mercoledì 24 luglio 2013

La clessidra infranta - J.L. Bourne




 

I Contenuti

Il mondo è in rovina. Dell'umanità non restano che alcuni superstiti: i morti viventi hanno preso il dominio sui vivi, e sono la nuova specie dominante. Diario di un sopravvissuto agli zombie: La Clessidra Infranta è il nuovo episodio della saga survival horror. In esso si alternano le pagine del diario che riporta la personale lotta per la sopravvivenza di un militare, e la storia dei sopravvissuti incontrati sulla sua strada, l'ultima speranza dell'umanità nella sua ora più oscura. Prigionieri nel disastro, i personaggi si troveranno da soli e in gruppo a dover affrontare atroci decisioni che potrebbero significare sopravvivere per un giorno ancora, o vagare nell'eterna dannazione di un cammino senza fine in un'orda di zombie...


La Recensione

Terza ed ultima tappa della trilogia zombesca di Bourne. Per fortuna vostra, mia e degli zombi. Se fossi un morto che cammina, andrei a cercare Bourne a casa sua. Vorrei divorarlo. Per la noia che mi ha attanagliato nella lettura di questo libro. Per ripagarlo, per fare in modo che smetta di scrivere.

Abbandonata la struttura in forma di diario, ci troviamo a seguire più storie contemporaneamente: la portaerei George Washington (con la sua linea di comando ed il gruppo dei sopravvissuti incontrati nei 2 precedenti libri), la Task Force Clessidra (affiancata dal nostro Kilroy e dal suo amico Saien, imbarcata sul sottomarino Virginia con lo scopo di localizzare il "paziente zero") la Task Force Phoenix (indirizzati verso l'Hotel 23), l'Avamposto Quattro (base di ricerca nel circolo polare artico) ed anche la base dell'oscuro Remote Six (scopriremo chi sono e quale fine seguono).

Storie diverse, per triplicare il non senso, la noia, tutta la mole degli inutili tecnicismi, le battute scherzose di uomini in situazioni che dovrebbero essere drammatiche e che rendono questi stessi sopravvissuti delle macchiette di se stessi che urlano: “sono un cazzuttissimo americano, faccio scempio di tutto e di tutti e poi ci piscio sopra!”.

E guardate che vi risparmio l'analisi dei personaggi, perchè ne ho la nausea al solo pensiero.

Tutto questo per arrivare ad uno dei “the end” più scemi, affrettati e sconclusionati della storia della letteratura.

Caro Bourne potevi fermarti al primo libro e sarebbe bastato.


Voto: 1/5

    lunedì 15 luglio 2013

    Guida ai Rifugi del CAI - Annibale Salsa




     

    I Contenuti

    Un'opera unica, contenente schede illustrate complete di ogni informazione pratica sui rifugi e su come raggiungerli. Foto, descrizioni, contatti, info sui servizi e sulle possibilità escursionistiche fornite da tutti i 375 rifugi d'Italia gestiti dal Sodalizio. La raccolta - suddivisa in 4 sezioni: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro-Nord e Centro-Sud - propone inoltre approfondimenti sul mondo, la storia e la vita del Club Alpino Italiano e dei suoi rifugi. Utile agli esperti come agli amatori, la Guida ai Rifugi del CAI è uno strumento indispensabile per scoprire le escursioni in alta quota, programmare senza inconvenienti nuovi itinerari e vivere appieno la montagna italiana. 


    La Recensione

    Questo libro è nato nell'ambito del 150° anniversario di fondazione del Club Alpino Italiano, la prima associazione nata dopo l’Unità d’Italia; per questo il CAI e il Corriere della Sera-RCS MediaGroup hanno realizzato la "Guida ai Rifugi del CAI", che non era mai stata presente nelle librerie.

    Questa guida non racconta semplicemente i rifugi come patrimonio storico del CAI, ma viene posto l'accento sull'importanza di questi presidi per la cultura della montagna, baluardi delle tradizioni e delle gastronomie locali.

    Utile agli esperti come agli amatori, la Guida ai Rifugi del CAI è uno strumento indispensabile per scoprire le escursioni in alta quota, programmare senza inconvenienti nuovi itinerari e vivere appieno la montagna italiana.


    Voto: 4/5

      Oltre l'esilio - J.L. Bourne




       

      I Contenuti

      Negli Stati Uniti e nel resto del pianeta eserciti di non morti si sono levati, non esiste alcun rifugio sicuro dai cadaveri malati affamati di carne umana. Tuttavia, al centro di una zona desolata del Texas, un piccolo gruppo di sopravvissuti cerca di contrastare le migliaia di creature che li stanno accerchiando da ogni parte. Giorno dopo giorno, il diario di un sopravvissuto – un uomo rimasto imprigionato in un cataclisma planetario – ci racconta la sua disperazione e la sua volontà di sopravvivere: unirà le sue forze a quelle di un gruppetto di profughi per combattere i molti nemici senz’anima... Ma nel mondo dei non morti, basta davvero sopravvivere?



      La Recensione

      Oltre l’esilio, di J. L. Bourne, ufficiale della Marina Militare americana e neo-scrittore, è il secondo volume dell’apprezzata serie zombie survival horror Day by Day Armageddon e il seguito di Diario di un sopravvissuto agli zombie.

      Contrariamente ai più, ho trovato questa seconda parte della trilogia meno avvincente, molto lenta la prima parte della storia dove praticamente non succede quasi nulla e sebbene nella seconda si riscatti e acceleri notevolmente, è troppo infarcita di tecnicismi militari e di “trovate” al limite per essere veramente apprezzata. L'inserimento poi di misteriosi organizzazioni governative e il ritorno in pompa magna del grande esercito degli Stati Uniti, riapre in me i soliti dubbi su certi scrittori americani così dediti ad esaltare alcune caratteristiche non proprio digeribili del loro paese d'origine.

      Aggiungo a questo che personalmente se nel primo libro ho trovato geniale l'idea di scrivere il romanzo come un diario che descrivesse la vita del protagonista nel mondo reduce dall'apocalisse che l'ha colpito, qui alla lunga l'ho trovato stancante.

      Va comunque detto che la storia, rispetto al primo è più drammatica e corale, con una struttura più definita, non mancano i colpi di scena, e in alcuni punti abbiamo un gradito sguardo sul mondo e sulla situazione globale. Un merito allo scrittore è quello di ideare gli zombie provenienti dalle zone radioattive. Più veloci e più astuti dei loro cugini "normali", i non morti irradiati possono usare utensili (come un'ascia, ad esempio), sono estremamente determinati nell'inseguimento delle prede, e risultano mortali con la sola presenza per via della quantità letale di radiazioni che emettono.

      Un plauso va dato anche alla casa editrice che ha curato molto l'estetica del libro di tutta la trilogia, mi piace molto la la copertina in cartoncino morbido di ottima qualità, così come il disegno che riprende lo stile minimale del capitolo precedente anche nella similitudine dei colori, però invertiti. 

      Per chiudere direi che ho apprezzato sicuramente di più il primo libro di questo, forse perché personalmente amo più il sopravvissuto che lotta in solitaria contro tutti, piuttosto che le storie corali, sicuramente quello che meno ho apprezzato è stata l'introduzione di tutte le parti militari, con le descrizioni degli armamenti, che per quanto accurate, ho trovato noiose. Vediamo come si evolverà il terzo capitolo, anche se temo che dal mio punto di vista, potrà solo peggiorare.


      Voto: 2/5

        sabato 13 luglio 2013

        Rumore bianco - Don DeLillo




         

        I Contenuti

        Una nube tossica di incerta natura e provenienza compare improvvisamente su una città americana, i cui abitanti sono costretti a una frettolosa evacuazione. E nel momento dell'emergenza la rassicurante facciata di efficienza ipertecnologica e di felicità consumistica va d'un tratto in mille pezzi, con effetti spesso esilaranti. La famiglia del protagonista Jack Gladney, professore di studi hitleriani nel campus universitario della città, diviene con le sue vicissitudini l'emblema di una civiltà ormai esausta, che ha affidato agli oggetti il compito di coprire il vuoto di idee, di valori, di aspirazioni su cui drammaticamente poggia, e da cui viene risucchiata non appena qualche elemento del sistema comincia a incepparsi, a deviare da una strada che pareva tracciata per l'eternità.


        La Recensione

        Rumore bianco è un romanzo del 1985 dello scrittore americano Don DeLillo, da molti ritenuto esemplificativo della letteratura postmoderna. È stato anche vincitore del National Book Award.

        E’ molto difficile commentare questo libro perchè è stata una lettura faticosa, molto impegnativa ed infatti ho impiegato molto tempo per finirlo, per il mio continuio fermarmi per rileggere paragrafi, pagine a volte capitoli interi, incantato molte volte dalla scrittura e dalle sensazioni che uscivano ininterrotte dalle pagine.

        Il romanzo è ambientato in un college del Midwest degli Stati Uniti, e ha come protagonista Jack Gladney, un professore universitario che è diventato famoso e noto per essere diventato preside della facoltà dove si svolgono studi approfonditi sulla figura di Hitler. Sposato diverse volte, vive con Babette, sua moglie attuale in una casa dove convivono con i figli generati dai precedenti matrimoni. Questa parte ingloba quasi tutta la prima metà di "Rumore bianco" ed è una cronaca dell'assurdo della vita di famiglia, combinata con una satira sul mondo accademico.

        Nella seconda parte, una fuoriuscita di materiali chimici da un vagone ferroviario causa la formazione di una nuvola tossica nella zona in cui vivono Jack e la sua famiglia, rendendo necessaria un'evacuazione; preoccupato per essersi esposto alla tossina, Jack è costretto a fare i conti col fatto di poter morire. Qui il romanzo diviene una profonda riflessione sulla paura della morte nella società moderna e sulla sua ossessione per le cure mediche, con Jack che cerca di comprare al mercato nero un farmaco chiamato Dylar, che si ritiene possa alleviare la paura della morte.

        I temi trattati dal libro sono molteplici: il consumismo rampante, la saturazione mediatica, l'intellettualismo spicciolo, le cospirazioni sotterranee, la disintegrazione e la reintegrazione della famiglia, la paranoia e le qualità potenzialmente positive della violenza umana. Da qui anche il titolo del libro che fa riferimento al "rumore bianco" prodotto dal consumismo, dai media, dalle tecnologie della comunicazione.

        I dialoghi e le parti introspettive del protagonista sono continui rimandi di riflessioni sociologiche e filosofiche, tutto coperto da questo rumore bianco di sottofondo che è sempre presente, lo stile di De Lillo è trascinatorio ed evocativo: lucido, affilato e corposo, caustico e feroce, ripeto, in alcuni punti resta un romanzo di non facile lettura, che richiede molta attenzione, ma ne vale sicuramente la pena. 

        Noi tutti, circondati dalle radiazioni emesse da televisori, radio, forni a microonde, cellulari, siamo costantemente immersi nel “rumore bianco” e cerchiamo anche noi di sconfiggere la paura della morte con l'esasperazione del consumismo, dove l'ottica è che più comperiamo, più siamo, più esistiamo e diamo un senso, per quanto vuoto, alla nostra vita, perchè il rumore bianco è la paura della morte.

        Un romanzo che vale la pena leggere, per la storia, la scrittura di DeLillo e per tutto quello che ha da raccontarci. 


        Voto: 5/5