domenica 20 novembre 2016

Buio a mezzogiorno - Arthur Koestler


9666219

 

I Contenuti

Nell'Urss dei tardi anni Trenta, durante l'imperversare delle "purghe" staliniane, l'ex commissario del popolo e rivoluzionario della prima ora Rubasciov è rinchiuso in carcere in attesa di un processo per atti rivoluzionari. Si trova così ad essere vittima di un meccanismo che nella sua indefettibile fedeltà al Partito egli stesso ha infinite volte attivato, tradendo compagni e amici, rinnegando ogni principio morale, pur di eliminare ogni eventuale ostacolo alla sopravvivenza del comunismo. Di fronte agli estenuanti interrogatori cui è sottoposto, accusato di crimini mai commessi, si rende conto che ciò che gli inquisitori vogliono non è accertare la verità, ma semplicemente ottenere da lui una confessione che giustifichi una condanna già pronunciata. Scritto nel 1940, il romanzo è uno dei più lucidi e toccanti atti d'accusa contro i meccanismi perversi del totalitarismo e i guasti irreparabili dell'ideologia.


La Recensione

Buio a mezzogiorno, in originale "Darkness at Noon" è un romanzo scritto nel 1940 dello scrittore ungherese Arthur Koestler, pubblicato in lingua inglese nel 1941, a Londra e New York: descrive l'arresto, la detenzione, gli interrogatori e l'esecuzione di un importante membro del Partito comunista sovietico nel periodo delle grandi purghe staliniane.

Il romanzo ambientato nel 1939, si rifà al processo e alla condanna a morte di Nikolaj Ivanovič Bukharin, svoltosi nel 1938, e a quelli di altri alti dirigenti comunisti che in quegli anni furono vittime di un'epurazione che caratterizzò l'epoca del Grande terrore. 

La trama del romanzo: un alto funzionario del Partito sovietico, ex commissario del popolo, Nicola Salmanovič Rubashov, viene arrestato nella sua abitazione in piena notte, per attività controrivoluzionarie. Trasferito in cella, ricorda la propria vita di esponente di primo piano del Partito fin dalla Rivoluzione e le persone che egli stesso ha portato alla condanna e alla "liquidazione". All'epoca, soprattutto i funzionari che avevano svolto missioni all'estero, vennero accusati di cospirazioni con il capitalismo, di tradimenti della causa comunista che essi non concepivano nemmeno. Le confessioni estorte con la tortura venivano poi utilizzate contro l'imputato e il cerchio si chiudeva sia per il falso testimone, a sua volta accusato da altri, sia per l'imputato. Un incubo dal quale si usciva solo con la morte, inutile e liberatoria. Il ruolo contrapposto a Rubaschov sarà quello di Gletkin che lo interrogherà nel ruolo di magistrato indagatore, uno zelante e incolto funzionario della nuova generazione che incarna la dottrina più cieca, senza altri valori se non quelli del Partito e della sua politica.

Nella Russia ai tempi di Stalin dove il comunismo non per una scelta ma una fede totale, come credo indiscutibile che non richiede e non vuole alcun libero arbitrio. Un paese dove lo stesso uso del pronome "Io" viene condannato e proibito come borghese e antirivoluzionario; una totale spersonalizzazione, dove si diventa numeri al servizio di un immaginario popolo che non esiste se non nella propaganda. La collettivizzazione imposta dal pasto quotidiano alle sedute dove vengono spiegate la disposizioni del potere e si procede ad una pubblica auto accusa magari solo per aver pensato in prima persona o essere entrati al lavoro con qualche minuto di ritardo, perché questo viene considerato sabotaggio e punibile anche con anni di internamento.

Il libro di Koestler è un penetrante romanzo psicologico dai toni intensi e coinvolgenti, moderni, mai ripetitivo, con una velocità di lettura sorprendente che mi è davvero piaciuto tanto. Una lettura illuminante che getta una luce, provocando molte ombre, sulle purghe staliniane e sui processi farsa celebrati in URSS sul finire degli anni trenta. La narrazione della vicenda del protagonista si alterna a momenti di riflessione profonda sulla politica, sul totalitarismo, sull'umanità, sull'etica e sulla storia. 

Consigliato.


Voto: 4/5

    Nessun commento:

    Posta un commento