mercoledì 23 luglio 2014

6.41 - Jean-Philippe Blondel




 

I Contenuti

L'incontro casuale, sul treno per Parigi delle 6.41, tra un uomo e una donna che molti anni prima si sono amati e odiati. L'imbarazzo e gli sguardi distolti. Poi il silenzio freddo del viaggio. Ci sarà spazio, prima dell'arrivo, per un cenno di riconoscimento, di scuse o magari per un caffè?

Dopo un week-end trascorso per dovere a casa dei genitori, Cecile sta rientrando a casa. È mattina prestissimo, e lei prova un senso di leggerezza. Ma quando il treno sta per partire qualcuno le si siede accanto. Qualcuno con un'aria familiare. È invecchiato, eppure non ci sono dubbi che sia Philippe, con cui Cecile aveva avuto una storia ai tempi dell'università. Una storia durata poco e finita malissimo alla quale, però, entrambi non hanno mai smesso di pensare.


La Recensione

6.41 è l'ultimo libro dello scrittore francese Jean-Philippe Blondel, nato a Troyes nel 1964 insegnante d'inglese in una scuola superiore. Nel 2003 ha esordito con "Accès direct à la plage" e da allora ha pubblicato una decina di romanzi tra libri per adulti e per ragazzi.

Blondel sembra aver raggiunto l'apice del successo con questo racconto lungo di solo 136 pagine, nella versione italiana Enaudi impreziosito da una copertina molto azzeccata che invita all'acquisto. Il richiamo del viaggio in treno, evocatore di tempi sospesi e spesi magari proprio in compagnia di un buon libro, è sempre un forte impulso per qualsiasi lettore. Best seller in Francia, 6.41 racconta un momento che, in un modo o nell'altro, tutti abbiamo vissuto. 

Il libro è una trasposizione scritta, a voci alternate, dei pensieri di Cécile e Philippe per tutto il viaggio da Troyes a Parigi: un incontro casuale, sul treno per Parigi delle 6.41, tra un uomo e una donna che molti anni prima si sono amati e odiati. L’imbarazzo e poi il silenzio freddo del viaggio. Ci sarà spazio, prima dell’arrivo, per un cenno di riconoscimento, di scuse o magari per un caffè? Dopo un week-end trascorso per dovere a casa dei genitori, Cécile sta rientrando a casa. È mattina prestissimo. Ma quando il treno sta per partire qualcuno le si siede accanto. Qualcuno con un’aria familiare. È invecchiato, eppure non ci sono dubbi che sia Philippe, con cui Cécile aveva avuto una storia ai tempi dell’università. Una storia durata poco e finita malissimo alla quale, però, entrambi non hanno mai smesso di pensare.

Ricostruiamo passo dopo passo la loro storia e scopriamo com'è cambiata la loro vita da allora, si mischiano in queste pagine i ricordi e le considerazione dei due, portandoli a fare un bilancio delle proprie vite e a trarne le conclusioni perché dopo ventisette anni quel giorno in cui si lasciarono li segnò nel bene e nel male, quella giornata a Londra, che ha posto fine alla loro storia post-adolescenziale di soli quattro mesi in modo quasi irreale, ha lasciato un’impronta così pesante nelle loro vite da determinarne gli sviluppi successivi.

Questo è un libro che parla di seconde opportunità, di rivincite, di perdono. E’ la vita che ci ricorda i nostri conti in sospeso e le ferite ancora aperte, anche dopo tanti anni. Incontrarsi da giovani, quando niente sembra avere importanza, tutto è facilmente raggiungibile e sembra eterno, la normalità delle vite è una banalità e ritrovarsi maturi, con il dubbio che, forse, quella normalità poteva essere la felicità.

Mi è piaciuta la scrittura di Blondel e mi è piaciuto il libro, fluido, che disegna, scavando e scrutando, lo stato d’animo dei due protagonisti in maniera minuziosa e profonda, tanto da farci sentire in prima persona il peso delle loro angosce. L'idea di partire da un amore adolescenziale mettendo i due protagonisti invecchiati, loro malgrado confinati nella cabina di un treno, dopo tutto questo tempo e da qui partire per affrontare altri temi, quali i rapporti umani, il perdono, i limiti dei successi e delle sconfitte, è un'idea azzeccata e coinvolgente. In fondo chi non ha mai sognato di poter avere una seconda possibilità?


Voto: 4/5

    venerdì 18 luglio 2014

    Il linguaggio del gatto - Nicoletta Magno




     

    I Contenuti

    Convivere con il gatto dà sempre notevoli gratificazioni: di natura affettuoso ma non invadente, cerca la compagnia del padrone pur mantenendo la propria indipendenza. E' un amico fidato e discreto di cui però non è sempre facile cogliere i segnali. Questo volume è una sorta di guida per aiutarci a capirlo: un testo dedicato al gatto e alla sua vita di relazione, al modo di farsi intendere dai suoi simili e, soprattutto, ai metodi che utilizza per comunicare con gli esseri umani. Il gatto che fa le fusa emette un suono dolce a basso volume ed esprime contentezza; anche un miagolio morbido ha più o meno lo stesso significato, mentre quello più insistito solitamente viene utilizzato per domandare qualcosa. E' vario anche il linguaggio del corpo, che si esprime con la postura e il movimento della coda, con lo sguardo o con il rizzare il pelo. Grazie a questo testo impareremo a capire la personalità del nostro compagno a quattro zampe e a riconoscere i segnali che ci manda. Interpretare correttamente il suo linguaggio ci farà apprezzare sempre di più il nostro micio e ci permetterà di vivere ancora meglio con lui, comunicando più facilmente.


    La Recensione

    Lettura decisamente inutile, con nozioni che si possono trovare molto più dettagliatamente e facilmente sul web.

    La parte poi, che dovrebbe essere l'argomento centrale del libro, è banale, stringata, poco ricca di informazioni e di esempi grafici (rispetto ad altri libri); il tutto è stato allungato con parti davvero inutili (per chi desiderava solamente interpretare il linguaggio felino): psicologia delle persone che adottano un gatto, storia dei gatti, la pet teraphy e via discorrendo.

    Se cercate un libro davvero ben fatto sull'argomento potete decisamente virare rotta su Cats for Dummies, per esempio.


    Voto: 1/5

      martedì 15 luglio 2014

      Buona Apocalisse a tutti! - Terry Pratchett, Neil Gaiman




       

      I Contenuti

      Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. È per questo motivo che le temibili armate del Bene e del Male si stanno ammassando, che i Quattro Motociclisti dell'Apocalisse stanno scaldando i loro poderosissimi motori e sono pronti a lanciarsi per strada, e che gli ultimi due scopritori di streghe si preparano a combattere la battaglia finale, armati di istruzioni clamorosamente antiquate e di innocue spillette. Atlantide sta emergendo, piovono rane dal cielo. Gli animi si surriscaldano... Bene bene. Tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che un angelo un filo pignolo (ma giusto un filo, per carità) e un demone che apprezza la bella vita - ciascuno dei quali ha passato tra i mortali sulla Terra parecchi millenni e si è, come dire?, affezionato a usi e costumi umani - non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell'incombente catastrofe cosmica. E allora, se quei due (Crowley e Azraphel) vogliono che quanto profetizzato non si compia, devono mettersi al lavoro subito per scovare e uccidere l'Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo). Ma c'è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro...



      La Recensione

      "Buona Apocalisse a tutti!" il cui titolo originale è "Good Omens", ("Buoni presagi") è un romanzo scritto a quattro mani da Terry Pratchett e Neil Gaiman del 1990 edito in Italia dalla Mondadori. Nel 2002 era stata pianificata anche una versione cinematografica con la regia di Terry Gilliam, ma il progetto sembra essere stato definitivamente accantonato.

      Il libro è una commedia metafisica sull'avvento dell'Apocalisse e contiene elementi parodistici nonché innumerevoli riferimenti eruditi; la trama del libro: il Piano Divino si sta per realizzare, l'Apocalisse, l'Armageddon. Tuttavia, Crowley e Azraphel (un demone ed un angelo che, dopo tanto tempo sulla terra, si sono ben ambientati alla società umana) non sono particolarmente entusiasti della cosa. Decidono quindi di cercare l'Anticristo, per cercare di indirizzarlo con un'educazione bilanciata. Il problema nasce all'undicesimo compleanno del ragazzo, quando iniziano a sorgere i primi dubbi: è forse possibile che una clinica gestita da un gruppo di suore sataniste dedite al chiacchiericcio, possa aver confuso i bambini alla nascita?

      Nel libro abbondano riferimenti a film e telefilm popolari, da Guerre stellari, a E.T. - L'Extraterrestre, a La signora in giallo, Dallas, La morte scorre sul fiume e altri. Uno dei personaggi è una ragazzina di nome Pippin Galadriel Moonchild, detta Pepper. Il primo è il nome di uno degli hobbit (maschio) del Signore degli Anelli (in italiano, Pipino), "Galadriel" è il nome di una signora degli Elfi, sempre nel Signore degli Anelli.

      Il racconto è divertente, sarcastico, geniale, dissacrante in molte sue parti, ma gli autori non riescono a bilanciare queste caratteristiche per tutta la sua lunghezza e in alcune parti diventa dispersivo, il tono scende parecchio e a volte ci si annoia un poco nella lettura. E' sicuramente un buon romanzo e il suo punto di forza che non è la trama (in alcuni punti un po' scontata) sono decisamente i personaggi che lo abitano: Azraphael e Crowley sono meravigliosi, ma aggiungiamo i quattro motociclisti dell'Apocalisse, l'Esercito dei Cacciatori di Streghe, la stessa Agnes con le sue profezie.

      Mi sembra una lettura tipicamente estiva, spensierata e divertente, da leggere per svagare i lunghi pomeriggi dell'estate e dunque che dire se non: "Buon Armageddon a tutti!"


      Voto: 3/5