venerdì 5 ottobre 2012

Il giudice e il suo boia - Friedrich Dürrenmatt




 

I Contenuti

Friedrich Dürrenmatt, proprio agli esordi della sua attività letteraria, mentre si dichiarava consapevole degli schemi ripetitivi e immobili ai quali si richiama il romanzo giallo, ha costruito con Il giudice e il suo boia un congegno perfetto, che seduce il lettore fino all'ultimo, senza scoprire, neppure per vaghi accenni, l'identità del colpevole. Il protagonista è il vecchio ispettore Bärlach, incaricato, insieme con il giovane agente Tschanz, di indagare sull'assassinio del tenente della polizia di Berna, Schmied. La scena si svolge intorno alla villa, nei pressi del lago di Bienne, di un avventuriero altolocato, Gastmann, che si vale di amicizie politiche influenti, tanto da indurre un consigliere nazionale e un giudice istruttore a sviare Bärlach dai suoi propositi di giustizia. Fra Bärlach e Gastmann esiste un legame antico, fin da quando Gastmann, a Istanbul, ha commesso un delitto sotto gli occhi di Bärlach e lo ha sfidato a un duello che dura da tutta la vita. Ma l'ispettore, anche se vecchio e malato, prima di morire tesse con astuzia una rete che costringe un carnefice a eseguire una sentenza di morte che egli stesso ha decretato. Come suggerisce la norma in questi casi, si risparmiano al lettore i particolari per non interrompere il filo della suspense fino alla sorpresa finale. Dopo decenni di incontrastato successo, sia nei paesi di lingua tedesca, sia all'estero, Il giudice e il suo boia non ha perduto nulla della sua validità narrativa e resta una delle prove più valide e suggestive di Dürrenmatt. Il gioco crudele del gatto con il topo, che è il tema peculiare di questa vicenda, allude a una tragicommedia esistenziale più vasta, a quel rapporto di inscindibilità tra vittima e carnefice che il Mittner ha rilevato come motivo costante del primo Dürrenmatt.


La Recensione

Il giudice e il suo boia è il primo romanzo poliziesco dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt, scritto nel 1952. E si vede, soprattutto quando un cadavere, sul luogo di un crimine, viene maneggiato come un sacco di patate; farebbe morire dal primo all'ultimo gli autori di CSI.

Un giorno di novembre, in una svizzera piovosa e nebbiosa, lungo una strada di montagna tra i vari paesi che costellano le pendici del Giura, un poliziotto locale rinviene un uomo in auto, con un foro di proiettile in testa, un assassinato. Scoprirà che il rinvenuto è un poliziotto di Berna. Ad occuparsi del caso sarà l'anziano ispettore Bärlach, malato e morente, che si scoprirà coinvolto a causa di una scommessa fatta qualche decennio prima e l'agente Tschanz, coinvolto in una partita a scacchi che impegna da anni due giocatori, sconfinando dall'indagine poliziesca.

Scrivere che mi sia piaciuto, sarebbe una bugia, ma anche scrivere il contrario, probabilmente il libro gode di due attenuanti: la prima quello di essere troppo breve per annoiare davvero e la seconda è il colpo di scena finale, che definire geniale, sarebbe troppo ma per sorprendere, sorprende.

Si esprime il pensiero di Durrenmatt, che intende dimostrare l'impossibilità per la giustizia istituzionale di arrivare alla verità, la giustizia umana arriva laddove non arriva la giustizia giudiziaria. 


Voto: 2/5

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