lunedì 6 febbraio 2012

Il canto ferito - Alda Merini


13451417

 

I Contenuti

Tutti quei riflettori (non sempre rispettosi), tutte quelle luci perennemente accese su di lei da un lato hanno permesso alla sua poesia di raggiungere migliaia di non addetti ai lavori poetici, e all'affetto del pubblico di raggiungere lei, che di crediti ne aveva non pochi ("ho mille tramonti alle mie spalle"); dall'altro, trasformando maldestramente in poesie e libretti ogni sua parola, hanno inquinato il campo e accresciuto la già malcelate diffidenza degli intellettuali nei suo confronti: ogni animale all'incontro con una specie anche leggermente diversa arretra di un passo, diffida.


La Recensione

Altro volume sulla poesia del novecento della raccolta del "Corriere della Sera", questa volta la monografia è sulla figura di Alda Merini, poetessa milanese che ebbe una vita a dir poco tormentata.

Il suo tormento e la sua disperazione, seguita dagli anni in manicomio, si percepisce in tutta la sua forza nelle poesie, come negli scritti, in tutte le sue opere; ho trovato alcune davvero disarmanti, altre più ermetiche e di difficile comprensione, ho trovato toccanti le pagine di diario in fondo a questo volume.

Le sue poesie sono tantissime, quelle che ho più apprezzato in questa raccolta sono state: "Il gobbo", "Canzone triste", "Sorgente", "I poeti lavorano di notte" e "Rendimi i miei capelli".

La vita di questa poetessa è stata davvero incredibile, ricca di dolore, sempre alla costante ricerca di equilibrio tra follia e normalità. Così come le sue poesie, anche un profano come me lo può capire scorrendo queste pagine.


Voto: 3/5

    Nessun commento:

    Posta un commento