venerdì 31 maggio 2013

Sopravvissuti - Matteo Cortini, Leonardo Moretti




 

I Contenuti

Il 6 Giugno 1944 è ricordato come il Giorno del Giudizio. Il mondo era dilaniato dalla guerra, gli Alleati stavano sbarcando sulle coste della Normandia e le forze dell'Asse cercavano di contrastare la loro avanzata. Fu allora che i Morti si risvegliarono. In ogni nazione i cadaveri si rialzarono dai campi di battaglia, dalle fosse comuni e dagli ospedali, iniziando la loro feroce caccia al genere umano. Sono passati dodici anni da quel giorno. Il mondo è ridotto a un cumulo di macerie e violenza, dove i Morti sono in costante ricerca di carne viva, mentre gli ultimi sopravvissuti sono ormai simili a bestie disperate e pericolose, disposti a tutto pur di vivere un giorno in più. Questa è la storia di quattro di loro, in fuga attraverso le rovine di una Francia disabitata e silenziosa. Uomini e donne in cerca di cibo, acqua, un luogo sicuro dove poter dormire e di un ultimo, dannato, caricatore.


La Recensione

Quando si scoprono libri "preziosi", semisconosciuti, pubblicati da piccole case editrici che fanno fatica ad andare avanti, è un piacere leggerli, un piacere anche comperarli, per aiutare chi con impegno è sempre alla ricerca del nuovo che stupisce, della piccola perla, senza pubblicità, senza occupare metri quadri enormi di scaffali e vetrine nelle librerie. Chi da l'opportunità di dare alle stampe il proprio genio letterario, ancor meglio se italiano, piccola ovazione tutta patriottica.

Perché ho definito questo libro “prezioso”? Non certo per una questione monetaria o da collezione, ma per tutti i concetti ribaditi all'inizio, ma soprattutto perché questo libro è bello, mi è piaciuto, mi ha divertito e sorpreso; è stato originale nel proporre un genere molto sfruttato, quello degli zombie: violento, disperato, crudo. Un gruppo di sopravvissuti, divorati dalla fame e dalla paura, che si muove per le rovine di una Francia, che con lo sbarco in Normandia del 1944 ha visto la fine dell'umanità e adesso a dodici anni di distanza si trova infestata dai Morti e con lei, il mondo intero. Il libro racconta i vagabondaggi di un gruppo di disperati, molti ex combattenti, anche di fronti opposti, uniti nella lotta per la sopravvivenza contro i non morti e anche con i pochi sopravvissuti rimasti. 

Ho scoperto dopo la lettura che i due autori italiani hanno scritto questo libro prendendo spunto e ambientazioni dal loro stesso gioco di ruolo pluripremiato “Sine Requie”, dunque un manipolo di "sopravvissuti" che affrontano un viaggio per la sopravvivenza, scontrandosi con tutti, anche con loro stessi. Il libro è di facile lettura, e anche se a volte appare acerbo ed incerto, è godibile e piacevole ben oltre le aspettative, descrivendo gli zombi in maniera tutta nuova, originale ed inquietante.

Ritmo serrato, senza fronzoli, si legge in un fiato mantenendo alta la tensione per tutta la storia, coglie tutta l'atmosfera opprimente e apocalittica dell'immaginario mondo in cui è ambientato, e certamente può piacere sia ai fan dei libri zombeschi, che a quelli del genere post-apocalittico. Pecca un poco nei tre quarti finali, ma vince oltremisura proprio nel finale a sorpresa, nelle ultimissime pagine che valgono quasi il libro intero. 

Affascinante anche l'ucronia che abbina la classica "epidemia" di zombie, alla Seconda Guerra Mondiale, oltremodo originale e resa nel massimo livore storico.

Io credo che gli autori non possano sottrarsi molto a lungo ad un sequel, viste anche le molteplici possibilità offerte in termini creativi e di sviluppo della storia, anche perché il "finale" del libro è esso stesso un prologo di una serie di possibili sviluppi.

Forte, trascinante, crudo. Consigliato agli appassionati del genere. 


Voto: 4/5

    martedì 21 maggio 2013

    Inferno - Dan Brown




     

    I Contenuti

    Nei suoi bestseller internazionali - Il Codice da Vinci, Angeli e demoni e Il simbolo perduto -, Dan Brown ha mescolato in modo magistrale storia, arte, codici e simboli. In questo nuovo e avvincente thriller, ritorna ai temi che gli sono più congeniali per dare vita al suo romanzo più esaltante. Robert Langdon, il professore di simbologia di Harvard, è il protagonista di un'avventura che si svolge in Italia, incentrata su uno dei capolavori più complessi e abissali della letteratura di ogni tempo: l'"Inferno" di Dante. Langdon combatte contro un terribile avversario e affronta un misterioso enigma che lo proietta in uno scenario fatto di arte classica, passaggi segreti e scienze futuristiche. Addentrandosi nelle oscure pieghe del poema dantesco, Langdon si lancia alla ricerca di risposte e deve decidere di chi fidarsi... prima che il mondo cambi irrimediabilmente.


    La Recensione

    Inferno è il sesto romanzo thriller dello scrittore Dan Brown, pubblicato il 14 maggio 2013 in contemporanea in quasi tutto il mondo. Protagonista ancora una volta il professor Robert Langdon, ormai arrivato ad essere una sorta di novello “Indiana Jones”, visto tutte le avventure che ha dovuto affrontare nel corso di tutti i libri incentrati sulla sua figura.

    Dunque diciamo subito che i fasti del “Codice” sono ormai appannati e lontani, allontanati pagina dopo pagina da tutte le storie che sono seguite. Perchè? E' presto detto: la storia è sempre uguale, si ripete nel tempo e alla fine, stanca. Anche se il ritmo è sempre ben sostenuto e l'ambientazione storica/artistica, resa ottimamente, riuscendo ad esaltare come sempre le nostre bellezze artistiche italiane, la nostra storia così piena di episodi, a volte misteriosi.

    Un riassunto di qualsiasi libro di Dan Brown con protagonista il professo Langdon è sostanzialmente la seguente: il nostro caro esperto di simbolismo viene chiamato nel bel mezzo della notte. Qualcuno di molto potente, in relazione con le autorità (di vario tipo), ha bisogno della sua esperienza che solo il nostro protagonista è in grado di fornire. Un personaggio molto noto ed influente è morto ed ha iniziato una catena di eventi che avranno conseguenze catastrofiche se non viene interrotta. Le autorità hanno bisogno dell'esimio professore per risolvere un enigma che altri hanno lasciato sotto forma di simboli poco prima di morire, dunque abbiamo qualche indizio nebuloso per risolvere l'arcano, il tutto in un lasso di tempo molto breve, che porta ovviamente alla possibile distruzione di tutto il genere umano. Non manca l'organizzazione segreta che ha compiti poco chiari, così come l'antagonista o i vari co-protagonisti di Langdon. Mentre il nostro famoso simbolista cerca di risolvere il rompicapo viene affiancato da una giovane, bella e intelligente donna per ragioni collegate in qualche modo con l'uomo morto ed il mistero. Negli ultimi capitoli del libro si scopre che i vari attori dello spettacolo si conoscevano quasi tutti fin dall'inizio è il povero Robert è stato manipolato per tutto il tempo! Il libro si conclude con l'antagonista che fallisce, ma riuscendo comunque a fare qualcosa, a non perdere del tutto. Il lettore a questo punto si domanda se il cattivo era veramente cattivo, oppure se era votato al bene dell'umanità e nessuno lo ha capito veramente.

    Questo è il canovaccio che si ripete in ogni libro. Bello per il primo, apprezzabile per il secondo, ma arrivati al quarto, tutto sa di già letto e che tu ci metta Dante con la “Divina Commedia”, l'Opus Dei cattivo e il Vaticano o Leonardo da Vinci, poco importa. Detto questo, non si può però dire che la lettura del libro non scorra velocemente o annoiando il lettore, i richiami alla nostra storia, alle opere d'arte citate, meritano (se non lo si è già fatto) una visita di persona, o almeno un'occhiata su Google. Dunque esiste comunque un divertimento nel proseguo della lettura e un piccolo approfondimento personale se si vuole.

    Però non si possono propinare quattro libri tutti uguali e pretendere che la gente continui a divertirsi o a stupirsi come per il primo, caro Dan Brown, ti devi inventare qualcosa di nuovo, anche perchè, diciamolo chiaramente, dopo il “Codice”, non è che tu sia riuscito a entusiasmare, a provocare, così tanto. Il tutto, è stato un godere passivo, di quella prima storia. Io mi sono molto divertito nella lettura della tua opera più famosa (ben sapendo che hai scritto un romanzo di fantasia e non un saggio come molti hanno travisato), ma da lì è stata una continua discesa.

    Basta adesso, volta pagina, lascia stare il professor Langdon per un po' e sforzati d'inventarti qualcosa di nuovo.


    Voto: 2/5

      domenica 12 maggio 2013

      Diario di un sopravvissuto agli zombie - J.L. Bourne




       

      I Contenuti

      Il diario quotidiano della battaglia di un uomo per la sopravvivenza, contro le prove che il mondo dei non morti gli propone giornalmente…
      Una piaga sconosciuta dilaga sul pianeta. I morti risorgono e, come nuova specie dominante, reclamano la Terra. Imprigionato in una tragedia planetaria, toccano a lui decisioni fondamentali – scelte che faranno la definitiva e assoluta differenza tra la vita o l’eterna maledizione…


      La Recensione

      "Diario di un sopravvissuto agli zombie" è un libro post-apocalittico, con tendenze horror, del 2004 dell'autore J.L. Bourne, primo di una trilogia che la casa editrice "Multiplayer.it Edizioni" sta ristampando qui in Italia. I primi due volumi sono reperibili, il terzo alla data in cui scrivo, non è ancora uscito.

      J. L. Bourne, militare di professione, ha partecipato ad alcune delle ultime operazioni militari americane, tra cui quella in Iraq. Non è uno scrittore di professione dunque, ed effitavamente nel libro si percepisce in più punti. la curiosità di questo libro è che è scritta come un diario e le cronache narrate, in un primo momento, sono nate sotto forma di post sul blog dell'autore e visto l'ampia riscossione di successo sono state acquistate e pubblicate in cartaceo, venendo acclamate dalla critica e dal pubblico in maniera più che positiva.

      La trama non fa gridare al miracolo dell'originalità, ma in tutta franchezza è difficile inventare qualcosa di nuovo nel campo della letteratura zombesca: è la battaglia di un uomo per la sopravvivenza, contro le prove che il mondo dei non morti gli propone giornalmente… Una piaga sconosciuta dilaga sul pianeta. I morti risorgono e, come nuova specie dominante, reclamano la Terra. Imprigionato in una tragedia planetaria, toccano a lui decisioni fondamentali – scelte che faranno la definitiva e assoluta differenza tra la vita o l’eterna maledizione…

      Come si diceva nulla di nuovo, ma l’uso della prima persona e la "trovata" del diario favorisce il coinvolgimento del lettore nel mondo e nelle vicende vissute dal protagonista, vivendo così attraverso i suoi scritti l'orrore, la paura e la discesa verso un mondo impazzito, dove tornerà preponderante la legge del più forte, o del meglio armato.

      Tutto il libro non ha veri e propri capitoli, se non sommarie sezioni; il tutto sembra scritto come appunti che un qualsiasi sopravvissuto potrebbe scrivere, veloci e diretti, e quasi non esiste l'idea del romanzo in quanto tale. E se questo agevola il ritmo e la velocità di lettura, ne pecca la scrittura e la costruzione dei personaggi, se non di quello principale, ma sicuramente dei comprimari.

      Dunque in questo primo libro di Bourne c’è la componente più superficiale dell'arte dello scrivere e raccontare storie, ma non per questo banale o poco efficace nel raccontarne le vicende, la lotta ai morti che camminano, il mondo descritto ed il linguaggio che viene usato rispecchia quella che potrebbe essere la realtà immaginata. 

      Il libro tutto sommato mi ha divertito e sicuramente leggerò anche gli altri due della serie, sperando in una maggiore capacità narrativa dell'autore nei seguenti episodi.


      Voto: 3/5

        domenica 5 maggio 2013

        Manuale per sopravvivere agli zombi - Max Brooks




         

        I Contenuti

        Questo libro è scritto seguendo fedelmente lo stile dei manuali di sopravvivenza best seller, con tanto di disegni che illustrano il testo: dalle armi alle trappole a ogni tipo di attrezzo e tattica anti-zombie. Si trova prima il capitolo "I non-morti, miti e realtà", completa filologia e antropologia zombie. Poi, "Tecniche di combattimento", "Difesa", "Attacco", "Come vivere nel mondo dominato dagli zombie", e infine, la storia esilarante dei più celebri attacchi zombie sulla terra.


        La Recensione

        Il fatto è che un giorno entri in libreria, non hai neanche la minima idea del fatto che tu stia per comperare un libro del genere, anzi diciamocelo chiaramente, ci sei pure passato vicino l'ultima volta e ti ricordi benissimo di aver pensato qualcosa come: "ma che libro idiota!". E' che poi per caso incominci a vedere "The Walking Dead" e allora sono cazzi amico, perchè cominci a divorare letteralmente qualsiasi cosa sull'arogmento.

        E allora eccoti qui che stringi tra le mani questo manuale di sopravvivenza insieme agli altri libri per cui eri venuto in libreria, ecco bravo lo nascondi tra un Verne e un London, come una rivista pornografica data ad un'edicolante tra la copia dell'Avvenire e Famiglia Cristiana, perchè lo sai che la ragazza alla cassa ti fisserà per bene per vedere chi ha comperato questo libro dopo averlo passato sul lettore; si beh, cara mia, vogliamo forse indagare sul fatto che hai sul comodino tutta la trilogia di Twilight? Vediamo quanto ti servirà quando arriverrà un attacco di zombie, ti vedrò passare con le carni decomposte dal mio rifugio sicurissimo. Ci puoi giurare bella mia.

        Manuale per sopravvivere agli zombie è un libro di Max Brooks. Famoso per aver scritto quello che tutti gli appassionati considerano un po' come la Bibbia del genere "World War Z", questo libro è precedente, ma non manca di nulla rispetto al più famoso scritto. Anzi. Questo volume contiene utili consigli rivolti al cittadino medio per sopravvivere a un attacco di morti viventi. E' strutturato esattamente come un manuale di sopravvivenza, suddiviso in capitoli: Capitolo 1: i non-morti: realtà - Capitolo 2: armi e tecniche di combattimento - Capitolo 3: in difesa - Capitolo 4: in fuga - Capitolo 5: all'attacco - Capitolo 6: vivere nel mondo dei non-morti – e un capitolo finale di attacchi documentati.

        Ora tutti quei sprovveduti che ignorano il pericolo zombie ovviamente si guarderanno bene dal comperare un libro simile, ma per gli addicted è un titolo che non può mancare in libreria. Dobbiamo tenerci pronti all'apocalisse zombie che potrebbe scatenarsi da un momento all'altro e questo manuale spiega esattamente come affrontare l'inevitabile. Siete avvertiti, poi non venite a piangere da noi, quando sentirete grattare alle vostre porte.

        Divertentissimo, semi serio manuale di autodifesa. Tratta l'argomento con una prosa lucida e una logica stringente che quasi volti la testa e ti stupisci del fatto che non vedi camminare morti viventi fuori sulla strada. Consigliato a tutti gli appassionati (e a chi si aspetta un attacco zombie da un momento all'altro, ovviamente).


        Voto: 4/5

          mercoledì 1 maggio 2013

          Il più grande uomo scimmia del Pleistocene - Roy Lewis




           

          I Contenuti

          «Il libro che avete fra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni» ha scritto Terry Pratchett. È vero, tanto tempo è passato, da quando vissero Ernest, il narratore di questo libro, con la sua ingegnosa famiglia, dal padre Edward, che fu senza dubbio «il più grande uomo scimmia del Pleistocene», a quell’amabile reazionario di zio Vania, che tornava sempre a vivere sugli alberi, a quel viaggiatore incallito dello zio Ian, per non parlare delle ragazze. Un curioso gruppetto, che si trovò, sotto la guida del grande Edward, nella delicata situazione di chi dà all’evoluzione una spinta che non si riequilibrerà mai: la spinta da cui siamo nati tutti noi. Ragionando con impeccabile acume scientifico, nonché un delizioso humour freddo, Edward e i suoi scoprirono «alcune delle cose più potenti e spaventose su cui la razza umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via», sempre sulla base di una elementare esigenza: quella di «cucinare senza essere cucinati e mangiare senza essere mangiati». E naturalmente non mancarono le dispute e i crucci, perché ogni volta si poteva discutere se quelle nuove invenzioni erano davvero buone o cattive, se non rischiavano di sfuggire al controllo e soprattutto se non andavano un po’ troppo contro la natura. Mah...
          Pubblicato per la prima volta nel 1960, e poi ripreso più volte sotto vari titoli, questo libro si è fatto strada silenziosamente fra i classici della fantascienza a ritroso. Ma in realtà è un libro inclassificabile: una riflessione romanzesca, acutissima e leggera, su tutta la storia dell’umanità, contrassegnata in ogni dettaglio da quella limpidezza e da quell’ironia che appartengono alla migliore tradizione letteraria e scientifica inglese. Quando Théodore Monod lesse questo libro, segnalò all’autore uno o due errori tecnici, subito aggiungendo «che non importavano un accidente, perché la lettura del libro l’aveva fatto ridere tanto che era caduto da un cammello nel bel mezzo del Sahara».



          La Recensione

          "Il più grande uomo scimmia del Pleistocene" è un romanzo del 1960, che come dice Pratchett, è di difficile collocazione come genere letterario, dato che tratta argomenti che vanno dalla storia primitiva, all'anacronismo, alla fantascienza, all'humour all'inglese; scritto dal giornalista inglese Roy Lewis, narra le vicende di un gruppo di cavernicoli dell'Africa centrale del tardo Pleistocene, le loro lotte per sopravvivere ed evolversi. Esposto in modo umoristico, si prende spunto per scherzare su argomenti attuali che il lettore vede trasportati nell'Africa preistorica, come la contrapposizione tra le generazioni, i primi amori, gli scontri matrimoniali.

          La trama narra le vicende di un branco di uomini primitivi, un'orda, e si svolge in un luogo non precisato nell’Africa centrale della fine del Pleistocene, circa 3 milioni di anni fa. Il romanzo è narrato in prima persona dal figlio di Edward, Ernest. Edward, è un novello Leonardo da Vinci preistorico, incoraggia gli altri a scendere dagli alberi, scopre come procurarsi il fuoco, insiste perché tutti abbiano una corretta posizione eretta, inventa nuove armi e trappole per la caccia, scopre come cuocere i cibi. Inoltre, obbliga i figli a sposare donne che appartengono ad un altro clan. A contrapporsi a lui, sarà lo zio Vania, che invece pensa che tutte queste invenzioni, faranno solo danni allo sviluppo dell'orda. Da qui nascono i dialoghi divertenti.

          Se possiamo essere d'accordo con Pratchett quando afferma che il libro è di difficile collocazione, non possiamo fare altrettanto quando afferma che "Il libro che avete tra le mani è uno dei più divertenti degli ultimi cinquecentomila anni." Non trovo questo romanzo così geniale e divertente come lui e altri hanno ritenuto; il libro scorre ed è ironico, in alcuni punti anche divertente. Definirlo comico mi pare esagerato, ma l'intelligenza e l'acume dell'autore sono fuori discussione. Da apprezzare anche l'uso di anacronie a scopo comico. 

          Un modo singolare e simpatico di ragionare sulle nostre origini e se volete qualche ora di piacevole svago, potete certamente cimentarvi nella lettura di questo libro.


          Voto: 3/5