lunedì 20 giugno 2016

Camminare - Henry David Thoreau


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I Contenuti

Un saggio breve e folgorante, profetico, in cui il maestro del pensiero americano dell'Ottocento mette in guardia dai pericoli della civiltà industriale. Un libro che individua nella natura selvaggia la vera patria dell'uomo e nel vagabondare per boschi la salvezza spirituale. Un inno alla libertà dell'uomo che vede nel camminare un moto di elevazione spirituale, un itinerario interiore verso la purezza infinita e divina.


La Recensione

Camminare, in originale "Walking, or the Wild", è un romanzo dello scrittore, filosofo e poeta statunitense Henry David Thoreau edito postumo nel 1863. È principalmente noto per lo scritto autobiografico "Walden, ovvero La vita nei boschi", una riflessione sul rapporto dell'uomo con la natura, e per il saggio Disobbedienza civile in cui sostiene che è ammissibile non rispettare le leggi quando esse vanno contro la coscienza e i diritti dell'uomo, ispirando in tal modo i primi movimenti di protesta e resistenza non violenta.

La trama del libro: “Camminare”, è una raccolta di pensieri elaborati da Thoreau durante le sue lunghe escursioni solitarie nella natura selvaggia, che l’autore registra come una sorta di diario, come esperienze di vita, e che trascrive in un libro del 1862 poco prima di morire. Si tratta di uno splendido resoconto, in cui emerge nell'autore l’influenza positiva della Natura, considerata "guaritrice" di tutti i mali dell’animo umano. 

Il testo è un saggio breve in cui l'autore americano dell'Ottocento mette in guardia i lettori dai pericoli della civiltà industriale. Un libro che individua nella natura selvaggia la vera patria dell'uomo e nel vagabondare per boschi la salvezza spirituale. L'opera trasmette al lettore, il desiderio, di inoltrarsi nella foresta per allontanarsi da tutto ciò che caratterizza la vita in società e arrivare là dove non c’è nulla di contaminato dall'uomo, per vivere la vita come uno stato selvaggio. Camminare diventa la possibilità di stare nella natura, e rinnovare il contatto con essa, e riconoscere che noi apparteniamo alla natura.

Dopo che nel 1845 ebbe costruito con le sue mani una capanna di legno in una località isolata presso il lago Walden, al fine di sperimentare il contatto con la natura selvaggia, Thoreau capì che non basta vivere in mezzo agli alberi e alle paludi, ma bisogna, anche e soprattutto, camminare. Iniziò così, ogni giorno, a camminare dalla sua capanna nei boschi, dirigendosi ogni volta in una direzione diversa per almeno quattro ore, ritenendo una giornata persa quella in cui non avesse camminato.

Per Thoreau, camminare non significa mettere passivamente un passo dietro l’altro. Non è importante neppure vedere il semplice aspetto salutista, anche se sono da prendere in considerazione le conseguenze benefiche che la pratica del camminare ha sul corpo e sull'inquietudine nervosa. Secondo il pensiero di Thoreau, il vero “camminatore” è colui che sa staccarsi completamente dai propri pensieri quotidiani (ritenuti banali), e arriva invece a guardare dentro di sé, entrare in uno stato "bianco" che gli permetta di entrare in sintonia con le piante, i minerali, gli animali intorno a lui. 

Il libro è davvero veloce da leggere e se siete dei camminatori come me e amate la natura incontaminata, non potrete certo non apprezzare questo breve testo, che fa del contatto con lo stato selvaggio, il portarci indietro nel tempo quando tutti noi vivevamo in uno stato brado, il suo vessillo e motto. Diciamo che la valutazione non è tanto per quello che Thoreau voleva sottolineare, che in parte approvo, ma nello stile che risulta abbastanza vetusto e nel contesto storico (l'ottocento americano) che in gran parte ignoro e che non stimola la mia voglia di approfondirne le tematiche.


Voto: 2/5

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