lunedì 19 agosto 2013

I miei ricordi: Scalate al limite del possibile - Walter Bonatti




 

I Contenuti

Le più significative scalate compiute da Walter Bonatti negli anni Cinquanta e Sessanta. Un'antologia in cui, attraverso il racconto di imprese fisicamente estreme, emerge un intreccio di forti motivazioni ed emozioni che, rielaborate con il tempo, tracciano le tappe di una maturazione caratteriale e spirituale. Qui, più che in tutti gli altri suoi libri, il grande alpinista ci spiega l'impulso irrefrenabile all'azione che lo ha portato a concepire e ad affrontare quel genere di avventure che solo le menti più creative osano sognare.


La Recensione

Questo libro raccoglie interi stralci di altri libri scritti durante la vita dell'autore e raccolti qui a formare un sorta di diario dei ricordi di tutte le imprese di Walter Bonatti: celebre alpinista, esploratore e giornalista italiano. Pluridecorato. L'alpinista era soprannominato "il re delle Alpi". Oltre che scalatore estremo e guida alpina, è stato autore di molti libri e numerosi reportage nei quali ha narrato le sue esperienze d'esplorazione e avventura nelle regioni più impervie del mondo.

Il libro è la raccolta di alcuni racconti dello scalatore riguardanti le sue arrampicate negli anni 50 e 60: le nord delle Cime di Lavaredo, il Cerro Mariano Moreno, il K2, il G4, il Pilier d'Angle, la nord del Cervino, il pilone Centrale del Freney, il Pilastro del Dru. Questo nella prima parte, la più bella, che contiene i ricordi di Bonatti relative all'alpinismo estremo.

La seconda parte del libro, quella che decisamente mi è piaciuta di meno, ripercorre tutte le vicissitudini legali inerenti alla conquista del K2 nel 1954 con l'impresa capitanata da Ardito Desio, che porterà Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla cima, un'aspra contesa che si chiuderà solo nel 2008 quando verrà accettata ufficialmente la testimonianza da lui resa; essendo che Walter a soli 35 anni, si ritira dall'alpinismo estremo, il libro poi narra dell'esplorazioni da lui fatte in giro per il mondo quando diventò reporter per "Epoca".

Bonatti sarà sempre legato ad un alpinismo che disdegnava qualsiasi uso di tecnologie, per lui contava solo la fusione tra l'uomo e la montagna, anche nei suoi numerosi viaggi la storia, il paesaggio naturale e l'avventura personale devono divenire un'unica cosa, devono fondersi così da vivere nella natura esperienze per ogni uomo uniche. 

Consigliato solamente agli amanti dell'alpinismo e dalla montagna.


Voto: 3/5

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