sabato 25 aprile 2015

Il barone Bagge - Alexander Lernet-Holenia


9726005

 

I Contenuti

Fra crateri spenti, nebbie e pantani gelati, uno squadrone della cavalleria austriaca si addentra nell’ignoto. Sono centoventi uomini, vestiti e armati nello stile di un tempo ormai lontano, «come una schiera di fantasmi a cavallo» sperduti sul fronte orientale della prima guerra mondiale. Seguendo il loro scalpitare, varchiamo la soglia di un regno intermedio che è insieme dei vivi e dei morti, del sogno e della veglia perfetta. Di quel regno, in tutta la sua opera, Lernet-Holenia è stato un magistrale cronista. «I racconti più perfetti sono quelli che, pur potendo pretendere al massimo della verosimiglianza, raggiungono il grado supremo dell’irrealtà» egli scrisse una volta. Il barone Bagge, pubblicato per la prima volta nel 1936, applica questo proposito con precisione abbagliante – e al tempo stesso dimostra che lo si può rovesciare: perché qui ciò che più è irreale ha il massimo della verosimiglianza. Solo alla fine scopriremo che questo racconto, oltre che una delle ultime cronache della cavalleria, è un archetipo, una sfaccettatura intatta nella pietra di Amore e Morte.

La Recensione

Il barone Bagge è un romanzo del 1936, dell'autore Alexander Lernet-Holenia che è stato uno scrittore, drammaturgo, traduttore, poeta, saggista e sceneggiatore austriaco fra i più importanti, nel suo paese, del XX secolo. Autore di romanzi, raccolte di poesie, biografie, traduzioni nonché di alcuni drammi teatrali, radiofonici e televisivi e di numerosi soggetti per il cinema.

E' il racconto che si svolge all'ombra dei Carpazi, durante la prima guerra mondiale fra crateri spenti, nebbie e pantani di uno squadrone della cavalleria austriaca che parte in missione alla ricerca del nemico ma che si addentrerà nell'ignoto. Sono centoventi soldati sperduti sul fronte orientale della prima guerra mondiale. Seguendo il loro scalpitare, varcheremo la soglia di un regno intermedio che è l'insieme dei vivi e dei morti, del sogno e della realtà. 

Il protagonista è il Barone Bagge, giovane ufficiale della cavalleria austro-ungarica in guerra contro i russi nella pianura pannonica nel 1915. Ci sarà un attacco al galoppo e l'aprirsi di un varco temporale in cui il suo squadrone si stabilisce in un villaggio ungherese dove il ragazzo intreccia una relazione con una giovane ereditiera che sposerà in fretta e furia prima di riprendere il cammino verso un invisibile nemico di cui sembra non esserci più esistenza. Finirà tutto su un ponte dorato, un ponte che separa la vita dalla morte e la realtà dal sogno. Sembra banale dirlo, ma il libro non lo è affatto.

E' un delizioso romanzo breve di un autore di classe, scritto in maniera impeccabile con una raffinatissima prosa, perfetto nella sua breve costruzione. Non si potrebbe togliere nulla e nemmeno aggiungere, perché si andrebbe a rovinare quella perfezione che a volte si racchiude nei racconti brevi.

Perché in verità, per quanto sia alieno dalle fantasticherie, in fondo al mio animo il sogno è tuttora realtà, e la realtà davvero nulla più d’un sogno.

Tema eterno di tutte le letterature, quello del sogno e della vita che si scambiano reciprocamente i ruoli; se è un sogno la morte, anche la vita potrebbe essere solo un sogno e che tra questi due mondi corrano ponti in un senso e nell'altro, tanto che sarebbe difficile dire realmente cosa sia morte e cosa sia vita, e dove comincino e finiscano lo spazio e il tempo che le separano!

Lettura breve ma affascinante.


Voto: 3/5

    Nessun commento:

    Posta un commento