sabato 29 agosto 2015

Qualcuno volò sul nido del cuculo - Ken Kesey


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I Contenuti

Miss Ratched governa con pugno di ferro e un soave sorriso il suo reparto, in un ospedale psichiatrico dell'Oregon. All'improvviso arriva McMurphy, un irlandese cocciuto, spavaldo, allegro e ribelle. Fra lui e la Grande Infermiera inizia subito un duello all'ultimo sangue. McMurphy risveglia gli altri pazienti ormai svuotati e avviliti dalle "terapie" e riesce a portare una ventata di umanità e calore. Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo film di Milos Forman interpretato da Jack Nicholson, Will Sampson e Danny De Vito.

La Recensione

Qualcuno volò sul nido del cuculo è un romanzo di Ken Kesey, scritto nel 1959 e pubblicato a New York nel 1962, ambientato in un ospedale psichiatrico dell'Oregon. Il settimanale "TIME" l'ha inserito nella classifica dei 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 al 2005. Nel 1975 Miloš Forman vi trasse il celebre film omonimo, vincitore di cinque Premi Oscar 1976.

Ho letto questo capolavoro solo oggi dopo aver visto e apprezzato l'ottima e indimenticabile riproduzione cinematografica, vista e rivista più volte. Non apprezzare questo romanzo è impossibile, come impossibile è leggerlo e non pensare a Jack Nichlson nei panni di McMurphy. Le parti di racconto narrativo sono molto fluide, un po' meno quelle con le riflessioni, così come le continue allucinazioni di cui soffre all'interno della clinica e i ricordi del nostro narratore pellerossa, il capo Bromden, che rallentano un poco la lettura.

E' un libro che si legge veramente bene, ansioso di leggerne l'epilogo (pur conoscendolo già), ma pregando che potesse in qualche modo cambiare, consiglio la lettura a chi ha visto il film per poterne gustare meglio i contorni, che secondo me rimane comunque un gradino superiore al libro da cui è stato tratto. 


Voto: 3/5

    giovedì 13 agosto 2015

    I fantasmi del mare e altre storie maledette - Giancarlo Costa


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    I Contenuti

    L’Autore per lunghi anni e durante numerosi viaggi in ogni parte del mondo ha raccolto e ordinato una serie di racconti «fantastici» che riguardano il mare, le navi, il mondo marino e sottomarino, una messe di leggende curiose, misteriose o inquietanti, che tanto interesse suscitavano nei racconti fatti dagli stessi marinai ai compagni nelle lunghe ore di veglia al timone di notte, nei tardi pomeriggi nel pozzetto, o in qualche trattoria di porto, la sera, dopo molti giorni di navigazione e dopo... molti bicchieri. Dopo aver espunto le numerose leggende senza interesse o di recentissima invenzione, l’Autore, non soddisfatto dei dati acquisiti, è andato a controllarli in varie biblioteche, sui giornali dell’epoca e sugli antichi libri e, in molti casi, è potuto risalire ai fatti e alle illustrazioni originali. Questo testo è dunque un’antologia di quanto si è detto e scritto sul «mare delle tenebre». Vi sì troveranno racconti celebri e altri meno noti in cui l’elemento mitico e soprannaturale domina interamente la scena. Esso vede la luce proprio mentre in un altro grande ambiente, la metropoli, nascono e si sviluppano le cosiddette «leggende metropolitane». Molti di questi racconti formano un patrimonio di miti e leggende, un corpus di racconti «neri» nei quali ricorrono sovente i fantasmi: gran parte di queste annotazioni risalgono al secolo scorso, quando la loro esistenza era ritenuta reale, specialmente nel mondo anglosassone, ed è sorprendente scoprire che ancor oggi vi siano navi ritenute «maledette». Gli spettri non solo si aggirano a bordo, ma esistono persino navi fantasma che periodicamente appaiono ai naviganti.
    Non mancano le leggende sulle polene, le sculture che ornavano il tagliamare delle navi del passato, né i fantasmi della costa che infestano isole, scogli e fari. Il libro si chiude con i racconti di un altro affascinante mito: quello dell’isola scomparsa, Atlantide.

    La Recensione

    I fantasmi del mare e altre storie maledette di Giancarlo Costa è una raccolta di storie, racconti brevi, su fantasmi e superstizioni che gravitano intorno al mare e ai marinai: fantasmi principalmente, qualche mostro marino e luoghi, per lo più isole cariche di mistero e teatro di avvenimenti tragici come i naufragi. Il libro è corredato da immagini che accompagnano le varie leggende a cui l'autore si riferisce.

    Sinceramente dal titolo mi aspettavo molto di più, alla fine il testo si rivela essere una raccolta concatenata di leggende legate ai viaggi sul mare del novecento, senza un filo logico o una suddivisione precisa tematica: l'ho trovato molto confusionario, le storie troppo brevi e nella raccolta ce ne sono molte per lo più simili dove sembra cambiare solo il nome della nave o dei personaggi; arrivati a metà libro si ha un senso di pesantezza, di ripetizione continua che stanca il lettore.

    Non lo consiglio in quanto non mi entusiasmato per nulla.


    Voto: 1/5