mercoledì 1 agosto 2012

Tre uomini in barca (per tacer del cane) - Jerome K. Jerome




 

I Contenuti

Tre uomini in barca, oggi più che mai, non è solo un romanzo di viaggio, un gran divertimento, un esercizio di lingua perennemente in bilico tra comico e sentimentale. Le scorribande di George, Harris e Jerome lungo il Tamigi (per tacer del cane…) ci rimettono soprattutto in contatto con due tesori le cui tracce si sono fatte sempre più labili nella vita e nella letteratura successive: l'ozio e l'innocenza dello sguardo." 



La Recensione

Tre uomini in barca (per tacere del cane) è un romanzo del 1889, nato quasi per un caso, visto che l'autore, originariamente, aveva redatto un'opera ricca di notizie storico-letterarie utili per una guida turistica e che doveva intitolarsi "La storia del Tamigi". L'editore fortunatamente, pretese di tagliare tutte le parti storico-letterarie che appesantivano e di molto la narrazione e fu questo a sancire l'enorme successo di questo libro, che ancor oggi a distanza di quasi centocinquanta anni viene letto e apprezzato.

La trama è presto detta: tre amici, Jerome, Harris e George con il fedele cane Montmorency, decidono di passare una vacanza risalendo la corrente del fiume Tamigi, viaggiando per giorni sulla loro imbarcazione, scorrendo lungo le campagne inglesi, e vivono sempre nuove e inattese avventure che strappano risate di continuo. Il viaggio è costellato da una serie di gag comiche sulle gioie e sui dolori della vita in barca unite a divertenti divagazioni che costituiscono storie a sé stanti, nel miglior stile dello humour inglese: l'episodio più corroborante è sicuramente quello dello zio Podger alle prese con un quadro da appendere. Il tutto condito da descrizioni realistiche delle regioni attraversate che è la parte rimanente della famosa guida turistica dell'origine.

Il libro mi è piaciuto parecchio nelle fasi iniziali e devo dire che strappa davvero entusiaste e genuine risate; nel seguito della lettura però l'humor inglese mi ha stancato e le parti descrittive della campagna inglese, anche se molto affascinanti, diventano un ridondare di nomi di paesi, locande, chiuse ed abazie. Non che ho fatto fatica a finirlo, ci mancherebbe, visto anche la brevità della lettura, ma per me ha perso lo slancio iniziale che era stato davvero travolgente.

Rimarranno sicuramente indelebili nella memoria alcune situazioni davvero spassose e le altre cadranno nell'oblio, ma se qualcuno dovesse richiedermi un libro leggero e divertente per spezzare delle lettura più impegnative, sicuramente consiglierei questo libro.


Voto: 3/5

    Nessun commento:

    Posta un commento