sabato 22 giugno 2013

World War Z. La guerra mondiale degli zombi - Max Brooks




 

I Contenuti

Comincia in uno sperduto paesino della Cina. E subito dilaga in tutto il mondo. La piaga, la peste ambulante, l'epidemia. La guerra degli zombi. Creature mostruose che contagiano e fagocitano il nostro pianeta, la nostra casa. I sopravvissuti sono pochi. Una storia irreale? Il semplice parto della fantasia di uno scrittore? Forse. Max Brooks, con l'artificio di una raccolta di interviste "sul campo", dà vita a un affresco in cui le tante e diverse voci ricreate e animate in questo libro parlano di guerra, sofferenza e solitudine, ma anche di speranza, coraggio e nobiltà.


La Recensione

Ho recuperato in fretta questo libro per l'approssimarsi dell'uscita del film omonimo del 27 giugno 2013, con protagonista Brad Pitt, volevo anche decisamente evitare di ritrovarmi una copia ristampata apposta con il faccione belloccio dell'attore americano in prima di copertina. Fatto sta che mi sono messo in fretta alla lettura e come sospettavo, dalla visione del trailer in rete, il libro di Brooks non c'entra per nulla con il film che uscirà.

Dicevamo dunque: World War Z. La guerra mondiale degli zombi è un romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks, seconda opera letteraria sull'argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (che sto leggendo in contemporanea e che trovo divertentissimo) è strutturato come una serie di interviste orali: Brooks, un agente della Commissione Dopoguerra dell'Onu, descrive la storia dalla prospettiva del singolo individuo, infatti, la trama è presentata e incentrata sulle varie interviste delle vicissitudini delle persone sopravvissute. 

Per rendere il romanzo più realistico possibile, nonostante si tratti di narrare la storia immaginaria di una guerra mondiale tra umanità e "morti viventi", Brooks ha sviluppato numerose ed approfondite ricerche, per documentarsi e trattare al meglio la realtà sociopolitica e culturale attuale (e quindi calare in essa gli sviluppi di fantasia che vengono raccontati) e per rendere plausibili e convincenti le tattiche di guerriglia militari e le reazioni delle varie popolazioni del mondo. 

World War Z si presenta dunque come un reportage di sequenze narrative, lunghe in media quattro-cinque pagine. Alcune sono meglio di altre, appassionano di più il lettore, ma tutte sono su di un ottimo livello narrativo. Citiamo alcune: la battaglia di Yonkers, il piano Redeker, il pilota disperso, la diffusione del falso vaccino “Phalanx”, la tratta dei fuggiaschi clandestini disperati, il trapianto clandestino degli organi infetti (non sapendo dell'infezione), l'avventura di un sommergibile cinese che si ritrova a vagare per oceani infestati sopra e sotto dagli Zom. E molte altre. 

Brooks riesce pienamente nel compito di descrivere un evento completamente inventato, passandolo come cronaca di un fatto realmente accaduto, documentando il tutto con dati statistici, piani di evacuazione, strategie belliche, reportage di sopravvissuti. Il tutto funziona così bene che alla fine, paradossalmente, risulta tutto così credibile e vivido agli occhi del lettore. Un libro assai intelligente, che deluderà forse l'amante dell'horror classico e stupirà piacevolmente lo scettico. Eccellente sotto tutti i punti di vista,un romanzo che è già un cult per chi è appassionato della filmografia del maestro Romero.

Capostipite di tutti i romanzi successivi che trattano di zombie e lettura obbligatoria a chi si vuole avvicinare al genere, dobbiamo solo sperare che il film che ne è stato tratto non sia effettivamente così “liberamente tratto” come sembra, anche se mi sembra di scrivere di una morte già annunciata.


Voto: 4/5

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