sabato 11 febbraio 2012

La macchina della morte. Notizie da un mondo in cui le persone sanno di che morte morire - Ryan North, Matthew Bennardo, David Malki


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I Contenuti

La macchina è stata inventata quasi per caso qualche anno fa. Con un semplice esame del sangue sa predire il modo in cui lasceremo questo mondo. Nessuna data. Nessun dettaglio. Solo un foglietto di carta con poche parole, insieme precise e insopportabilmente vaghe. Un oracolo infallibile, criptico e beffardo. Spaziando dall'umorismo alla fantascienza, dall'horror all'avventura, trentaquattro racconti di autori diversi immaginano mondi in cui il fatale responso della Macchina della Morte diviene il fondamento di una nuova gerarchia sociale o una semplice voce del curriculum, un mostro pervasivo contro cui lottare o una moda passeggera, il dato che può bruciare la carriera di un politico o il centro di nuovi giochi di società. Trentaquattro voci diverse per indagare come cambierebbero i rapporti umani e il lavoro, gli ospedali e le scuole, la giustizia e il crimine. Saremmo più liberi o vivremmo incatenati a quella sentenza ineluttabile, condizionati in ogni scelta da un destino che può materializzarsi in qualsiasi momento? Saremmo morbosamente attratti da ciò che ci ucciderà o cercheremmo di fingere con noi stessi di non sapere nulla? Sfideremmo la macchina per smentire il suo verdetto o cambieremmo la nostra vita nel tentativo di allontanare il più possibile un finale già scritto? Da un'idea nata sul web, un libro che può sembrare un gioco, ma che è anche un modo per riflettere sulla nostra ossessione di voler sapere tutto, di svelare anche l'ultimo mistero.


La Recensione

L'idea che sta alla base di questo libro e cioè l'invenzione di una macchina che con un semplice esame del sangue sa predire il modo in cui moriremo, è in qualche modo geniale. 

Se poi specifichiamo che la macchina non stampa nessuna data, nessun dettaglio ma solo poche parole, oltretutto molto vaghe e di facile ambiguità (vecchiaia potrebbe voler dire morire molto in là con gli anni, ma anche che un simpatico vecchietto ti stiri con la macchina), raggiungiamo davvero l'originalità e la genialità.

L'idea nasce dal web, viene pubblicata una vignetta che illustra la trovata della "Macchina della Morte". Viene passata la palla ai lettori ed ecco arrivare 675 racconti, da cui gli autori ne sceglieranno questi 30 e ne aggiungeranno loro altri 4. Ed è qui secondo me che perde tutto il fascino di questo libro: sono davvero troppi e così un'idea molto originale si dilata all'inverosimile in una ridondanza dello stesso concetto, che anche se differenziato in qualche sfumatura rimane sempre uguale.

Bellissimo esperimento sociologico: non è possibile conoscere il futuro, nemmeno in minima parte, ed è questa la fortuna dell'uomo, dunque come potrebbe evolversi una società in cui si sa, anche se con i limiti esposti prima, in cui si sa come si morirà? Saremmo più liberi o viceversa incatenati alla sentenza? Cercheremmo di cambiarla o ci adegueremo ad essa formando gruppi con morte simile alle nostre? Delle nuove caste in cui gli "annegati" avranno ragione sui "suicidi"?
Eviteremmo per sempre dopo aver letto "incidente aereo" di volare per poi morire nel nostro letto mentre un jumbo ci atterra sul soffitto?

Come vedete l'idea era perfetta, soprattutto spaziando tra i molti generi, dalla fantascienza all'horror al fantasy all'umorismo, ma i racconti non affatto all'altezza delle idee espresse. Probabilmente perchè scritti da persone che scrittori non sono. E poi la ridondanza tra le storie è molta, troppa. Probabilmente se fossero stati la metà, sarebbero raddoppiate anche le mie stelle.

Un esperimento geniale, finito male.


Voto: 2/5

    lunedì 6 febbraio 2012

    Il canto ferito - Alda Merini


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    I Contenuti

    Tutti quei riflettori (non sempre rispettosi), tutte quelle luci perennemente accese su di lei da un lato hanno permesso alla sua poesia di raggiungere migliaia di non addetti ai lavori poetici, e all'affetto del pubblico di raggiungere lei, che di crediti ne aveva non pochi ("ho mille tramonti alle mie spalle"); dall'altro, trasformando maldestramente in poesie e libretti ogni sua parola, hanno inquinato il campo e accresciuto la già malcelate diffidenza degli intellettuali nei suo confronti: ogni animale all'incontro con una specie anche leggermente diversa arretra di un passo, diffida.


    La Recensione

    Altro volume sulla poesia del novecento della raccolta del "Corriere della Sera", questa volta la monografia è sulla figura di Alda Merini, poetessa milanese che ebbe una vita a dir poco tormentata.

    Il suo tormento e la sua disperazione, seguita dagli anni in manicomio, si percepisce in tutta la sua forza nelle poesie, come negli scritti, in tutte le sue opere; ho trovato alcune davvero disarmanti, altre più ermetiche e di difficile comprensione, ho trovato toccanti le pagine di diario in fondo a questo volume.

    Le sue poesie sono tantissime, quelle che ho più apprezzato in questa raccolta sono state: "Il gobbo", "Canzone triste", "Sorgente", "I poeti lavorano di notte" e "Rendimi i miei capelli".

    La vita di questa poetessa è stata davvero incredibile, ricca di dolore, sempre alla costante ricerca di equilibrio tra follia e normalità. Così come le sue poesie, anche un profano come me lo può capire scorrendo queste pagine.


    Voto: 3/5

      domenica 5 febbraio 2012

      Tutti i figli di Dio danzano - Haruki Murakami


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      I Contenuti

      Sei incontri che possono cambiare il corso di un'esistenza, o che promettono una via d'uscita dal dolore, la cura di una ferita, la decifrazione di un mistero, o addirittura la salvezza di una città intera. Un uomo abbandonato dalla moglie parte per l'isola di Hokkaido per consegnare un pacchetto alla sorella di un collega. Cosa contiene il pacchetto? Forse il vuoto che sente dentro, quella "bolla d'aria" per cui la moglie lo ha lasciato. In una località di mare una ragazza stringe amicizia con un pittore la cui unica vera passione è accendere falò sulla spiaggia. Qual è la forma del fuoco? Quale il modo di ottenere un fuoco veramente libero?


      La Recensione

      Di questo autore ho letto solo alcuni dei suoi romanzi sino ad ora, questa era la prima raccolta di racconti che leggevo, anche se so che ne ha scritte altre. Folgorato dai romanzi, rimango un po' deluso da questi racconti. 

      La mia opinione è che Murakami, nonostante la sua incredibile originalità che esce prepotente anche in questi racconti, non renda allo stesso modo che come nel romanzo. I racconti mi sembrano troppo brevi per poter dare respiro al suo stile. 

      Alcuni testi nel libro mi sono piaciuti più di altri, primo fra tutti l'ultimo "Torte al mele": tre amici, due giovani studenti e una ragazza, tutti innamorati, ma di chi veramente? Altri li ho graditi decisamente meno su tutti quello del lombrico gigante; filo conduttore fra tutti un terremoto che colpisce una regione del Giappone, tutte le storie in qualche modo richiamano tale evento o lo fa da sfondo. 

      Lettura scorrevole e carina, ma decisamente ho preferito i suoi romanzi. Da rivalutare alla prossima raccolta di racconti.


      Voto: 2/5

        mercoledì 1 febbraio 2012

        Auschwitz. Ero il numero 220543 - Denis Avey


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        I Contenuti

        Nel 1944 Denis Avey, un soldato britannico che stava combattendo nel Nord Africa, viene catturato dai tedeschi e spedito in un campo di lavoro per prigionieri. Durante il giorno si trova a lavorare insieme ai detenuti del campo vicino chiamato Auschwitz. Inorridito dai racconti che ascolta, Denis è determinato a scoprire qualcosa in più. Così trova il modo di fare uno scambio di persone: consegna la sua uniforme inglese a un prigioniero di Auschwitz e si fa passare per lui. Uno scambio che significa nuova vita per il prigioniero mentre per Denis segna l'ingresso nell'orrore, ma gli concede anche la possibilità di raccogliere testimonianze su ciò che accade nel lager. Quando milioni di persone avrebbero dato qualsiasi cosa per uscirne, lui, coraggiosamente, vi fece ingresso, per testimoniare un giorno la verità. La storia è stata resa pubblica per la prima volta da un giornalista della BBC, Rob Broomby, nel novembre 2009. Grazie a lui Denis ha potuto incontrare la sorella del giovane ebreo che salvò dal campo. Nel marzo del 2010, con una cerimonia presso la residenza del Primo ministro del Regno Unito, è stato insignito della medaglia come "eroe dell'Olocausto".

        La Recensione

        Prima di tutto una precisazione: questo è solo parzialmente un libro che parla di Auschwitz, diciamo la parte centrale, il resto del libro parla di guerra e di prigionia, non espressamente di campi di concentramento.
        La scelta dell'entrata volontaria nel campo di Auschwitz in effetti poi si riduce a poche paginette, che descrivono le solo due notti passate dall'autore nel distaccamento del campo di Monowitz. Dunque non so bene come valutare la scelta del titolo: pura scelta commerciale/editoriale?

        Chiarito questo, possiamo dire che il libro è bello, molto coinvolgente e scritto bene, racconta della vita di un soldato inglese, arruolato volontario durante la seconda guerra mondiale e mandato a prestare servizio in Africa e tutta la prima parte del libro è focalizzata su questo: battaglie, vita da caserma, etc. e devo dire che questa parte è piuttosto lenta.

        Poi arriva la prima fuga e la prigionia in Italia e successivamente si entra nel vivo dei ricordi di Denis, con la deportazione ad Auschwitz, ovviamente essendo un prigioniero combattente alleato e non ebreo, viene internato nelle baracche dei soldati, non nel vero campo di sterminio, questa parte del libro è la più interessante, la più veloce.

        Infine arriva la parte forse meno interessante e poco piacevole da leggere, cioè la dopo prigionia, la ricerca di alcuni superstiti e le varie attività dell'autore per salvaguardare la memoria dei campi di sterminio.

        Una vita decisamente appassionante, avvincente e notevole; forse il libro non è esattamente paritario alla vita dell'autore e non ho gradito molto la furbata del titolo, rispetto a tutto il contesto della trama.


        Voto: 3/5