sabato 8 dicembre 2012

Leggende del Sudtirolo narrate ai bambini - Marianne Ilmer Ebnicher




 

I Contenuti

Le leggende sono la poesia del popolo; emergono dall'intima profondità dell'antica anima umana ed abbracciano l'immenso cosmo della sua vita intrinseca ed estrinseca. Poiché nel campo delle leggende la fantasia trova un campo d'azione pressoché illimitato, esse affascinano soprattutto i bambini, ma anche le persone rimasti giovani nel cuore; Venti storie emozionanti raccontano le vicende di un re dei nani infelice, di un gigante pietrificato, di uno gnomo servizievole, di una strega malvagia, di un a giovane liberata dall'incantesimo e di molte altre figure immaginarie. Le azioni si svolgono in ambienti magici, in città scomparse o dove affiorano dal sottosuolo tesori nascosti; le illustrazioni integrano efficacemente le narrazioni. Età di lettura: da 3 anni.


La Recensione

Bellissime leggende e fiabe raccolte in questo libro scovato negli scaffali di una piccola libreria a Brunico. Non ho saputo resistere all'acquisto malgrado la mia età sia ben lontana da quella proposta dalla lettura.
Le vicende del popolo ladino che abita le terre delle valli dolomitiche fino a qualche anno fa erano poco note e, comunque, ricoperte da una patina leggendaria che le collocava in uno spazio particolare, nel quale era difficile tracciare un solco netto tra la storia e la leggenda, tra il mistero e la realtà. Le origini della gente ladina si perdono infatti nella notte dei tempi. Perpetuando nei secoli un rapporto vitale tra l'uomo e la sua terra, la popolazione ladina ha tuttavia saputo conservare pressoché intatti sia il patrimonio ambientale che quello linguistico culturale. 
Parte integrale del patrimonio linguistico – culturale sono fiabe, leggende e racconti, storie immaginarie di fatti veri che forniscono verità, modelli per l’ordine di tutte le cose, danno un nome al destino, uno spazio alla speranza e un senso alla sofferenza. Fiabe e leggende non raccontano certo fatti veri, ma forniscono verità, modelli per l’ordine di tutte le cose, per dare un nome al destino, per dare spazio alla speranza e un senso alla sofferenza. I ladini delle Dolomiti non distinguono tra “fiaba” e “leggenda”, ma raccontano semplicemente “contìe”: storie vere.


Voto: 4/5

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