mercoledì 1 febbraio 2012

Auschwitz. Ero il numero 220543 - Denis Avey


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I Contenuti

Nel 1944 Denis Avey, un soldato britannico che stava combattendo nel Nord Africa, viene catturato dai tedeschi e spedito in un campo di lavoro per prigionieri. Durante il giorno si trova a lavorare insieme ai detenuti del campo vicino chiamato Auschwitz. Inorridito dai racconti che ascolta, Denis è determinato a scoprire qualcosa in più. Così trova il modo di fare uno scambio di persone: consegna la sua uniforme inglese a un prigioniero di Auschwitz e si fa passare per lui. Uno scambio che significa nuova vita per il prigioniero mentre per Denis segna l'ingresso nell'orrore, ma gli concede anche la possibilità di raccogliere testimonianze su ciò che accade nel lager. Quando milioni di persone avrebbero dato qualsiasi cosa per uscirne, lui, coraggiosamente, vi fece ingresso, per testimoniare un giorno la verità. La storia è stata resa pubblica per la prima volta da un giornalista della BBC, Rob Broomby, nel novembre 2009. Grazie a lui Denis ha potuto incontrare la sorella del giovane ebreo che salvò dal campo. Nel marzo del 2010, con una cerimonia presso la residenza del Primo ministro del Regno Unito, è stato insignito della medaglia come "eroe dell'Olocausto".

La Recensione

Prima di tutto una precisazione: questo è solo parzialmente un libro che parla di Auschwitz, diciamo la parte centrale, il resto del libro parla di guerra e di prigionia, non espressamente di campi di concentramento.
La scelta dell'entrata volontaria nel campo di Auschwitz in effetti poi si riduce a poche paginette, che descrivono le solo due notti passate dall'autore nel distaccamento del campo di Monowitz. Dunque non so bene come valutare la scelta del titolo: pura scelta commerciale/editoriale?

Chiarito questo, possiamo dire che il libro è bello, molto coinvolgente e scritto bene, racconta della vita di un soldato inglese, arruolato volontario durante la seconda guerra mondiale e mandato a prestare servizio in Africa e tutta la prima parte del libro è focalizzata su questo: battaglie, vita da caserma, etc. e devo dire che questa parte è piuttosto lenta.

Poi arriva la prima fuga e la prigionia in Italia e successivamente si entra nel vivo dei ricordi di Denis, con la deportazione ad Auschwitz, ovviamente essendo un prigioniero combattente alleato e non ebreo, viene internato nelle baracche dei soldati, non nel vero campo di sterminio, questa parte del libro è la più interessante, la più veloce.

Infine arriva la parte forse meno interessante e poco piacevole da leggere, cioè la dopo prigionia, la ricerca di alcuni superstiti e le varie attività dell'autore per salvaguardare la memoria dei campi di sterminio.

Una vita decisamente appassionante, avvincente e notevole; forse il libro non è esattamente paritario alla vita dell'autore e non ho gradito molto la furbata del titolo, rispetto a tutto il contesto della trama.


Voto: 3/5

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