mercoledì 15 luglio 2015

Verderame - Michele Mari


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I Contenuti

La memoria di Felice si sta sbriciolando: per tutta la vita si è occupato della grande casa di campagna dove Michelino trascorre le sue vacanze, dell'orto, del verderame da spargere sull'uva, dei conigli da ingrassare, poi uccidere e scuoiare. Ma adesso qualcosa sembra non funzionare più. I suoi ricordi riaffiorano sfalsati e contraddittori, componendo una geografia mentale sempre più inaffidabile. Felice all'improvviso si mette a raccontare una balzana storia di esuli russi, di francesi che parlano sottoterra, di scheletri in divisa nazista: e le lumache che appestano l'orto si trasformano in nemici invincibili, sentinelle di un mondo ctonio e minaccioso. Quale sfida migliore, per un ragazzino che si annoia, di un «viaggio al centro della testa» di quest'orco bonario che da sempre accende la sua immaginazione? Così Michelino si ritrova, come un piccolo Sancho Panza, scudiero nella lotta di Felice contro il mulinare impazzito della sua memoria, consigliere e compagno nella battaglia disperata che l'uomo sta combattendo dentro di sé. Giocando con la tradizione del romanzo d'avventura - e innestando nell'immaginario di Stevenson le ossessioni di Edgar Allan Poe - Michele Mari conduce il lettore lungo un percorso imprevedibile alla scoperta dei propri demoni. Con una passione affabulatoria mai così divertita e travolgente, illumina ancora una volta la natura «sanguinosa» dei ricordi d'infanzia. E riesce così a sfiorare un territorio altro, una zona d'ombra dove ciascuno di noi ha un doppio che lo attende, e poco importa se non sappiamo dargli un nome, «perché non ci dobbiamo preoccupare della storia delle cose e delle parole, dobbiamo usarle solo per il nostro comodo».

La Recensione

Verderame è il primo libro di Michele Mari che leggo e devo dire che è stata una folgorazione sulla via per Damasco, ma andiamo con ordine perchè questo è davvero un bel libro, una storia italiana, lombarda, che arriva dalla nostra cultura popolare, dalle nostre radici, ben strutturata, scritta divinamente e arricchita da un lessico fuori dall'ordinario.

La storia si svolge in un paesino del varesotto sul Lago Maggiore ed è il racconto di Felice, un vecchio custode tuttofare, e Michelino, un ragazzino curioso e sveglio relegato dai nonni per le sue vacanze estive in una villa ormai consumata dagli anni che aiuterà l'amico a ritrovare la memoria colpita dalla vecchiaia, scavando tra i ricordi della casa e del paese. 

La perdita di memoria del Felice è al centro della vicenda e porterà il piccolo protagonista attraverso prima a collegamenti mnemonici di significato, poi a ripescare la storia dell'uomo che vuole ricordare la figura del padre ormai dimenticata.

E' un libro che appassiona: è struggente, forte, ricco, nel lessico, nella trama, nella forma. E' colto e lieve, denso e stupito, fermo in una noiosissima casa di campagna eppure roboante come la più sognante delle avventure, tutto racchiuso in un rapporto fra due protagonisti, arricchito dal dialetto e insieme alto nello stile e nella lingua.

La storia dei due, così diversi e distanti per età, esperienza e cultura ha in comune invece una solitudine che solo l'interesse e il bisogno di un dialogo schietto e giocoso possono sedare, sconfiggere. L'attrazione per l'altro traccia una via da percorrere e il fatto che accada fra un ragazzino perspicace, quanto solo e annoiato in questa villa decadente, e un uomo provato nella mente rende ancora più forte e preziosa la relazione; più misteriosa la trama che dipana dal libro. La stessa storia di Felice che avrà un finale davvero misterioso.

Dunque alla fine come definire questo libro? E' un mistery? Una specie. Un noir? Be', anche. Un horror dalle tinte fosche? Una E' semplicemente "Verderame", per me uno dei più bei romanzi italiani degli ultimi anni... Grande Mari, davvero un eccelso scrittore italiano contemporaneo.

Voto: 5/5