mercoledì 25 gennaio 2017

Il ballo - Irène Némirovsky


33860545

 

I Contenuti

Antoinette ha appena compiuto quattordici anni. Sogna di partecipare al grande ballo che i suoi genitori, i Kampf, stanno organizzando per far mostra con tutta Parigi della loro fortuna, recentemente conquistata a prezzo di duri sacrifici. Ma Rosine, la madre di Antoinette, è talmente determinata a guadagnare prestigio e accettazione sociale da non rendersi conto di quanto sia bruciante il desiderio della figlia: non solo le impedisce di partecipare al ballo, ma le confisca la sua stanza da letto e la confina in uno sgabuzzino. La vendetta di Antoinette è terribile come solo può esserlo quella di una bambina alle soglie dell’età adulta, ancora inconsapevole degli equilibri del mondo: un gesto spietato e spiazzante che finirà per rivelare il vero volto delle persone che le stanno intorno. Il ballo (1929) è uno dei primi racconti di Irène Némirovsky: nel difficile rapporto tra madre e figlia traspare in filigrana uno dei grandi nodi irrisolti della storia personale dell’autrice, che tornerà a riecheggiare nelle opere della maturità.


La Recensione

"Era l'attimo, l'istante impercettibile in cui si incrociano "sul cammino della vita": una stava per spiccare il volo, l'altra per sprofondare nell'ombra. Ma non lo sapevano."

Il ballo è un romanzo breve, scritto nel 1928 e pubblicato nel 1930, da un'Irène Némirovsky venticinquenne, che si affacciava alla scena della brillante vita mondana di Parigi, dopo le peripezie della fuga dalla Russia bolscevica, attraverso Svezia e Finlandia. Erano gli Anni ruggenti, di lì a poco sarebbe arrivata, nel 1929, la Grande depressione. Il romanzo è stato anche adattato per il cinema nel 1931 da Wilhelm Thiele nel film "Le Bal" con una giovane e bellissima Danielle Darrieux.

Il tema è la grande solitudine dell'infanzia, nel momento del passaggio all'adolescenza. Ciò che questo libro racconta è la storia di una piccola crudeltà, sostenuta dal caustico umorismo della scrittrice, che tratta un tema doloroso: il rapporto con la madre Fanny, egoista e insensibile fino all'abbandono. Il racconto è venato di una corrente sotterranea di tenerezza.

La trama del libro: i Kampf neo ricchi, arroganti e altezzosi, per confermare la loro improvvisa e splendente ascesa, decidono di organizzare una festa da ballo alla quale invitano tutte le persone "che contano". Antoinette, la quattordicenne figlia dei Kampf, delusa e arrabbiata per la crudele decisione della madre di escluderla dall'evento e lasciarla a dormire nel ripostiglio di casa metterà in atto in maniera istintiva e spietata una vendetta che stravolgerà tutti gli eventi.

Il ballo, complice anche la sua brevità, è folgorante, un'opera tagliente, estremamente efficace e leggera: lo stile della Némirovsky è pulito e asciutto e porta il lettore nella casa dei Kampf catturandolo e trascinandolo in questa famiglia lacerata; il registro è ironico sebbene descriva una situazione drammatica, e per questo l'enfasi sulle figure descritte è ancora maggiore. La forza di questo stile risiede nei dialoghi, quelli fra marito e moglie e quelli da madre e figlia: sono così realistici e così azzeccati da rimanere vivi nella memoria.

Il racconto è fortemente autobiografico (il racconto ripercorre il travagliato rapporto dell'autrice con la madre), e riporta tutti ai quattordici anni del lettore quando il mondo intero è il nemico, nessuno sembra capirci e ci si strugge nella disperata quanto inutile voglia di crescere per lacerare i ponti che legano gli adolescenti alle loro famiglie. Il tutto sottolineato dalla ricchezza più orrenda che esiste: quella improvvisata ed ostentata. L'autrice in poche pagine mette in mostra tutto il dramma di una donna che si è arricchita e ha perso poi tutto, sintetizza il ruolo di una figlia maltrattata che cerca vendetta, arriverà ad ottenerla senza provarne poi compassione.

Un classico che non può mancare nella vostra biblioteca, una piccola perla assolutamente da leggere. 


Voto: 3/5

    domenica 22 gennaio 2017

    La leggenda dei Drenai - David Gemmell


    10280443

     

    I Contenuti

    Druss dei Drenai, il Capitano dell’Ascia, è una leggenda tra gli uomini. Le storie sulle imprese dell’onnipotente guerriero si narrano in ogni angolo del mondo. Ma persino Druss può diventare vecchio. E decidere di voltare le spalle alla gloria, ritirandosi da solo tra le montagne, in attesa della sua antica e grande nemica: la morte. Schiere di truppe barbariche sono in marcia, guidate da un sovrano astuto e spietato che si accinge a conquistare i regni vicini per dimostrare al mondo la forza e il coraggio della sua gente. Solo Dros Delnoch, la possente fortezza voluta dal leggendario conte di Bronzo, blocca loro il cammino. E sulle sue mura si erge un guerriero che non ha mai perso una battaglia, un uomo che non ha mai tradito i propri principi: Druss, la Leggenda… 
    Con questo romanzo, il primo della Saga dei Drenai, ciclo fra i piú popolari e amati della fantasy contemporanea, David Gemmell si è conquistato l’ammirazione dei lettori e dei colleghi. Harry Turtledove ha scritto: “La leggenda dei Drenai è un racconto esaltante, di grande purezza, una favolosa fusione tra Robert E. Howard e David Eddings”.



    La Recensione

    La leggenda dei Drenai, "Legend" in originale, è un romanzo fantasy di David Gemmell del 1984. È il primo volume pubblicato della Saga dei Drenai: la saga è composta da undici romanzi pubblicati nell'arco di vent'anni a partire dal 1984. Non è una saga vera e propria che segue gli stessi personaggi per un lasso temporale stabilito, ma si raccontano vicende di numerosi eroi del popolo Drenai in un arco di centinaia e centinaia d’anni. 

    La leggenda dei Drenai di David Gemmel rientra a pieno titolo tra i grandi classici del fantasy. Non è un capostipite come "Il Signore degli Anelli" ma è comunque un opera molto apprezzata di un autore universalmente stimato. 

    L’ordine di pubblicazione non segue quello cronologico ma non è un problema, perché, come detto, tra un evento e l’altro possono intercorrere anche secoli e quasi tutte sono storie auto-conclusive. Vi lascio qui sotto i due ordini di pubblicazione e quello cronologico:

    - Ordine di pubblicazione -

    La leggenda dei Drenai (Legend) (1984)
    Le spade dei Drenai (The King Beyond the Gate) (1985)
    Waylander dei Drenai (Waylander) (1986)
    L'ultimo eroe dei Drenai (Quest for Lost Heroes) (1990)
    Il lupo dei Drenai (In the Realm of the Wolf) (1992)
    La leggenda di Druss (The First Chronicles of Druss the Legend) (1993)
    L'impeto dei Drenai (The Legend of Deathwalker) (1996)
    Guerrieri d'inverno (Winter Warriors) (1996)
    L'eroe nell'ombra (Hero in the Shadows) (2000)
    Il lupo bianco (White Wolf) (2003)
    Le spade del giorno e della notte (The Sword of Night and Day) (2004)

    - Ordine cronologico -

    Waylander dei Drenai (Waylander) (1986)
    Il lupo dei Drenai (In the Realm of the Wolf) (1992)
    L'eroe nell'ombra (Hero in the Shadows) (2000)
    La leggenda di Druss (The First Chronicles of Druss the Legend) (1993)
    L'impeto dei Drenai (The Legend of Deathwalker) (1996)
    Il lupo bianco (White Wolf) (2003)
    La leggenda dei Drenai (Legend) (1984)
    Le spade dei Drenai (The King Beyond the Gate) (1985)
    L'ultimo eroe dei Drenai (Quest for Lost Heroes) (1990)
    Guerrieri d'inverno (Winter Warriors) (1996)
    Le spade del giorno e della notte (The Sword of Night and Day) (2004)

    La storia ruota attorno all'assedio della fortezza di Dros Delnoch da parte delle legioni di Ulric delle Teste di Lupo, signore delle tribù Nadir. A difesa della fortezza c’è un ridottissimo contingente dell’impero Drenai che, a discapito dello svantaggio, deve resistere il più a lungo possibile per dar modo al resto dell’impero di organizzare le successive linee di difesa a contrasto dell’avanzata Nadir. L’armata di Dros Delnoch è comandata dal gan Orrin, un ufficiale poco competente che ha assunto tale ruolo perché nipote dell'imperatore Abalyn. Il conte Delnar, Guardiano del Nord, capisce dunque che per tentare questa impossibile impresa deve trovare soluzioni alternative ed estreme; chiama pertanto a sé "l’ordine dei Trenta" dei maghi templari e "Druss la Leggenda", una vera e propria leggenda vivente. Il compito di convocare i Trenta è affidato a Virae, la figlia del conte, che nel suo viaggio si imbatte in Rek, un ex guerriero e che, sentito dell’imminente invasione Nadir, sembra volersi allontanare il più possibile dalle zone di guerra. Ma, affascinato dalla bella e forte guerriera si ritroverà ad essere uno dei difensori di Dros Delnoch.

    Era da tempo immemore che non leggevo fantasy e ho voluto puntare su un cavallo vincente in virtù del fatto che era un genere da me abbandonato perchè sentivo che non riusciva più a trasmettermi le emozioni di un tempo; ciò detto posso ben capire che "La leggenda dei Drenai" sia considerato un capolavoro. Ma mi è piaciuto davvero?

    No, non fino in fondo, sebbene l'ambientazione sia fantastica. La fortezza di "Dros Delnoch" è resa alla grande e sebbene in piccolo mi ha ricordato "Minas Tirith" e il suo assedio nel "Signore degli Anelli": protetta da sei cerchia di mura, ognuna spessa sei metri e alta diciotto, la prima delle quali lunga quasi quattrocento metri. Ogni muro ha un nome: il Muro Uno è denominato Eldibar, "esultanza", Il Muro Due è denominato Musif, "disperazione", il Muro Tre è denominato Kania, "speranza rinnovata", Il Muro Quattro è denominato Sumitos, "ardimento disperato", Il Muro Cinque è denominato Valteri, "serenità", Il Muro Sei è denominato Geddon, "morte".

    Questo romanzo non è un romanzo “metaforico”. Legend è una storia che parla di eroismo e coraggio, orgoglio e disperazione, il cui punto di forza risiede nella caratterizzazione dei personaggi e nell'atmosfera che si respira a Dros Delnoch. Sono eccelse le ricostruzioni dell'assedio e delle varie battaglie, con tanto di tradimenti e intrighi, davvero ottime; quello che pecca sicuramente sono alcune trovate della storia: su tutto la storia d'amore tra Rek e Virae e un finale così penoso che mi veniva da piangere. 

    Con questo non voglio dire che sia un brutto libro, per carità, tutt'altro: è una lettura che consiglio alla grande. Ma restano comunque molte cose che mi hanno fatto storcere il naso e, alla fine, mi hanno lasciato l’amaro in bocca.


    Voto: 3/5

      venerdì 6 gennaio 2017

      Wcpedia - Aa.Vv.


      33303236

       

      I Contenuti

      Come diceva Platone, “So di non sapere”. O forse era Socrate? Il mondo del sapere è vastissimo, ma forse quello dell’ignoranza lo è ancora di più: ecco perché WCpedia è il libro che ognuno di noi dovrebbe avere in casa. O, meglio, proprio sul mobiletto del bagno, per goderci i nostri attimi di relax imparando ogni volta qualcosa di nuovo. Ci potremo perdere tra centinaia di curiosità, in un viaggio irresistibile tra lingua e filosofia, scienza e tecnologia, arte e storia, religione e antropologia, spettacolo e cucina, cinema e geografia, sport e le sempre spassosissime stranezze sugli animali. Lo sapevate che gli organi sessuali del polpo si trovano nella testa? Che un chicco di grandine raggiunge la velocità di 180km/h? Che Marilyn Monroe aveva sei dita dei piedi? Che Garibaldi è stato sposato con la seconda moglie per appena sei ore? Che un artista è davvero riuscito a trovare un ago nel pagliaio? Ciò che impareremo con WCpedia ci sarà prezioso in ogni circostanza: finalmente potremo dire addio agli imbarazzanti silenzi in ascensore o alle chiacchiere sul tempo. Tra una storiella sagace, un bizzarro aneddoto, un serio dato scientifico e una nuova scoperta archeologica spazieremo con disinvoltura su quasi tutto lo scibile umano, senza mai annoiarci o avvertire il “peso” della cultura, anzi spesso rideremo a crepapelle. Questo perché WCpedia non è soltanto un libro: è e sempre sarà il nostro migliore amico, quello intelligente, sveglio, sorprendente. E i veri amici, si sa, si vedono nel momento del bisogno. 


      La Recensione

      Wcpedia è un libro del 2016, edito da Rizzoli, che ho scovato in una libreria durante le vacanze natalizie e ha richiamato subito la mia attenzione sia per la copertina che richiama visivamente e al tatto l'interno di una qualsiasi toilette, sia per l'accostamento sonoro alla nota "Wikipedia".

      Il libro vuole chiaramente essere una fonte di notizie curiose e strane, suddivise in vari argomenti che vuole essere prezioso in ogni circostanza, per vivacizzare le "chiacchiere da ascensore",e per stimolare il sapere di ognuno con delle pillole di notizie da immagazzinare e che possono essere richiamate in tante circostanze.

      Devo dire che l'idea è parecchio carina e mi sono divertito parecchio a leggerlo, non tutte le parti riescono veramente a incuriosire sempre e alcune "nozioni" sono conosciute ai più smaliziati probabilmente, ma il libro sta in piedi e più di una volta vi sentirete nello spirito di prendere la persona che vi sta accanto e dirle "ehi, ma lo sapevi che..."

      Di seguito riporto le varie sezioni del testo, con accanto una mia personale valutazione di quelle che mi sono piaciute di più:

      I. Lo bello stile: lingua e letteratura - ****
      II. Cronache mondane: cinema e costume - ***
      III. Il Grand Tour: storia e archeologia - ***
      IV. Orbis animalis: stranezze animali - **
      V. Sopra i massimi sistemi: scienze e tecnologia - ***
      VI. Gabinetto delle meraviglie: curiosità e mostruosità - ***
      VII. Homo religiosus: antropologia e religioni - *
      VIII. Ad mensa: specialità alimentari e culinarie - **
      IX. Gymnasium: notizie sullo sport - **
      X. Ragionar del mondo: filosofi e filosofia - ****
      XI. Il globo terracqueo: il nostro pianeta e la sua geografia - ***
      XII. Il giardino delle muse: storie d'arte e di musica - **

      La sezione VII è quella che mi è piaciuta di meno, più che altro perchè rimango sempre davvero stupito (e parecchio sorpreso ed arrabbiato) di come l'uomo nella sua infinità intelligenza, quando viene a contatto con la religione, esprime le più infinite stupidità, regredendo allo stato animale.

      E' un libro piacevole, che si presta facilmente ad essere regalato anche a chi a poca dimestichezza con i libri e che mi sento di consigliare a tutti i curiosi in generale.


      Voto: 3/5

        giovedì 5 gennaio 2017

        Bàrnabo delle montagne - Dino Buzzati


        6109081

         

        I Contenuti

        "È che tutti vivono così, come se da un'ora all'altra dovesse arrivare qualcuno; non l'assalto di un nemico, ma qualcuno, sconosciuto, non si può dire chi." È proprio Bàrnabo, giovane guardiaboschi, a provare per primo, tra i personaggi di Buzzati, il sentimento dell'attesa, a spiare, nelle lunghe giornate, la luce che sorge e scolora sulle montagne, a sperimentare cosa significhi attendere, non tanto un cosa o un chi, semplicemente attendere. Ed è ancora Bàrnabo a inaugurare l'esperienza del tempo come strano regista della vita, con i suoi segni discreti, leggeri e sbadati, ma irrevocabili. Bàrnabo delle montagne non è solo l'opera prima di Buzzati, ma è soprattutto la prova rivelatrice di quel favolismo morale che distinguerà la quasi totalità della sua produzione, ponendola a capostipite di tutta una linea narrativa del sogno, dell'incubo, dell'altrove.


        La Recensione

        Bàrnabo delle montagne è il primo romanzo dello scrittore italiano Dino Buzzati, pubblicato nel 1933. Da questo libro è stato tratto l'omonimo film del 1994 diretto da Mario Brenta, girato in alta quota nelle Dolomiti di Sesto e in prossimità delle foci del Po, presentato poi in concorso al 47º Festival di Cannes.

        Questa è la storia di Bàrnabo, giovane guardaboschi, ed è una storia montana, dolomitica, che racconta di guardaboschi, di briganti, di un delitto e di una vita che trascorre nell'attesa di compiere un gesto memorabile e definitivo, capace di riscattare un errore di gioventù. Lui e i compagni devono sorvegliare tutto il territorio e specialmente la Polveriera in cui sono custoditi gli esplosivi per il decaduto progetto d’apertura di una strada tra fondovalle e monti. Ma una notte un tragico evento segnerà la vita di Bàrnabo che cercherà per sempre una speranza di riabilitazione, un desiderio di riscatto con un gesto emblematico, che però non riuscirà a compiere.

        Questo breve romanzo racchiude in sé molte tematiche che verranno poi approfondite nella struggente storia di Giovanni Drogo, nel capolavoro di Buzzati che è "Il deserto dei Tartari", una storia meno fantasiosa ma più credibile, dove prende forma quella tematica dell’attesa che poi esploderà nel libro sopracitato. La natura, qui in Bàrnabo più che nel deserto, è una splendida protagonista con le aspre montagne e le sue immense crode spesso tetre e minacciose battute dalla pioggia e dal vento e i misteriosi boschi pieni di vita. Un alternarsi di suoni e silenzio fanno di questo racconto una storia molto suggestiva, come sono le montagne nella realtà.

        Lo stile del romanzo è semplice e scritto con frasi corte, con uno stile acerbo rispetto alle opere successive; il ritmo della narrazione è volutamente lento, scandito dalle ore di cammino lungo sentieri impervi, esasperato dal silenzio delle cime innevate o avvolte dalla nebbia o ancora scandite dallo scrosciare della pioggia. E' una storia che ruota attorno al senso di colpa, al rimorso e alla vergogna. E su tutto l'attesa del riscatto, lo scorrere inesorabile del tempo e la solitudine del protagonista, temi cari a Buzzati.

        Devo dire che tra i libri che ho letto fino ad ora di Buzzati, probabilmente questo è quello che mi è piaciuto meno, ho apprezzato i temi a me cari come quello della natura dei monti che regnano incontrastati e lo scandire lento del tempo con la solitudine del protagonista e la sua voglia di riscatto che rimarrà sospesa; ma di contro ho trovato la scrittura troppo primitiva e spesso i dialoghi troppo lenti, sottili così come le figure protagoniste del libro, Bàrnabo a parte.

        Direi che consiglierei questo libro a chi ama profondamente i luoghi impervi delle montagne con le sue storie e ai lettori accaniti di Buzzati, per chi si accosta invece all'autore per la prima volta consiglierei le raccolte dei racconti, dove regna incontrastata la fantasia dell'autore e poi servirsi della portata principale del "Deserto dei Tartari", dove lo scrittore darà il meglio di sé.


        Voto: 3/5