sabato 12 novembre 2016

L'opera da tre soldi - Bertolt Brecht


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I Contenuti

Nella Londra del primo Novecento, in un universo brulicante di miserabili, furfanti e prostitute, lo strozzino Gionata Geremia Peachum cerca di consegnare al boia lo sgradito genero Mackie Messer. Vano tentativo, però: imprigionato dopo colpi di scena, tradimenti e fughe, Mackie già sulla forca e con il cappio al collo, vedrà ribaltarsi provvidamente il suo destino.


La Recensione

Ahimè, di cosa vive l'uomo? Solo assaltando
gli uomini, torturando, depredando, sbranando.
Nel mondo l'uomo è vivo solo ad un patto:
se può scordar che a guisa d'uomo è fatto.

L'opera da tre soldi, in originale "Die Dreigroschenoper" è un'opera teatrale di Bertolt Brecht. Si svolge nell'ambiente della malavita londinese e dei mendicanti, ma mette in scena, in realtà, il cinismo del mondo aristocratico con i suoi affari, i suoi interessi, i suoi intrighi.

L'opera da tre soldi fu rappresentata per la prima volta nel 1928 nel teatro Schiffbauerdamm a Berlino. L'autore metteva in scena il mondo del sottoproletariato, dei banditi e dei derelitti, con intenzione provocatoria nei riguardi del pubblico borghese, che avrebbe dovuto scandalizzarsi di fronte all'ambiente, ai personaggi e al loro linguaggio. Il pubblico ideale per Brecht doveva essere il proletariato, infatti il titolo indicava provocatoriamente il prezzo del biglietto d'entrata, ma paradossalmente gli operai disertarono le rappresentazioni, mentre il pubblico borghese invece ne decretò il successo, con sorpresa e disappunto dell'autore.

L'opera è ambientata nella Londra vittoriana. Il protagonista, nell'opera di Brecht è Macheath, noto criminale. Macheath sposa Polly Peachum. Il padre di Polly, che controlla tutti i mendicanti di Londra, è sgradevolmente sorpreso dall'avvenimento e tenta di far arrestare e impiccare Macheath. I suoi maneggi sono però complicati dal fatto che il capo della polizia, Tiger Brown, è un amico di gioventù di Macheath. Alla fine Peachum riesce a farlo condannare all'impiccagione, ma poco prima dell'esecuzione, Brecht fa apparire un messaggero a cavallo da parte della "Regina" che grazia Macheath e gli conferisce il titolo di baronetto, nella parodia di un lieto fine.

Sicuramente il modo migliore è assistere all'opera sulla scena e non leggere il testo perchè ovviamente si perde il ritmo delle molte canzoni, l'effetto dei cartelloni scritti e il senso generale che mi sembra punti molto sull'atmosfera più che sulle parole. La critica ovviamente è tutta rivolta alla borghesia dell'epoca, che è ben rappresentata nelle azioni dei personaggi e sinceramente mi sembra anche per questo un'opera molto attuale anche se la borghesia di allora è diversa da quella dei giorni nostri.

Brecht molto probabilmente non è da leggere, ma da vivere in teatro. Rimane comunque un'opera da cui non si può prescindere.


Voto: 3/5

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