giovedì 20 febbraio 2014

Dieci dicembre - George Saunders




 

I Contenuti

Da anni, George Saunders è riconosciuto come una delle voci più originali e influenti della narrativa americana contemporanea; senza aver mai scritto un romanzo, ma solo racconti, ha ricevuto elogi unanimi dalla critica, nonché da colleghi come Thomas Pynchon, David Foster Wallace, Jennifer Egan, Jonathan Franzen. Ora, giunto alla sua quarta raccolta, ha definitivamente raggiunto anche il grande successo di pubblico. Dieci dicembre è la sua opera più accessibile: quella che, senza rinunciare alla vena surreale e immaginifica, si avvicina di più al realismo. Accanto a racconti ambientati in laboratori dove si creano improbabili psicofarmaci, o in sobborghi residenziali dove donne moldave o filippine in abiti bianchi penzolano da fili tesi fra gli alberi come decorazioni, ci sono storie di famiglie comuni la cui normalità è turbata dal ritorno di un figlio dalla guerra o dall’irruzione di un malintenzionato: in tutti i casi, i personaggi si trovano a dover scegliere fra l’egoismo e la compassione, l’orgoglio e il sacrificio. Commoventi e sorprendenti, mai banali o buoniste, queste dieci storie sono originalissime parabole per il nostro tempo.



La Recensione

Dieci dicembre è una raccolta di racconti dello scrittore e saggista statunitense George Saunders, che Scrive per il New York Times, il The New Yorker, l'Harper's Magazine, e GQ. Le sue storie trattano spesso dell'assurdità del consumismo, della cultura corporativa e del ruolo dei mass media nella società moderna, essi pongono anche questioni morali. L'elemento tragicomico presente nei suoi testi, gli ha fruttato paragoni con Kurt Vonnegut. George Saunders è riconosciuto come una delle voci più originali e influenti della narrativa americana contemporanea; senza aver mai scritto un romanzo, ma solo racconti, ha ricevuto elogi unanimi dalla critica. 

Questa raccolta scritti in un lasso di tempo piuttosto ampio (dal 1995 al 2009) è Finalista al Folio Prize, finalista allo Story Prize, finalista al National Book Award e fra i 100 Notable Books of the Year del New York Times, addirittura quest’ultimo lo definisce come “Il libro più bello che leggerete quest’anno”; di lui Jonathan Franzen scrive che: “Nelle mani di Saunders, ciò che è quasi impossibile appare facile e naturale. Siamo fortunati ad avere uno scrittore come lui.”

In questo testo non si può parlare di una vera e propria trama, ma di temi portanti che si susseguono nelle varie storie. Si tratta di una raccolta scritte in modo inusuale, molto cerebrali, e richiedono una forte interazione del lettore, il quale deve ricostruire un contesto che è spesso surreale, anche i personaggi, sono molto spesso trasparenti, fanno solo da tramite per trasmette emozioni al lettore. Ma è lo stile di scrittura quello che più impressiona chi legge: a tratti allucinato, a tratti più discorsivo e assecondante, a volte di una semplicità estrema ed ironico, a volte complesso ed inquietante, con ricchi dialoghi molto riusciti. 

Ovviamente non tutti i racconti sono eccelsi, ma d’altra parte è anche normale il fatto che in una raccolta ci siano racconti più o meno belli e poi il tutto è sempre molto soggettivo. I miei preferiti sono stati sicuramente: “Giro d’onore”, “Fuga dall’aracnotesta”, “Esortazione”, “Le ragazze semplica” e “Dieci dicembre”. 

Dieci Dicembre è sicuramente un libro prezioso, un libro sicuramente da consigliare, con una scrittura sobria e mai uguale a se stessa che permette una lettura veloce, mai pesante e sempre squisita anche se è un libro che ha bisogno di pazienza e dedizione.

Saunders è troppo bravo nello sitle per non piacere e decisamente troppo originale per lasciare indifferenti, da leggere.


Voto: 4/5

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