domenica 8 gennaio 2012

La memoria e la passione - Costantino Kavafis


 

I Contenuti

Kvafis vota il suo ingegno e la sua anima a indagare l'essenza della precarietà: la precarietà di un regno ellenistico come quella del piacere goduto la notte scorsa, la precarietà dell'impero bizantino come quella della borghesia fin-de-siécle, la precarietà degli ideali ellenici come quella della poesia che si scrive, la precarietà di Marco Antonio, l'ultima sera ad Alessandria, come quella della nostra vita, delle nostre candele ancora provvisoriamente accese.

La Recensione

Per quanto mi riguarda decisamente non mi è piaciuto questo secondo appunamento con la nuova iniziativa del Corriere della Sera "Un secolo di Poesia". Il poeta Kavafis, non fa per me.

Credo che la lettura della poesia sia una questione molto personale, anche più della lettura di un libro, in quanto tutta la narrazione è concentrata in pochi versi, che riescono a colpire l'anima del lettore oppure no.


Direi che di questa raccolta mi sono piaciute solo due poesie: "Candele", bellisima metafora della vacchiaia e "Seconda Odissea", dove un ipotetico Ulisse tornato ad Itaca si rende conto di soffrire il mal di terra e si sentirà felice solo sul mare in nuove avventure, una coincidenza vuole che queste sono proprio le due poesie che aprono il libro.


Ho trovato particolarmente poco sulle mie corde i versi che celebravano momenti storici ellenici e bizantini, forse perchè mi manca un adeguato background culturale; ho trovato poi poco interessanti i versi che decantavano l'amore omosessuale del poeta stesso. Non vorrei per questo venir tacciato come omofobo, assolutamente no, solo che proprio non mi sono piaciute anche se fossero state rivolte verso una donna.


Spero nel terzo volume, dopo un primo brillantissimo, che mi ha fatto scoprire una poetessa bravissima come la Szymborska.



Voto: 1/5
 

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