venerdì 29 gennaio 2016

Anna Karenina - Leo Tolstoy


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I Contenuti

Centro della vicenda è la tragica passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti. "In Anna Karenina è rappresentata - scrive Natalia Ginzburg - la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità". Tra i primi lettori il libro ebbe Dostoevskij che così ne scrisse: "Anna Karenina è un'opera d'arte assolutamente perfetta. Vi è in questo romanzo una parola umana non ancora intesa in Europa... e che pure sarebbe necessaria ai popoli d'Occidente". 

La Recensione

Anna Karenina, in originale “Aнна Каренина” è un romanzo di Lev Tolstoj che fu pubblicato per la prima volta nel 1877. Tolstoj vedeva in questo libro, considerato un capolavoro del realismo, il suo primo vero romanzo. La storia apparve inizialmente a puntate su un periodico a partire dal 1875, ma nel 1877 gli venne pubblicato solo un sunto di poche righe della fine del romanzo e Tolstoj, che lì aveva preso delle posizioni antinazionaliste, fu costretto a far pubblicare a proprie spese e separatamente l'ottava parte. Per la stesura di Anna Karenina egli trasse ispirazione da una raccolta di racconti dello scrittore Puškin. Sebbene la maggior parte della critica russa stroncasse il romanzo fin dalla prima pubblicazione, definendolo «un romanzo frivolo dell'alta società», secondo Dostoevskij Anna Karenina era un’opera d'arte della perfezione... La sua opinione fu condivisa da Nabokov, che lo definì il capolavoro assoluto della letteratura del diciannovesimo secolo. Eppure, come accadde in molte altre circostanze durante il corso della sua vita, Tolstoj rinnegò il romanzo: nel 1881, in una lettera al critico Strasov, scrisse: "Quanto alla Karenina: io vi assicuro che per me quello schifo di romanzo non esiste più". 

In Anna Karenina vengono raccontate le vicende, viste in parallelo, dell’amore adulterino tra Anna e il giovane conte Akeksej Vronskij e del felice matrimonio tra Kitty e Levin. I personaggi del romanzo, decritti da un punto di vista psicologico ed introspettivo, sono tutti legati tra loro da vincoli di parentela e amicizia. La protagonista del romanzo, Anna, è sposata con l’ufficiale governativo Karenin, verso il quale nutre un sentimento di estraneità molto lontano dall’amore. La donna viene invitata a Mosca dal fratello Stepan Arkad’ič Oblonskij per tentare di convincere la moglie di lui, Dolly, a non lasciarlo dopo l’ennesimo tradimento. È proprio nella capitale russa che la giovane donna conosce Aleksej Vronskij, un seducente e fascinoso conte destinato a sconvolgerle la vita. Nel frattempo altri eventi si intrecciano nella fitta trama: scopriamo infatti che un amico di Stepan, Levin (alter ego dell’autore stesso), si sta recando a Mosca per chiedere la mano di Kitty, sorella minore di Dolly. La giovane donna è però innamorata proprio dell’affascinante Aleksej e, ignara della scintilla scoppiata tra il conte e Anna, spera sia lui a chiederle la mano. Determinata a non cadere in tentazione, Anna decide di tornare a San Pietroburgo dal marito e dal figlio, ma Aleksej non ha intenzione di lasciarsi scappare la donna di cui si è innamorato: dopo averla inseguita, le dichiara il proprio amore e tra i due si accende ben presto una travolgente passione che porterà Anna verso un tragico destino.

Il romanzo, ambientato nelle più alte classi sociali russe, approfondisce i temi dell'ipocrisia, della gelosia, della fede, della fedeltà, della famiglia, del matrimonio, della società, del progresso, del desiderio carnale e della passione, nonché il conflitto tra lo stile di vita agrario e quello urbano. Il tema fondamentale, tuttavia, è quello della colpa, anticipato dall’epigrafe tratta dal Deuteronomio: "A me spetta la vendetta, e sarò io a ricompensare". Anna non è una dissoluta (come è invece Stiva, che Tolstoj però non punisce con il suicidio), ma una persona che, per amore, va al di là della propria morale: è per questo un personaggio che nasce tragico, con un destino che in qualche modo è già scritto. Piena d’angoscia, di sensi di colpa e di ossessioni, Anna condanna se stessa nel momento stesso in cui si innamora e in qualche modo si perde.

Cominciato nel 1873, il romanzo ha avuto varie riscritture, nelle quali il personaggio di Levin otteneva sempre più spazio. È stato completato nel 1877. Levin è spesso considerato un ritratto semi-autobiografico di Tolstoj, delle sue credenze, delle sue lotte e dei suoi eventi di vita.Inoltre, il primo nome di Tolstoj è "Lev", e il cognome russo "Levin" significa "di Lev".

In ogni caso, per quanto mi riguarda, ogni volta che leggo Tolstoj un senso di pace mi avvolge completamente. Se "Guerra e Pace" è un libro che punta i riflettori sull'anima dei personaggi e racconta tanto gli eventi storici, quanto quelli personali — chi l'avrà letto ricorderà i capitoli dedicati alle battaglie nella steppa e le vicende delle due famiglie messe in scena dall’autore —, “Anna Karenina" non è da meno. Tolstoj mette in scena un dramma che parte dalle infelicità delle famiglie protagoniste e tocca tutto lo spettro dei sentimenti che animano la cultura russa del 1800: “ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.”

Tolstoj con la sua scrittura è in grado di rendere sensazionale anche l'azione o il dialogo più insignificante. E' facile ritrovare in ognuno di noi qualche particolare dei suoi personaggi: l'allegria di Stiva, la serietà di Karenin, la disperazione di Dolly, la fermezza di Kitty, le crisi di Levin, l'istintività e la grandezza di Vronskij, l'egoismo e il tormento di Anna, la dolcezza di Varienka; questo perché Tolstoj era una gran conoscitore di animi umani. La bravura di Tolstoj consiste proprio in questo: nel saper catapultare il lettore all'interno delle vicende narrate, ed è questo che mi accade ogni volta che leggo una sua opera. 

I due amori così diversi di questo libro: quello di Anna e Vronskij che si fonda soltanto sull'amore carnale e al cui centro esiste solo l’io egoistico di Anna che non ha scrupoli ad abbondare tutto e tutti in nome di una felicità che si rivelerà falsa e quello di Kitty e Levin, sincero, reale e maturo, nato da un affetto spirituale iniziale, un amore che occupa anima e corpo, sono così agli antipodi ma così riportati fedelmente al lettore che non potrete non amarli entrambi.

Fin qui non volevo certo fare un'analisi completa di "Anna Karenina" - prima di tutto perché me ne mancano le basi e poi perché è un romanzo troppo ampio -, ma volevo farvi capire come questo romanzo sia complesso e completo, e appunto per questo di una bellezza rara. Sebbene non è sempre facile seguire Tolstoj in Anna Karenina lo è ancor di più in "Guerra e Pace" e dunque se siete alla prima lettura dello scrittore russo vi consiglio caldamente di partire da qui. L'ambientazione russa è come sempre spettacolare, i personaggi splendidi nella loro complessità, la trama perfetta. 

Se non avete mai letto Tolstoj, avete solo bisogno di cominciare.


Voto: 5/5

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