare in codice il contenuto di nuove missioni. Una vita fatta di un incessante susseguirsi di città, camere d’albergo, volti minacciosi e cupe ossessioni, come l’interminabile caccia alla Tigre, un killer dal soprannome stupido ma capace di uccidere come, se non addirittura meglio di lui.
Milo Weaver era, infatti, un turista. Uno di quelli che, secondo il Libro nero del turismo - la bibbia, il Sacro Graal dei turisti, il loro manuale di sopravvivenza esistente soltanto in introvabili ventuno copie - è pronto a eliminare chiunque senza pietà, in ogni istante e in ogni parte del mondo.
Nessuno conosce il Libro nero del turismo. Nessuno sa chi siano i turisti, poiché i turisti non appartengono all’intelligence, ai servizi segreti ufficiali di Stati e governi. Non si troverà mai un turista tra le spie, i burocrati, gli informatori che si esibiscono ogni giorno sulle pagine dei media di mezzo mondo.
I turisti non si vedono, non si dichiarano, non si conoscono, non parlano. Eppure sono la più organizzata, potente, feroce agenzia segreta che si conosca. Si muovono solo per le operazioni più oscure e gli scopi più inconfessabili, solo quando è in gioco davvero il potere e i delitti esigono veri, spietati professionisti.
Milo Weaver era uno di loro. Apparteneva a questo mondo oscuro del quale pensava di essersi definitivamente liberato, ma nessuno può liberarsi del turismo.
Grainger lo ha scovato di nuovo e gli ha ordinato di partire per la Francia per una sporca missione: trovare Angela, sua vecchia compagna di avventure che sta facendo il doppio gioco…



La Recensione

Devo ammettere che ho apprezzato molto di più "Il ponte dei sospiri", primo romanzo di una serie (che in Italia non viene pubblicata a parte il primo titolo) avente protagonista un agente della milizia e ambientato in un paese dell'Europa dell'est, per il periodo che va dal 1948 alla caduta del muro di Berlino.

Questo titolo mi ha lasciato un po' perplesso, non tanto per la storia in sè o per il protagonista principale che è solido e ben strutturato, ma alla fine della lettura e durante di essa non mi ha comunicato quella suspense o quell'azione tipica dei romanzi di spionaggio scritti da altri (Ludlum, Le Carrè, Forsyth, etc..). Mi è sembrato come avere in mano un sacco di premesse che alla fine non si sono realizzate.

La lettura scorre velocemente e la storia è ben congegnata, anche i vari protagonisti che si affacciano alla storia sono ben caratterizzati e rendono perfettamente il loro ruolo; il tutto è anche scritto bene, come d'altra parte avevo già apprezzato nel primo e purtroppo ultimo libro che è arrivato in Italia di questo scrittore della serie da me prima citata, l'unica "pecca" è che abbiamo di fronte un bel temino scritto bene, come un compitino in classe ben fatto ma con poco pathos e poca personalità.

Sembra mancare forse un po' troppo di originalità, tutto sa di già visto e letto ed è questa probabilmente la pecca maggiore che si può muovere a questa storia.

Preferirei di gran lunga tornare a leggere i suoi libri ambientati nell'Europa dell'est del dopo guerra.

Rimandato.


Voto: 2/5

    Nessun commento:

    Posta un commento