giovedì 1 novembre 2012

Il grande Gatsby - F. Scott Fitzgerald




 

I Contenuti

Nascere ricchi. È tutto lì il segreto. È la sola cosa che un self-made man non potrà mai comprare. La sola onta genealogica che non potrà mai ripulire, se non a costo di una patetica menzogna. È questo ciò che imbarazza tanto Gatsby? È questo il muro che non può scalare? Be’, basta dare un’occhiata a Tom e a Daisy, valutare come vivono, come parlano, come si muovono per capire che sono un’altra cosa, che appartengono a un’altra razza, forgiata con un metallo assai più prezioso.


La Recensione

Il grande Gatsby è un romanzo dello scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald pubblicato per la prima volta a New York il 10 aprile 1925 e tradotto per la prima volta in Italia nel 1936 da C. Giardini con il titolo Gatsby il magnifico e nel 1950 da Fernanda Pivano con il titolo Il grande Gatsby. Il libro, nel tempo, diventò innumerevoli volte opere teatrali, musicali e ne vennero fatte anche tre versioni cinematografiche: la più famosa quella di Francis Ford Coppola interpretato da Robert Redford e Mia Farrow. 

Il libro è scritto in modo magistrale, la scrittura di Fitzgerald è qualcosa di fresco, autentico e lussuoso, intrecciando gli avvenimenti presenti con quelli passati in nove brevi capitoli. Questi sono concatenati rapidamente con un distacco obiettivo e la prosa è scorrevole e bellissima, il narratore quasi completamente in secondo piano.

Il tema principale del romanzo è quello della solitudine, della incomunicabilità e dell'indifferenza. Nessuno comunica alle lussuose feste di Gatsby, che sono invece solo "entusiastici incontri tra gente che non si conosceva neanche di nome". Il più solo di tutti i personaggi è appunto Gatsby nella cui lussuosa villa si svolgono quelle feste favolose alle quali egli non partecipa. Tutto ciò che avviene nella sua casa avviene per il solo scopo di poter far venire da lui Daisy, donna amata e persa. Memorabile l'immagine di Gatsby, uomo solo, fermo sul prato della sua lussuosa villa mentre guarda con gli occhi fissi la luce verde che si riflette sul pontile della casa di Daisy dall'altra parte della sponda, la donna che non potrà mai riavere. 

Gatsby si può considerare come un "eroe romantico". Egli è infatti destinato alla sconfitta e appare sempre inadeguato al mondo che lo circonda. Ed è qui però che risiede la sua grandezza: Gatsby infatti vive solo per un sogno ed è perfino disposto a morire per esso. La ricchezza, la bella vita, nulla ha importanza; paradossalmente la statura morale e spirituale del personaggio è immensa finendo per nascondere il suo passato oscuro e criminoso. Anche se i personaggi che gravitano attorno a lui, riescono quasi a privarlo della ribalta: Tom e Daisy, apoteosi dell'indifferenza umana, su tutti: «Erano gente indifferente, Tom e Daisy - sfracellavano cose e persone e poi si ritiravano nel loro denaro o nella loro ampia indifferenza o in ciò che comunque li teneva uniti, e lasciavano che altri mettesse a posto il pasticcio che avevano fatto ».

Il romanzo è ambientato a New York e a Long Island durante l'estate del 1922, Il grande Gatsby è il più acuto ritratto dell'anima dell'età del jazz, con le sue contraddizioni, il suo vittimismo e la sua tragicità.

E' un libro essenziale e perfetto. Capolavoro del novecento, nella mia personale lettura ho letto avidamente la prima parte del libro, velocizzando la parte centrale con quasi astio e stroncandolo, per poi finirlo d'improvviso, rifletterci molto e rendermi conto di aver letto un libro meraviglioso.


Voto: 4/5

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